AUTORI

Mariapia Frigerio

Mariapia Frigerio

Dopo aver trascorso l’infanzia a Milano, la giovinezza a Torino dove, dopo il liceo classico, negli anni universitari, si è occupata di marionette lavorando nello storico Teatro dei Lupi, è arrivata in Toscana per amore. Ha collaborato con le sezioni didattiche degli Uffizi e di Palazzo Mansi. Per quattro anni ha narrato fiabe per il Ciscu a Lucca, città dove vive e attualmente insegna, dopo anni di storia dell’arte, lettere.

Gli articoli di Mariapia Frigerio

Il roseto

Narrazioni. Che dal letto di Giulia fossero passati molti uomini era un dato di fatto. Che fossero tutti belli era cosa nota. In pochi, però, erano a conoscenza della sua predilezione per i vecchi. Solo questi ultimi avevano su di lei un effetto dirompente. Non erano mancati nel suo carnet dei pazzi giovani: razza di cui liberarsi quanto prima…

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La petite chinoise

Narrazioni. L’aveva sposato perché lui glielo aveva chiesto, come spesso succede, ma di emozioni e sentimenti nemmeno l’ombra. Così, dopo aver deposto volentieri in un cassetto il suo diploma di maestra, aveva iniziato la sua vita coniugale. Poi era venuta Priscilla...

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In un piccolo teatro una donna cerca l’amore

“Anna attend l’amour”, Parigi, Théâtre des Mathurins, 3 settembre 2019, Théâtre des Mathurins

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Tra musica e arte le immortali parole dell’Alighieri

Ser durante, Viaggio nell’Inferno di Dante con Federico Barsanti e Pietro Conti. A Pietrasanta, Studio d’Arte Tommasi, venerdì 23 agosto 2019, ore 21.15

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Thérèse et moi

Narrazioni. «Per favore, qualcuno può suonare a Thérèse Lafôret, piano secondo? Mi serve un piccolo aiuto». Ebbi la sensazione che fosse contenta di vedermi e la cosa non mi dispiacque. Il suo era un appartamento molto diverso dal mio, il tipico ambiente borghese con libri ben ordinati, pieno di oggetti, con divano e poltrone a fiori. Su una di queste volle che mi accomodassi

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Gira gira biondina

Narrazioni. Un lettuccio, uno scrittoio, scaffali a giorno ricoperti di libri. Era un pomeriggio d’autunno. Bianca in visita alla casa con la torretta. Stavano bevendo un tè. Di punto in bianco aveva chiesto a Romano: «Quanto tempo impiegheresti a dimenticarmi se morissi?»

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La collezionista

Narrazioni. Un paio di calze nel cassetto e una scatoletta trasparente dove era solita nascondere i propri segreti e dove vi trovò un nastro registrato. Una voce diceva: Sono Marchetti, Viter Marchetti. Premette play, il nastro girò a vuoto per dieci secondi, poi un'altra voce. Schiacciò play di nuovo e una voce tremula le diceva: Mimì, sono l’innominato

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Noi tre

Narrazioni. C’è un momento, ho sempre pensato, in cui l’amore viene premiato. Questo momento è arrivato. Lui, lei ed io… Saremmo stati bene, noi tre. Se non fosse stato per la vostra follia, vi avrei avuti entrambi qui

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Al casello

Narrazioni. “Il distinto signore con barba, camicia e pullover” era nel casello 8 quando Adele si fermò poco più avanti scendendo dall’auto con biglietto e soldi in mano. Nella fretta non aveva abbassato la musica. “Mi dispiace, ma ho il finestrino bloccato” si scusò guardando il suo interlocutore in faccia

Mariapia Frigerio


Il bambino dalle mani con i buchi

Narrazioni.  L’anno in cui fui più felice fu quello in cui fummo più poveri.
Mio padre, per alcune operazioni sbagliate, dovette dar fondo a tutti i nostri risparmi e vendere alcune proprietà. «Siamo in rovina!» continuava a ripetere aggirandosi funereo per la casa e, per quanto ciò non fosse vero (perché ancora avremmo avuto di che vivere comodamente), iniziò a rendere la nostra vita impossibile, come se realmente fossimo sul lastrico. Avevo otto anni

Mariapia Frigerio


Il viaggio

Narrazioni. Ci volle del tempo prima che si accorgesse che nelle concerie si davano tutti del tu: padroni, segretarie, magazzinieri e persino gli operai che stavano alle spruzzatrici e quelli ai bottali. Era un mondo tutto sommato democratico, là dentro. La differenza era fuori. Ed era una differenza esclusivamente di tipo economico. Venne poi il momento di iniziare a pensare al bagaglio. Serviva innanzi tutto un valigia decente

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Il piccolo ruffiano

Narrazioni. Ai bambini basta che qualcuno li voglia, che qualcuno li cerchi. Per quale motivo poco importa. Sono disposti a tutto per un po’ di attenzione. Un giorno la zia decise di non volerne più sapere dei viaggi verso il mare e verso la grande città del porto. Decise che per lei il tempo dell’amore era finito

Mariapia Frigerio


L’armatrice

Narrazioni. ‹‹Affascinante›› commentarono quasi all’unisono. Si recò alla cassa e chiese all’amico: ‹‹Ci prendiamo una cioccolata calda? Dubito che la sappiano fare come si deve. Qui non è il posto giusto… ma sì, proviamo›› si rispose da solo. Le signore si chiesero che rapporto ci fosse tra i due

Mariapia Frigerio


En ascenseur

Narrazioni. Il solito corpo a corpo negli strettissimi ascensori parigini. Lei, lui. La solita richiesta del piano. Il solito aprire cancelletto e porta. Il solito arrivederci. Il solito sorriso. E così anche un altro giorno, trovò il solito signore. «Che combinazione» pensò. «Neanche ci fossimo dati appuntamento». Si ritrovarono infine a una mostra, e così, insieme, quasi avessero preparato la parte, esclamarono: «Comme c’est curieux! Comme c’est bizarre! et quelle coïncidence!». E risero, alla comune citazione di Ionesco

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