AUTORI

Mariapia Frigerio

Mariapia Frigerio

Dopo aver trascorso l’infanzia a Milano, la giovinezza a Torino dove, dopo il liceo classico, negli anni universitari, si è occupata di marionette lavorando nello storico Teatro dei Lupi, è arrivata in Toscana per amore. Ha collaborato con le sezioni didattiche degli Uffizi e di Palazzo Mansi. Per quattro anni ha narrato fiabe per il Ciscu a Lucca, città dove vive e attualmente insegna, dopo anni di storia dell’arte, lettere.

Gli articoli di Mariapia Frigerio

La centaura

Racconto. «Che splendido culo!» disse l’uomo al volante, fermo al semaforo. Al verde la vide riassestarsi in sella e, sempre col sedere in vista, ripartire facendo una gimkana tra le macchine. Lo spettacolo era unico. La temperatura ideale. La strada tra gli ulivi, il mare sotto di loro. Poi, l’imponderabile

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Il ring come metafora della lotta al non senso della vita

TeatroCaligola. Underdog/Upset è liberamente ispirato al testo di Albert Camus: una rilettura drammaturgica di Jonathan Bertolai. «Riappropriamoci del corpo» potrebbe essere il grido di battaglia di Ian Gualdani. Il pubblico, entrando in sala, lo vede di spalle su un piedistallo, in equilibrio instabile, immobile, in una quasi nudità a metà tra una statua di Prassitele e una di Mitoraj. «È uno spettacolo che parla di questo tempo incerto che stiamo vivendo, un tempo che incede più velocemente della natura dell’uomo» afferma lo stesso Bertolai

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Quando il convitato di pietra è Molière

L’uomo che oscurò il re Sole è la rappresentazione teatrale messa in scena al Giglio di Lucca, un lungo monologo sulla vita del commediografo parigino di cui è autore Francesco Niccolini, con protagonisti l’attore Alessio Boni e il  violinista, polistrumentista e compositore Alessandro Quarta. C'è la vita di un grande artista racchiusa in un'ora e mezzo di spettacolo, su un palcoscenico fra scale, manichini, cenci e cordami

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Ein unmusikalischer Mann

Narrazioni.  Il suo nome è Ulrich von Günther. Ebreo tedesco, nobile, fuggito dalla Russia all’epoca della Rivoluzione, studi a Parigi, lavoro a Stoccarda e in seguito in Italia, in Toscana, sua patria elettiva. Un ingegnere meccanico. Le donne, il minimo indispensabile. Il sesso, non al centro dei suoi interessi. Non essendo confluito in nessuna donna, l’amore si era spostato sulla meccanica

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Oltre le quinte. Intervista con Marco Solari

L’amore per il teatro, i gusti letterari, i maestri, gli attori stimati e non, la carrellata di spettacoli mitici degli anni ’70-’80, il pensiero sulla situazione del teatro oggi, fino a giungere a domande più personali legate alla famiglia d’origine. Via via l’intervista si è trasformata in una piacevolissima conversazione in cui emerge l’intelligente umiltà di Solari e la sua incredibile capacità di darci, con tocco rapido, definizioni uniche di attori come Poli, Benigni, Mastroianni e la Moreau

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Come una Madeleine… La lettera di uno sconosciuto fa rivivere dolcezze e atrocità

Una storia di famiglia strettamente legata ai tristi avvenimenti storici del periodo nazista, dove c’è di che perdersi, tra luoghi che evocano storia e letteratura, e tra il rigore di certa umanità e di certe famiglie in cui tutti i membri vengono chiamati a collaborare. A distanza di molti anni, emerge l’esigenza di raccontare le proprie vite. Ne nasce un libro, Hôtel Terlinck 1936, attraverso il quale Sabina Mignoli ha voluto narrare insieme con Filippo Senatore un passato di cui resta sempre viva la memoria

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Il lustro

Narrazioni. È bella la Musa. Bellissima e scattante. Né troppo né troppo poco. Un’auto classica. Un uomo, una donna. In viaggio, insieme, tra soste e ripartenze. Lei si confidò con lui. L’uomo taceva. Il buio dell’abitacolo dell’auto era rischiarato solo dalla luce dell’autostrada in lontananza. L’uomo e la donna se ne stavano immobili là dentro

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«Fare l’attore non è mai stata una vera e propria scelta»

Oltre le quinte… Intervista con Piero Marcelli. Nato in una famiglia di artisti da tre generazioni, con lui compiamo anche noi, indirettamente, un “viaggio” nel mondo dello spettacolo lungo oltre ottant’anni. Classe 1969, figlio e nipote d’arte, esordisce in teatro a cinque anni, mentre a nove già recita in sceneggiati radiofonici e in programmi culturali della Rai

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«Mi metto nelle vostre mani, fatemi suonare come se fossi uno strumento»

Oltre le quinte. Intervista con Franco Olivero. Fare l’attore è stato un desiderio coltivato sin da bambino: «Ero ancora in collegio e nel classico tema in cui mi si chiedeva che cosa volessi fare da grande scrissi: l’attore. E aggiunsi: per avere un riscontro, per il desiderio di applausi»

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L’arte di creare canzoni dalle emozioni che ci dà la vita

Oltre le quinte… Intervista con Don Backy. Cantante, attore, scrittore, continua a lavorare “in silenzio”, scrivendo e componendo canzoni, lontano da mode e ideologie, con un vasto seguito di pubblico che si riconosce in lui. “Ascoltando il mio vasto repertorio - ci ha confidato - non si troverà mai una canzone banale, perché nelle oltre 500 canzoni che ho scritto in nessuna c’è lo stesso tema e tutte trattano tematiche diverse”

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Visita alla vecchia Signora

IL RACCONTO. Un fratello e una sorella, una villotta a due piani, di stile incerto e difficilmente definibile, dall’aspetto un po’ tetro. Una casa che poteva essere esistita da sempre e dove Rosa, l’anziana governante, vigilava con estrema delicatezza, riserbo e sollecitudine. Una vecchia auto, una 1400 nera, che fungeva da seconda casa. E poi la cugina Dalia, le amiche, gli amici, tante storie, intrecci, legami

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Il teatro non è archeologia

Oltre le quinte. Intervista con Federico Barsanti. La corporeità? È un tratto fondamentale degli attori e delle attrici. Ecco allora Signora Porzia, un personaggio fenomenale, che entra dentro la gente in modo esplosivo e delicato al tempo stesso. Uno spettacolo che è una sorta di salto nel buio, perché non si sa mai cosa può accadere

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Il roseto

Narrazioni. Che dal letto di Giulia fossero passati molti uomini era un dato di fatto. Che fossero tutti belli era cosa nota. In pochi, però, erano a conoscenza della sua predilezione per i vecchi. Solo questi ultimi avevano su di lei un effetto dirompente. Non erano mancati nel suo carnet dei pazzi giovani: razza di cui liberarsi quanto prima…

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La petite chinoise

Narrazioni. L’aveva sposato perché lui glielo aveva chiesto, come spesso succede, ma di emozioni e sentimenti nemmeno l’ombra. Così, dopo aver deposto volentieri in un cassetto il suo diploma di maestra, aveva iniziato la sua vita coniugale. Poi era venuta Priscilla...

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E il naufragar m’è dolce in questo mare…

James Thierrée in Raoul. Milano, Teatro Strehler, 12 ottobre 2019

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In un piccolo teatro una donna cerca l’amore

“Anna attend l’amour”, Parigi, Théâtre des Mathurins, 3 settembre 2019, Théâtre des Mathurins

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Tra musica e arte le immortali parole dell’Alighieri

Ser durante, Viaggio nell’Inferno di Dante con Federico Barsanti e Pietro Conti. A Pietrasanta, Studio d’Arte Tommasi, venerdì 23 agosto 2019, ore 21.15

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Il lungo viaggio di Giuseppe Baretti

Un caos di roba, lettura drammatizzata da G. Baretti, per la regia di Marco Solari con Marco Solari, Guidarello Pontani e Alessandra Vanzi[Seravezza, Teatro Scuderie Granducali, 3 maggio 2019; Roma, Auditorium, 11 maggio 2019]

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SE UN HAMMAM POTESSE PARLARE…

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Thérèse et moi

Narrazioni. «Per favore, qualcuno può suonare a Thérèse Lafôret, piano secondo? Mi serve un piccolo aiuto». Ebbi la sensazione che fosse contenta di vedermi e la cosa non mi dispiacque. Il suo era un appartamento molto diverso dal mio, il tipico ambiente borghese con libri ben ordinati, pieno di oggetti, con divano e poltrone a fiori. Su una di queste volle che mi accomodassi

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Gira gira biondina

Narrazioni. Un lettuccio, uno scrittoio, scaffali a giorno ricoperti di libri. Era un pomeriggio d’autunno. Bianca in visita alla casa con la torretta. Stavano bevendo un tè. Di punto in bianco aveva chiesto a Romano: «Quanto tempo impiegheresti a dimenticarmi se morissi?»

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Freud o colui che ha dato un senso ai sogni

Freud o l’interpretazione dei sogni di Stefano Massini, regia di Federico Tiezzi al Piccolo Teatro Strehler di Milano

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Letizia Battaglia, tra etica ed estetica

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La collezionista

Narrazioni. Un paio di calze nel cassetto e una scatoletta trasparente dove era solita nascondere i propri segreti e dove vi trovò un nastro registrato. Una voce diceva: Sono Marchetti, Viter Marchetti. Premette play, il nastro girò a vuoto per dieci secondi, poi un'altra voce. Schiacciò play di nuovo e una voce tremula le diceva: Mimì, sono l’innominato

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La bella e il mare

“Bella di Nulla”, nel giardino della casa di Elisabetta Salvatori al Forte, 10 agosto 2017

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Una statua che vive per il potere delle parole

Elisabetta Salvatori racconta «La Bimba che aspetta». Pietrasanta, Giardino dei Sensi, 3 agosto

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Un viaggio in caduta libera verso destinazione ignota

Segreti in Giardino: Signora Porzia Show, giovedì 20 luglio, Pietrasanta, viale Oberdan, 38

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Noi tre

Narrazioni. C’è un momento, ho sempre pensato, in cui l’amore viene premiato. Questo momento è arrivato. Lui, lei ed io… Saremmo stati bene, noi tre. Se non fosse stato per la vostra follia, vi avrei avuti entrambi qui

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Al casello

Narrazioni. “Il distinto signore con barba, camicia e pullover” era nel casello 8 quando Adele si fermò poco più avanti scendendo dall’auto con biglietto e soldi in mano. Nella fretta non aveva abbassato la musica. “Mi dispiace, ma ho il finestrino bloccato” si scusò guardando il suo interlocutore in faccia

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Una tragedia del male che non seduce

Macbeth di Shakespeare con Franco Branciaroli, Lucca, Teatro del Giglio

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Orchestra per voce sola

Il Minetti, ritratto di un artista da vecchio di Thomas Bernhard con Roberto Herlitzka al Piccolo Teatro di Milano

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L’oggetto come marionetta

Quattro anni di fiabe al CISCU di Lucca, con il ciclo “9 novelle”

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“Otto birre per due adulti”

Birre e rivelazioni al Teatro Studio Melato di Milano dal 22 novembre al 4 dicembre 2016

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Il bambino dalle mani con i buchi

Narrazioni.  L’anno in cui fui più felice fu quello in cui fummo più poveri.
Mio padre, per alcune operazioni sbagliate, dovette dar fondo a tutti i nostri risparmi e vendere alcune proprietà. «Siamo in rovina!» continuava a ripetere aggirandosi funereo per la casa e, per quanto ciò non fosse vero (perché ancora avremmo avuto di che vivere comodamente), iniziò a rendere la nostra vita impossibile, come se realmente fossimo sul lastrico. Avevo otto anni

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Marie e le altre

Doppio taglio al Teatro S. Girolamo di Lucca

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A Jalta, a Jalta

“La signora col cagnolino” messa in scena da François Kahn

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Il senso del comico e il gusto del paradosso in Eugène Ionesco

Nella Tana della “Cantatrice Chauve”

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Il viaggio

Narrazioni. Ci volle del tempo prima che si accorgesse che nelle concerie si davano tutti del tu: padroni, segretarie, magazzinieri e persino gli operai che stavano alle spruzzatrici e quelli ai bottali. Era un mondo tutto sommato democratico, là dentro. La differenza era fuori. Ed era una differenza esclusivamente di tipo economico. Venne poi il momento di iniziare a pensare al bagaglio. Serviva innanzi tutto un valigia decente

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Il piccolo ruffiano

Narrazioni. Ai bambini basta che qualcuno li voglia, che qualcuno li cerchi. Per quale motivo poco importa. Sono disposti a tutto per un po’ di attenzione. Un giorno la zia decise di non volerne più sapere dei viaggi verso il mare e verso la grande città del porto. Decise che per lei il tempo dell’amore era finito

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L’armatrice

Narrazioni. ‹‹Affascinante›› commentarono quasi all’unisono. Si recò alla cassa e chiese all’amico: ‹‹Ci prendiamo una cioccolata calda? Dubito che la sappiano fare come si deve. Qui non è il posto giusto… ma sì, proviamo›› si rispose da solo. Le signore si chiesero che rapporto ci fosse tra i due

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En ascenseur

Narrazioni. Il solito corpo a corpo negli strettissimi ascensori parigini. Lei, lui. La solita richiesta del piano. Il solito aprire cancelletto e porta. Il solito arrivederci. Il solito sorriso. E così anche un altro giorno, trovò il solito signore. «Che combinazione» pensò. «Neanche ci fossimo dati appuntamento». Si ritrovarono infine a una mostra, e così, insieme, quasi avessero preparato la parte, esclamarono: «Comme c’est curieux! Comme c’est bizarre! et quelle coïncidence!». E risero, alla comune citazione di Ionesco

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I fidanzati

Narrazioni. Il pomeriggio, dopo la scuola, Emanuele suonava a casa di Sara. I genitori erano amici dei suoi. Gli apriva sempre la madre e lui le chiedeva, tirando fuori il meglio di sé, se poteva uscire con la figlia per una passeggiata. «Certo, ma non fate tardi» era la solita raccomandazione. In paese erano per tutti «i fidanzati». In campagna, sembrava che tutto fosse rimasto immobile nel tempo

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Lei

«Come sono buffo io vicino a lei! Ma voglio vedere meglio» e Guido mise quasi la testa sotto il cappello dall’abat-jour. La lente sempre più vicina. «Ma che faccio? Le sfioro la mano? E che viso felice ho! Io sono felice perché c’è lei. Questo è sicuro… ma… non ricordo altro… non capisco… sono stanco… devo dormire… sì, è meglio che vada a dormire»

Mariapia Frigerio


La stanza

Narrazioni. Maso Gragnani, una vita improntata alla più totale solitudine, non amava le famiglie. Non per nulla era rimasto scapolo. Non sopportava nemmeno le domande che Lucetta, la bambina, regolarmente gli faceva. «Io sono un contadino. E i contadini parlano poco». Il dialogo tra zio e nipote però procedeva. In modo curioso, ognuno seguiva un proprio ragionamento. Ognuno parlava quasi per sé. «Allora non sei cattivo?». «Credi che tuo padre ti avrebbe lasciata da me se pensasse che sono cattivo?… E ora andiamo nella stanza»

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