L'Aemo, l’Asociación Española de Municipios del Olivo, dopo aver presentato una sintesi dei risultati all'ultima assemblea nazionale di Adamuz lo scorso giugno, ha ora pubblicato l'aggiornamento completo per l’anno 2026 della propria indagine sui costi di coltivazione dell'olivo. Il documento di riferimento per il settore olivicolo spagnolo analizza in modo obiettivo e coerente i costi di produzione dei principali modelli di coltivazione in Spagna. La novità più in evidenza quest’anno è l'inclusione degli olivi coltivati a siepe, in ambiente asciutto, un sistema di coltivazione emergente in questi ultimi anni.
Lo studio, elaborato dal team tecnico di Aemo, ha aggiornato i valori unitari rispetto all'edizione 2023 e, come già evidenziato, ha incluso per la prima volta anche l'olivo coltivato a siepe, in ambiente asciutto, come sistema di coltivazione distinto, riflettendo così l'evoluzione dell'olivicoltura spagnola. Con questa integrazione, il rapporto Aemo ha analizzato ben sette modelli di produzione, dagli oliveti tradizionali non meccanizzati, o oliveti di montagna, agli oliveti irrigui a siepe, consentendo un confronto rigoroso della struttura dei costi di ciascuno.
Dal punto di vista metodologico, lo studio mantiene la filosofia adottata da Aemo fin dalla sua prima edizione del 2010, utilizzando tecniche di coltivazione ottimali per ogni sistema, rese medie e criteri di valutazione coerenti per tutte le attività colturali, i macchinari, la manodopera, gli ammortamenti e l'affitto dei terreni. Questa continuità metodologica consente un confronto altamente affidabile dell'andamento dei costi nel tempo.
Tra le principali conclusioni, Aemo evidenzia il significativo aumento dei costi di produzione nel periodo 2023-2026, dovuto principalmente all'aumento dei costi della manodopera, dei macchinari agricoli, dell'energia e dei fertilizzanti: un aumento sostanziale fortemente influenzato dalle circostanze geopolitiche internazionali degli ultimi cinque anni.
Tenendo conto dell'aumento già registrato tra il 2020 e il 2023, i costi medi di produzione degli oliveti sono cresciuti di circa il 57% negli ultimi sei anni, una tendenza senza precedenti nella storia recente.
Lo studio Aemo evidenzia ancora una volta l'enorme diversità strutturale degli oliveti spagnoli e le significative differenze di competitività tra i diversi sistemi di coltivazione. Mentre gli oliveti più meccanizzati presentano costi notevolmente inferiori, gli oliveti tradizionali, soprattutto quelli situati sui pendii, continuano a sopportare i costi di produzione più elevati, il che compromette seriamente la loro redditività quando i prezzi alla produzione scendono al di sotto dei costi effettivi.
Inoltre, l'analisi conferma che la raccolta rimane l'operazione economicamente più rilevante nei sistemi tradizionali, mentre l'irrigazione rappresenta una delle voci di spesa più importanti nei modelli irrigui. Queste differenze evidenziano la necessità di analizzare il settore utilizzando criteri tecnico-economici oggettivi, evitando generalizzazioni che non riflettano la realtà delle diverse tipologie di oliveti.
Con questa nuova edizione, Aemo ribadisce il suo impegno a offrire al settore e agli enti governativi uno strumento indipendente, rigoroso e trasparente che contribuisca a una migliore comprensione dell'economia dell'olivicoltura e che funga da risorsa per agricoltori, cooperative, frantoi, pubbliche amministrazioni, ricercatori e decisori politici.
Lo studio Aemo determina il costo totale di produzione di un oliveto come somma di tre componenti economiche principali: costi operativi diretti (manodopera, fattori produttivi, macchinari, irrigazione, ecc.), ammortamento degli investimenti necessari alla coltivazione e rendita fondiaria, intesa come costo opportunità dell'utilizzo del terreno agricolo. Considerando congiuntamente questi tre fattori è possibile ottenere il costo effettivo di produzione di un chilogrammo di olio d'oliva in ciascuno dei diversi sistemi di coltivazione analizzati.
I risultati collocano i costi totali di produzione tra 3,08 euro/kg di olio proveniente da oliveti irrigui a siepe e 5,31 euro/kg di olio proveniente da oliveti tradizionali, non meccanizzati, in asciutta. Tra questi due estremi si trovano gli oliveti a siepe in asciutta (3,17 euro/kg), gli oliveti intensivi irrigui (3,20 euro/kg), gli oliveti intensivi in asciutta (3,52 euro/kg), gli oliveti tradizionali meccanizzati irrigui (4,18 euro/kg) e gli oliveti tradizionali meccanizzati in asciutta (4,67 euro/kg), a testimonianza dell'enorme diversità strutturale ed economica che caratterizza gli oliveti spagnoli.

Le conclusioni dello studio Aemo sono particolarmente rilevanti nell'attuale contesto di mercato. Con un prezzo medio ponderato alla produzione di circa 3,26 euro/kg di olio, che comprende le categorie extra vergine, vergine e lampante, la maggior parte degli oliveti spagnoli produce attualmente sottocosto. Di conseguenza, tutti gli oliveti tradizionali, soprattutto quelli più difficili da meccanizzare, e una parte significativa degli oliveti intensivi operano attualmente in perdita. Questa situazione compromette la sostenibilità economica di migliaia di aziende agricole e minaccia la continuità di un modello di coltivazione all'avanguardia in Spagna, di enorme valore ambientale, sociale e territoriale.
Lo studio sui costi di coltivazione degli oliveti del 2026 realizzato da Aemo è disponibile per la consultazione cliccando QUI
In apertura, foto di Olio Officina