Sono stati anticipati i dati ufficiosi del mercato spagnolo dell’olio di oliva nel corso del mese di maggio: la riduzione delle scorte è pari a 90.000 tonnellate circa, un quantitativo inferiore alle attese e che preoccupa i detentori di olio.
Probabilmente i buoni dati di export della Tunisia (sia in Europa sia direttamente nei paesi terzi) hanno condizionato le transazioni degli oli comunitari e spagnoli in particolare.
Nonostante i listini siano oggettivamente a livelli appetibili, le vendite segnano il passo e questo dovrebbe far interrogare ognuno sia sulla tenuta del settore sia sul contesto economico globale.
Un livello così basso di uscite (medie, senza considerare particolari periodi durante i quali ci sono stati fenomeni di picco in alto o in basso) ci riporta all’anno 2024, quando però il prezzo medio del lampante spagnolo era di circa 6,5 euro al chilogrammo (contro 3,1 attuale).
Il quantitativo di merce nelle mani degli industriali è pari a 261.500 tons (200.000 circa nel 2025), una cifra ragguardevole; invece le merci detenute dai produttori si aggirano sulle 507.000 tonnellate (contro 555.000 del maggio 2025).
Le scorte complessive ammontano (inclusa la giacenza presso il Patrimonio di 6.500 tons) a 775.000 tonnellate (763.000 nel 2025).
Precisiamo che erano stati anticipati dati provvisori i quali sono stati poi rettificati, così come noi abbiamo aggiornato il nostro articolo.
In apertura, foto OliveClub