Sebbene le stime iniziali sulla produzione di oli da olive in Marocco a settembre-ottobre, che indicavano oltre 250.000 tonnellate, fossero un'ottima notizia per gli oliveti e per l'industria olivicola, la produzione odierna non appare altrettanto promettente.

Le stime attuali degli operatori del settore marocchino indicano una produzione non superiore a 160.000-180.000 tonnellate. Giornate molto calde in primavera ed estate, unite alla scarsità di piogge, soprattutto in estate, e a precipitazioni eccezionalmente intense nel periodo tra fine novembre e dicembre, gennaio e febbraio, sono state le principali caratteristiche climatiche di questa stagione.

Le alte temperature registrate, in particolare a luglio e agosto, hanno causato un grave stress idrico negli oliveti delle zone aride, riducendo in definitiva la dimensione dei frutti. Le precipitazioni dei primi dieci giorni di novembre non hanno avuto un impatto diretto sulla produzione di olive. Inoltre, le piogge eccezionalmente intense e le inondazioni che si sono verificate a dicembre, gennaio e febbraio nelle principali zone olivicole del Marocco hanno significativamente compromesso la raccolta.

La mobilitazione della manodopera per la raccolta ha causato ritardi nella maturazione, con caduta dei frutti e conseguenti perdite di produzione. Nonostante tali condizioni ambientali, l’olivagione 2025-2026 segna una significativa ripresa del potenziale produttivo di olive del Marocco, che dovrebbe essere maggiormente sfruttato nei prossimi anni.

La gran parte di questa produzione proverrà da oliveti tradizionali irrigui e da oliveti intensivi. Questi oliveti irrigui (tradizionali e intensivi) rappresentano circa il 30% della superficie olivicola del Marocco, stimata in 1.220.000 ettari.

Si è registrata una significativa diminuzione del prezzo di un litro di olio extra vergine di oliva, che ora si attesta tra i 50 e i 70 dirham, rispetto agli oltre 100 dirham della stagione precedente. Va notato che la meccanizzazione della raccolta sta diventando una sfida importante per la redditività del settore olivicolo marocchino.

La qualità dell'olio ottenuto è in media buona, mentre le rese rimangono soddisfacenti. Come spesso accade, nelle fasi finali della spremitura si osserva un naturale aumento della resa in olio, nonostante un lieve calo delle qualità organolettiche, caratteristico del frutto a fine maturazione.

In apertura e all'interno, foto di Noureddine Ouazzani