Dopo Gin’Ó, il London Dry Gin, l’azienda agricola Conti Gigli Cervi, prosegue il racconto della propria terra con Amar’Ó, un amaro artigianale con cui racconta la biodiversità dell’Antica Tenuta del Pischiello, a Passignano sul Trasimeno, dove sorge l’uliveto secolare.
I colori, i profumi e la quiete della campagna umbra e del lago, si ritrovano in ogni sorso di Amar’Ó: un legame profondo e autentico che si riflette anche nell’etichetta, narrazione visiva di un paesaggio popolato dagli animali che accompagnano la vita della famiglia nella Tenuta.

L'originalità del nome
Anche il nome si inserisce nel racconto avviato con Gin’Ó, con la scelta di utilizzare la “Ó” come richiamo alle origini dell’italiano scritto, quando l’uso dell’h etimologica non era ancora consolidato, e dà continuità al gioco linguistico già introdotto con il gin: dunque Amar’Ó per “ho l’amaro”, proprio come Gin’Ó stava per “ho il gin”. Anche qui, inoltre, la “Ó” diventa un segno grafico distintivo dell’elegante packaging, una sorta di oblò che apre idealmente uno scorcio sul lago Trasimeno, così come lo si vede dall’uliveto secolare della Tenuta, un richiamo alle radici del prodotto e alla storia familiare.

È nella sua impronta aromatica che Amar’Ó esprime più compiutamente il legame con la terra da cui proviene. In continuità con la filosofia che guida l’Azienda Agricola Conti Gigli Cervi nella realizzazione del proprio olio extra vergine di oliva, anche la produzione dell’amaro segue i ritmi della natura, rispettando la stagionalità delle botaniche e i momenti in cui esprimono al meglio le proprie qualità. La raccolta e la lavorazione ne assecondano i tempi, mentre i quantitativi variano di anno in anno in base alla disponibilità delle materie prime. Da questa attenzione nasce una produzione in piccoli lotti da 100 litri, che consente di seguire ogni fase con cura e di preservare le caratteristiche delle diverse componenti.
Il profilo sensoriale di Amar’Ó
Al palato, le note fresche e agrumate di limone, arancia e bergamotto si intrecciano con quelle vegetali delle foglie di olivo e con gli accenti aromatici di salvia e melissa. La camomilla apporta una sfumatura floreale, mentre genziana e bardana conferiscono profondità e una piacevole nota amaricante. Tutte le botaniche provengono dall’Antica Tenuta del Pischiello, dove l’uliveto secolare custodisce una biodiversità che si riflette proprio nella varietà delle essenze spontanee e nel dialogo con il paesaggio del lago Trasimeno.
Gli acquerelli di Silvia Molinari
Il paesaggio della Tenuta trova spazio anche nella grafica di Amar’Ó. A partire dall’etichetta, dove gli acquerelli di Isabelle Gigli Cervi ritraggono tre presenze “familiari” nella proprietà: una lepre, un fagiano e un levriero. A Silvia Molinari, pittrice rappresentata dalla galleria Salamon Fine Art di Milano, è stata invece affidata l’interpretazione delle nove botaniche che compongono Amar’Ó: nove tavole che evocano il fascino degli antichi erbari e dei taccuini botanici, e sono concepite come parti di un’unica composizione, collegate da un piccolo segno a china che ne assicura la continuità; una decima immagine, dedicata alla bottiglia, completa il racconto.

Sul retro delle cartoline, gli animali illustrati a china sempre da Silvia Molinari tornano a rincorrersi in un gioco di rimandi tra le diverse immagini. Raccolte in un astuccio chiuso a mano con ceralacca, in omaggio alle antiche lettere sigillate, le tavole sono accompagnate da una matita personalizzata Bonvini1909, storica cartoleria e tipografia milanese. L’abbinamento tra l’amaro, le cartoline e la matita invita a riscoprire il piacere dei piccoli gesti: assaporare un sorso con calma, dedicare tempo a un pensiero scritto a mano, ritrovando il valore di un ritmo più lento.
Infine, dagli acquerelli di Isabelle prende forma anche una collezione di piatti e palline natalizie realizzata in collaborazione con la storica manifattura Este Ceramiche. Le illustrazioni si trasferiscono così su oggetti decorativi e di uso quotidiano che prolungano il racconto della Tenuta e del suo territorio oltre la bottiglia.
Si ringraziano, per la notizia e le foto, Gloria Ceresa e Martina Ruberti