L’olivicoltura piemontese punta su una ulteriore crescita del settore e rafforza il proprio impegno nella tutela della biodiversità con un’iniziativa dedicata alla ricognizione e alla valorizzazione degli olivi storici presenti sul territorio. Il Consorzio tutela olio extra vergine di oliva Piemonte, insieme a Fondazione Agrion e Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari dell'Università di Torino (Disafa), promuove un percorso condiviso per individuare, studiare e preservare il patrimonio olivicolo regionale di maggiore pregio.
L’obiettivo è mettere in luce il valore degli esemplari più antichi e resilienti, raccogliendo segnalazioni e informazioni utili a costruire una mappatura del patrimonio genetico olivicolo piemontese. Il progetto punta a riconoscere le caratteristiche distintive di queste piante, conservarne la memoria agronomica e creare le basi per future azioni di tutela e valorizzazione della filiera.
Caccia ai "Patriarchi". Alla ricerca del DNA dell’olivo piemontese
L’iniziativa si concentra sul censimento della biodiversità regionale. In collaborazione con il Disafa, il progetto mira a mappare gli olivi centenari ancora presenti sul territorio per identificare genotipi di particolare interesse e ricostruire il patrimonio varietale dell’olivicoltura piemontese.
Queste piante rappresentano una risorsa preziosa sotto il profilo agricolo, storico e ambientale: sono esemplari che testimoniano la presenza dell’olivo in Piemonte e che possono offrire indicazioni importanti in termini di adattamento, resilienza e qualità produttiva. Il loro studio potrà contribuire a future azioni di conservazione, alla definizione di percorsi di riconoscimento e a una più ampia valorizzazione del territorio olivicolo regionale.
"Questa rete rappresenta un momento di svolta," spiegano i promotori. "Mettere a sistema ricerca scientifica, associazioni e produttori significa recuperare il DNA profondo del Piemonte olivicolo e trasformarlo in una risorsa economica sostenibile per il futuro." Un altro passo importante anche verso la creazione di una Igp che sostenga la crescita qualitativa e dia valore a tutto il settore
Come e chi può partecipare al censimento
Privati, enti e aziende interessate a segnalare olivi secolari o esemplari di particolare interesse possono mettersi in contatto con il Consorzio di Tutela o con Agrion, contribuendo così alla ricognizione e alla tutela di un patrimonio unico per il Piemonte.
Si ringrazia per la notizia Bruno Caprioli. In apertura, foto di Antonino De Maria