Durante l'incontro che si è svolto sabato 24 gennaio 2026 nell’ambito della quindicesima di Olio Officina Festival, il direttore Luigi Caricato ha introdotto la sessione dedicata al report di sostenibilità nel settore oleario, accogliendo sul palco il professor Francesco Lenoci dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il quale ha lanciato immediatamente un grido d'allarme, definendo la sostenibilità come la chiave per aprire la porta del futuro e sottolineando come il settore oleario non l'abbiamo ancora compreso appieno. Sulla base di una sua ricerca personale riguardante i bilanci di sostenibilità redatti nel 2024, Lenoci evidenzia come i report nel settore siano scesi a soli dodici rispetto ai tredici dell'anno precedente, giudicando assurdo questo andamento regressivo in confronto ad altri comparti, come quello della plastica, che stanno invece compiendo enormi progressi reali e comunicativi.
Luigi Caricato a tal riguardo è intervenuto per esprimere preoccupazione circa i motivi di questa mancanza di sensibilità, reputandola grave per gli stessi operatori in un mondo che si muove in una direzione ben precisa e già delineata. Il professor Lenoci concorda con i timori di Caricato, descrivendo la sostenibilità come una carta d'identità o un passaporto indispensabile, senza il quale si generano problemi di gestione. Al contrario, Lenoci ha evidenziato tutti i vantaggi competitivi e il valore aggiunto per le aziende virtuose attraverso esempi concreti, come l'introduzione di colonie estive per i figli dei dipendenti, mense aziendali eccellenti coordinate da chef professionisti e la sostituzione delle tradizionali cene aziendali con i Family Day, che aumentano la convivialità e la condivisione.
I dodici oleari virtuosi e sostenibili
Lenoci ha presentato dunque un dossier con cui ha voluto rendere omaggio ai dodici campioni della sostenibilità del settore oleario, analizzandone brevemente gli approcci metodologici e i contenuti. Tra questi cita Pietro Coricelli, il cui bilancio integrato unisce informazioni finanziarie e non finanziarie con un'analisi di doppia materialità verificata da una società di revisione, e Deoleo, un gruppo internazionale il cui corposo report si sviluppa sui classici temi ESG, dedicando spazio a clima, sociale e governance. Lenoci Lenoci menziona inoltre Fratelli Carli, società Benefit e B Corp focalizzata sul progresso responsabile, Cereal Docs, il Gruppo Salov con i marchi Filippo Berio e Sagra che unisce i principi GRI e ESRS, come pure Monini, che adotta un indice schematico basato sui codici ESRS. L'elenco include anche Palazzo di Varignana, Sant'Agata 1907 – che si distingue per il capitolo sugli impegni e la responsabilità verso le generazioni future –, Olitalia, Grinoleo, Finoliva e Olio Levante. Quest'ultima società viene lodata in modo particolare da Lenoci per aver esplicitato la sostenibilità attraverso i sei capitali e per aver definito in modo chiaro Purpose, Mission, Vision e filosofia aziendale, integrando nove temi materiali tra cui l'economia circolare, la lotta al cambiamento climatico e una gestione responsabile della catena di fornitura che genera vantaggi nei rapporti creditizi con primarie banche.
Per Lenoci, queste dodici aziende rappresentano il benchmark, mentre coloro che non redigono il bilancio sono destinati a rimanere tagliati fuori dal futuro.
Intorno a questo scenario, Luigi Caricato pone una domanda specifica riguardo all'olivicoltura italiana, composta prevalentemente da piccole e medie realtà che spesso non possiedono le strutture interne per sostenere tali certificazioni e rischiano l'esclusione dal contesto internazionale. Da qui il professor Lenoci, il quale risponde concretamente portando l'esempio della Regione Puglia, che eroga finanziamenti specifici per coprire interamente i costi sostenuti dalle piccole imprese per la sostenibilità, esortando così le altre regioni a copiare tale modello per non creare discriminazioni.
Caricato chiede a Lenoci chiarimenti sull'entità della spesa necessaria per avere il bilancio di sostenibilità e quanto inciderà questa spesa nel corso degli anni. E il professore ha quantificato un costo base credibile intorno ai 5mila o 6mila euro, una cifra che paragona a quella necessaria per partecipare a una fiera e che ritiene pertanto abbordabile, aggiungendo inoltre che, sebbene sia una spesa costante negli anni, l'azienda deve far propria la necessità di essere assistita inizialmente da un esperto per poi camminare con le proprie gambe, senza appaltare totalmente il processo a strutture esterne. Il professore ha quindi concluso il suo intervento a Olio Officina Festival 2026 ribadendo l'urgenza della questione ambientale globale, anche attraverso gli esempi dell'extra lusso automobilistico e della futura carenza di terreni idonei alla coltivazione del caffè entro il 2050.
Infine, l’intervento di un membro del pubblico chiede dettagli su quali siano i soggetti abilitati a redigere un bilancio di sostenibilità per conto di un'azienda. E il professor Lenoci chiarisce a tale riguardo che a livello industriale si muovono soprattutto le grandi società di revisione, con apposite divisioni strutturate, ma sconsiglia tali colossi alle piccole imprese; per un frantoiano, infatti, reputa perfetto affidarsi a un singolo professionista sul territorio, come un dottore commercialista abilitato alla revisione.
Nella foto di apertura, particolare della bottiglia di olio extra vergine di oliva "Mio Padre è un Albero", che si è imposta all'attenzione al contest Forme dell'Olio