Ha per titolo I giorni dell'arrivederci - ed è pubblicato da Mondadori, così come l'intero corpus letterario - il nuovo romanzo di Carmine Abate. In questa nuova narrazione, l'autore affronta una piega dolorosa dell'emigrazione italiana: la separazione forzata dai figli. Il protagonista della storia, Giorgio, è docente a Colonia, dove ha modio di ripercorrere la propria infanzia a partire da un messaggio ricevuto sulla sua pagina social.

Strappato all'età di otto anni alla sua Calabria per seguire la famiglia in Germania, il protagonista del romanzo viene successivamente inserito nel Centro educativo Degasperi, un istituto trentino destinato ai figli degli emigrati. Tra le regole rigide della struttura, c'è la lontananza dalla terra d'origine si trasforma inun'esperienza di formazione condivisa con altri compagni.

Il romanzo narra come un patto d'amicizia siglato in gioventù possa lenire le ferite del passato, sostituendo alla durezza dell'addio la speranza del ricongiungimento.

L'intera produzione letteraria di Carmine Abate esprime il concetto chiave del "vivere per addizione", con l'idea che lo sradicamento e il viaggio non rappresentino soltanto una ferita, ma una possibilità di accrescimento umano e culturale.

I romanzi e le raccolte di racconti di Abate tracciano un itinerario coerente che spazia dalla memoria storica delle comunità italo-albanesi ai drammi delle migrazioni contemporanee.

Tra l'altro, lo scrittore Carmine Abate, già Premio Campiello con il romanzo La collina del vento (Mondadori 2012), nel corso della quattordicesima edizione del festival Carmine Abate ha ricevuto il Premio Olio Officina per la letteratura 2025 con la seguente motivazione: "Fra gli autori di oggi, è l’unico capace di raccontare con limpidezza che cosa rappresenti il sogno della terra: dell’agricoltura, dell’olivocultura. Il sogno di esistenze che – nel nostro Sud – hanno affrontato con determinazione la durezza del lavoro, gli ostacoli dell’ambiente e dell’odio umano, per affermare il proprio diritto a una vita libera e dignitosa".

Carmine Abate è nato a Carfizzi, un paese arbëresh della Calabria. Emigrato da giovane ad Amburgo, oggi vive in Trentino. Come narratore, ha esordito in Germania con Den Koffer und weg! (1984) e in Italia con Il ballo tondo (1991), cui sono seguiti raccolte di racconti e romanzi di successo. I suoi libri, vincitori di prestigiosi premi, sono tradotti in numerosi Paesi.