Il consueto appuntamento di fine settembre con l’Aforo della Junta de Andalucía, pubblicato il 29 settembre 2026, delinea uno scenario di ripresa per il bacino olivicolo più importante del mondo.
Dopo le passate campagne segnate da una dura siccità, le stime ufficiali per la raccolta 2026/2027 indicano una produzione andalusa di 1.261.200 tonnellate di oli da olive, segnando un incremento del 29,3% rispetto all'anno precedente e un balzo del 44,1% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. A sostenere questo recupero è una massa di olive da frantoio stimata in oltre 6,84 milioni di tonnellate.
L'analisi territoriale conferma la centralità della provincia di Jaén, che da sola prevede di raggiungere 575.000 tonnellate di olio (+47,8% sulla campagna scorsa), con una resa grassa stimata al 19,9%. Segue Córdoba, con una stima di 339.700 tonnellate (+37,6%) e una resa ponderata del 17,1%. Al contrario, si registrano lievi contrazioni o crescite marginali nelle aree costiere e meridionali come Granada (106.700 t, - 0,6%) e Málaga (59.400 t, +0,2%), mentre le province di Almería e Cádiz mostrano segni meno più marcati a causa di andamenti climatici locali sfavorevoli.
Sul fronte delle olive da tavola, le stime mostrano una dinamica altrettanto positiva con 466.000 tonnellate previste a livello regionale (+9,1%). La stabilità del comparto è garantita storicamente dalla provincia di Siviglia, che da sola assorbe oltre il 68% della produzione andalusa, posizionandosi a 320.000 tonnellate.
Questa decisa inversione di tendenza sul fronte volumetrico ha avuto ripercussioni profonde e anticipate sulle dinamiche commerciali. Il prezzo medio all'origine dell'extra vergine (Aove) si è attestato a 3,55 €/kg nel mese di settembre, ritornando sui valori storici antecedenti alla crisi produttiva. Tuttavia, gli operatori sottolineano come le quotazioni attuali non siano il frutto di un crollo improvviso, bensì l'approdo di una tendenza già metabolizzata dal mercato fin dalle prime fasi fenologiche.
Già a partire dal mese di maggio, durante una fioritura favorita dalle ottime piogge invernali, gli attori della filiera avevano iniziato a strutturare le proprie strategie sulla base di un migliore potenziale produttivo rispetto alle ultime drammatiche campagne di siccità. Una prospettiva di ripresa che ha progressivamente calmierato i listini settimana dopo settimana, accompagnata anche da giacenze iniziali nazionali stimate a 374.300 tonnellate (+29,2% su base annua).
Nonostante lo scenario generale lasci intravedere una campagna commerciale più lineare per gli imbottigliatori e le esportazioni, il comparto agricolo mantiene una cautela d'obbligo. Sebbene l'allegagione sia stata ottimale nella maggior parte delle zone, l'estate e l'inizio dell'autunno sono stati caratterizzati da intense ondate di calore e da una prolungata assenza di precipitazioni. Molti oliveti non irrigui (secano) mostrano evidenti sintomi di stress idrico. Gli analisti del Ministero dell'Agricoltura regionale avvertono che, in mancanza di piogge significative nelle prossime settimane, il calibro dei frutti e le rese grasse definitive potrebbero subire riduzioni, lasciando aperto qualche interrogativo sui reali volumi che arriveranno nei frantoi.
In apertura, la bottiglia di olio extra vergine di oliva "The World", di Fernando Ruiz, a simboleggiare il predominio della Spagna