AUTORI

Mariapia Frigerio

Mariapia Frigerio

Dopo aver trascorso l’infanzia a Milano, la giovinezza a Torino dove, dopo il liceo classico, negli anni universitari, si è occupata di marionette lavorando nello storico Teatro dei Lupi, è arrivata in Toscana per amore. Ha collaborato con le sezioni didattiche degli Uffizi e di Palazzo Mansi. Per quattro anni ha narrato fiabe per il Ciscu a Lucca, città dove vive e attualmente insegna, dopo anni di storia dell’arte, lettere.

Gli articoli di Mariapia Frigerio

I giardini di Kensington

Cosa ci porta a stare con una persona? A scegliere di passare le nostre giornate con lei, di condividere i nostri pensieri. Tanti piccoli particolari, dettagli quasi impercettibili che però, alla fine, si rivelano determinanti. E capisci che quel tempo passato insieme è così puro che lo vivi respirando un’aria capace di farti sentire altrove, in un mondo leggero e lontano

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Nell’aura di Don Lisander

Poco a me stesso è un omaggio a Manzoni, un romanzo capace di raccontare l’epoca del grande scrittore. Le vicende si svolgono a Milano, in un dentro, che è Palazzo Beccaria, e in un fuori, il malfamato quartiere di Bottonuto, dove tra il protagonista, il contabile Evaristo Tirinnanzi, e il barone francese Cerclefleury nascerà presto un’intesa. Alessandro Zaccuri, autore del volume e direttore della comunicazione per l’Università Cattolica, grazie alla sua capacità di creare vicende avvolte da una forte atmosfera di suspence, riesce a raggiungere tutti i lettori, anche quello meno esperto

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Glenn Gould tra fuga e leggenda

Non è uno spettacolo, ma un omaggio al grande pianista canadese. Così il lucchese Marco Brinzi apre L’arte della fuga e per tutta la sua durata incarnerà il protagonista alla perfezione, che indossando sciarpa e cappello per difendersi dal freddo vero e immaginario, fa rivivere al pubblico la sua essenza, le sue manie. Ma sa far arrivare agli spettatori anche il forte amore che il compositore provava per gli animali, come per il suo setter Nick che lo aiutava a gestire l’ansia. Tante emozioni diverse e imprevedibili hanno conquistato il Teatro San Girolamo di Lucca, che ha voluto rendere omaggio al suo giovane concittadino restituendo applausi interminabili

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Lo specchio deformante della realtà nei racconti di Paolo Codazzi

Fiorentino doc, fondatore della storica rivista Stazione di Posta, con la sua raccolta di racconti Lo storiografo dei disguidi ci fa immergere in un mondo di bellezza che prende forma attraverso la narrazione della quotidianità, da un lessico preciso e da una appassionante cultura. Con una scrittura colta, basata su personali suggestioni, insieme a un uso puntuale e sapiente dell’ironia, che accompagna i lettori in tutti e quindici gli episodi narrati, l’autore ci ha donato un gioiello di rara bellezza

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Quando il quotidiano diventa magia

Un sapiente uso delle luci, capaci di dettare con precisione le pause, e un palco disadorno, accolgono Zio Vanja, interpretato da Giuseppe Cederna che, con impeccabile puntualità, alterna l’essere un uomo dolente, ma anche speranzoso, e infine disilluso con una finezza interpretativa di rara efficacia. In un clima di perenne attesa, dove si respira un’aria stagnante, l’arrivo del professore Serebriakov, stravolgerà gli equilibri della vita di campagna dei personaggi. Sarà solo al momento della sua partenza che tutto tornerà come prima. Si è così chiusa la stagione teatrale del Giglio, emozionando, ancora una volta, il folto pubblico in sala

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Una follia recitata

Con le luci ancora accese e in sottofondo il bisbigliare del pubblico in attesa, gli attori entrano in scena. Così, mentre cala il buio prende vita Enrico IV, il re pazzo e distruttore di verità fittizie, sotto la regia di Yannis Kokkos. Sebastiano Lo Monaco ha interpretato questo celebre personaggio accompagnato dalla bravissima Mariàngela Torres nel ruolo della Marchesa Matilde Spina. Al Teatro del Giglio si è respirato tanto entusiasmo, che il pubblico ha colto e ha risposto con interminabili applausi

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Una tragedia moderna

Una stanza centrale ricoperta da spesso domopak, e corridoi labirintici che la circondano, accolgono Ghiaccio, di Bryony Lavery, in questa bella e angosciante scenografia. Dotati di una sapiente giovinezza, i tre protagonisti danno voce e vita allo spettacolo con una sequenza di monologhi intervallati da dialoghi, e il pubblico del Teatro Gobetti di Torino ne è entusiasta: ascolta in religioso silenzio e ringrazia gli attori con un applauso necessario, dovuto

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Quando il Graphic Novel si fa teatro

A volte le arti si incontrano, e il risultato è un lavoro interessante e particolare. È il caso di Lucrezia forever!, uno spettacolo nato dalla collaborazione tra Lucca Comics e il Teatro del Giglio. La protagonista, interpretata da Amanda Sandrelli, è l’unica attrice vivente in scena: a dialogare con lei sul palco troverete solo personaggi a fumetti. Una buona dose di leggerezza che ha divertito il pubblico, seppur con qualche perplessità 

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Tra Mary Poppins e Jane Eyre, Vivian Maier è fotografa d'eccezione

Sì, non è stata una fotografa amatoriale. È quello di “autodidatta” il termine che meglio la rispecchia; e un talento indiscusso l’ha sempre accompagnata alla ricerca di nuovi volti e luoghi. Il suo occhio, infatti, non ha mai colto qualcosa per puro caso, o per fortuna, ma ogni soggetto, ogni frangente che ha immortalato, è stato frutto di una paziente attesa del momento giusto. La mostra Vivian Maier. Inedita accoglie oltre 250 scatti ed è articolata in sette sezioni, dagli autoritratti alle forme

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Quando tre giganti si incontrano

Moby Dick alla prova di Orson Welles è un tuffo negli anni d’oro del teatro, quelli che hanno segnato la scena negli anni ’70 e ’80. Elio De Capitani, attore e regista dello spettacolo, vede l’opera estremamente attuale: «questo testo parla di noi, oggi», dell’odio, e di tutti quei sentimenti che generano i nostri “mostri” peggiori. Il Teatro Carignano ha così ospitato attori capaci di interpretare più ruoli, riuscendo a coinvolgere e appassionare il folto pubblico torinese

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Una classe fuori dal tempo, per questo di ogni tempo

La Classe incarna tutto ciò che è la scuola oggi, caratterizzata da forti contrasti e dalla solitudine in cui molti giovani versano. I sei ragazzi protagonisti, sospesi per motivi disciplinari, si trovano in un’aula con un professore che attraverso la sua materia, la storia, vuol far superare quelle barriere colme di razzismo e non inclusione che separano gli studenti dallo “Zoo”, l’immenso campo profughi nei pressi dell’istituto. Non sarà facile, ma Albert, l’insegnante ancora carico di passione, riuscirà a lavorare con i giovani che progressivamente abbandonano quell’alone di aggressività e pigrizia. Stupore ed emozione per il pubblico del Teatro del Giglio, che ha accolto lo spettacolo con grande entusiasmo

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Una fiaba per grandi e piccini il Don Chisciotte di Boni

Dialetti, poesia e ironia. In una scenografia originale e ricercata, Alessio Boni presta il volto a un eroe fuori dal tempo, antitetico, che trova la sua complementarità nel fedele scudiero Sancho, interpretato da Serra Yilmaz. Al teatro del Giglio lo spettacolo è stato un successo, che ha saputo insegnare e divertire: un'unione frutto del grande lavoro artistico degli attori e di tutte le figure che ne hanno permesso la realizzazione 

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Les taxis parisiens

Racconto. La capitale francese sfreccia nei finestrini dei taxi. Questi sono gli unici mezzi che consentono alla donna di spostarsi: il suo dolore al ginocchio, a volte, è insopportabile. I tragitti sono accompagnati da discussioni in sottofondo tra autisti più o meno capaci di districarsi per la città e la protagonista che, invece, Parigi la conosce. Ma non tiene conto che il marito e il nipote non apprezzano questo suo modo di sottolinearlo, pazienza. In una Parigi, devastata, che vive ancora all’ombra del Covid, può solo sperare che “questo dramma possa avere fine e che «un fleuve joyeux» torni a scorrere”

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I sovvertitori dell'ordine costituito. Ecco perché i bambini ci fanno paura

Quello dei bambini «è stato il popolo più oppresso dell’umanità, il più perseguitato, quello più maltrattato e torturato». A dimostrarcelo in un saggio ricco riferimenti letterari di vivissimo interesse, è la poetessa e neuropsichiatra infantile Margherita Rimi. Ciò che colpisce nel libro edito da Marietti 1820, è la divergenza tra bambini e adulti, tra il pensiero concreto dei primi e l’assurdo dei falsi linguistici dei secondi con il loro sguardo errato che si bilancia tra squalifica e idealizzazione

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La vecchia casa

Narrazioni. La domenica se ne andavano al cinema. Lui e lei. Il cinema della piccola città non aveva comode poltroncine in velluto, ma sedili di legno. Quelli che oggi si trovano in certi negozi di modernariato. I racconti sullo schermo restavano per giorni nella memoria. Le notti erano lunghe e non sempre tranquille. Sul letto stavano ore a osservare il dipinto del soffitto

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Quando intelligenza e sensibilità diventano spettacolo

Lo spettacolo Elengazissima, con Gianluca Gori - Drusilla Foer, è stato accolto al Teatro Manzoni di Milano il 2 e il 3 dicembre. È un recital, perché si canta, si balla e si racconta, quello che ha pervaso la scena, coinvolto e fatto emozionare il grande pubblico nel corso delle due serate. Sono tanti i componenti che hanno partecipato all’ottima riuscita del lavoro. Scopriteli con noi  

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«Ai giovani di oggi manca la spinta rivoluzionaria»

Oltre le quinte… Intervista con Alessandra Vanzi. Un’attrice, una donna che ha attraversato con coraggio e determinazione una stagione complicata in cui nulla era acquisito. Le lotte femministe, i mutamenti della condizione femminile, gli anni di piombo, la “droga di stato”, l’impegno politico, il teatro, il cinema. «Senza ironia – afferma - non si fa nulla, non si sopravvive»

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Ogni riferimento a fatti, luoghi e persone è puramente casuale

Un atto unico per il teatro. Palcoscenico praticamente vuoto, solo una seggiola, qualche libro per terra, una fila di scarpe e, da un lato, un tavolino con una abat-jour. La scena si svolge alla luce di quest’ultima e di un faro che segue, per illuminare, i pochi spostamenti della protagonista

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Ottava opera di misericordia: non imbrogliare i vecchi

Dei vecchi... Ovvero, quando si resta allibiti (per non dire inorriditi) dalla pubblicità di una Residenza per anziani di una città del nord Italia, su un quotidiano nazionale. Alle volte ci si chiede dove sia il rispetto per la dignità di una persona. Bisognerebbe far leggere al personale delle RSA Il diario di Jane Somers della Lessing, o, più recente, Il senso di una fine di Barnes 

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La centaura

Racconto. «Che splendido culo!» disse l’uomo al volante, fermo al semaforo. Al verde la vide riassestarsi in sella e, sempre col sedere in vista, ripartire facendo una gimkana tra le macchine. Lo spettacolo era unico. La temperatura ideale. La strada tra gli ulivi, il mare sotto di loro. Poi, l’imponderabile

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Il ring come metafora della lotta al non senso della vita

TeatroCaligola. Underdog/Upset è liberamente ispirato al testo di Albert Camus: una rilettura drammaturgica di Jonathan Bertolai. «Riappropriamoci del corpo» potrebbe essere il grido di battaglia di Ian Gualdani. Il pubblico, entrando in sala, lo vede di spalle su un piedistallo, in equilibrio instabile, immobile, in una quasi nudità a metà tra una statua di Prassitele e una di Mitoraj. «È uno spettacolo che parla di questo tempo incerto che stiamo vivendo, un tempo che incede più velocemente della natura dell’uomo» afferma lo stesso Bertolai

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Quando il convitato di pietra è Molière

L’uomo che oscurò il re Sole è la rappresentazione teatrale messa in scena al Giglio di Lucca, un lungo monologo sulla vita del commediografo parigino di cui è autore Francesco Niccolini, con protagonisti l’attore Alessio Boni e il  violinista, polistrumentista e compositore Alessandro Quarta. C'è la vita di un grande artista racchiusa in un'ora e mezzo di spettacolo, su un palcoscenico fra scale, manichini, cenci e cordami

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Ein unmusikalischer Mann

Narrazioni.  Il suo nome è Ulrich von Günther. Ebreo tedesco, nobile, fuggito dalla Russia all’epoca della Rivoluzione, studi a Parigi, lavoro a Stoccarda e in seguito in Italia, in Toscana, sua patria elettiva. Un ingegnere meccanico. Le donne, il minimo indispensabile. Il sesso, non al centro dei suoi interessi. Non essendo confluito in nessuna donna, l’amore si era spostato sulla meccanica

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Oltre le quinte. Intervista con Marco Solari

L’amore per il teatro, i gusti letterari, i maestri, gli attori stimati e non, la carrellata di spettacoli mitici degli anni ’70-’80, il pensiero sulla situazione del teatro oggi, fino a giungere a domande più personali legate alla famiglia d’origine. Via via l’intervista si è trasformata in una piacevolissima conversazione in cui emerge l’intelligente umiltà di Solari e la sua incredibile capacità di darci, con tocco rapido, definizioni uniche di attori come Poli, Benigni, Mastroianni e la Moreau

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Come una Madeleine… La lettera di uno sconosciuto fa rivivere dolcezze e atrocità

Una storia di famiglia strettamente legata ai tristi avvenimenti storici del periodo nazista, dove c’è di che perdersi, tra luoghi che evocano storia e letteratura, e tra il rigore di certa umanità e di certe famiglie in cui tutti i membri vengono chiamati a collaborare. A distanza di molti anni, emerge l’esigenza di raccontare le proprie vite. Ne nasce un libro, Hôtel Terlinck 1936, attraverso il quale Sabina Mignoli ha voluto narrare insieme con Filippo Senatore un passato di cui resta sempre viva la memoria

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Il lustro

Narrazioni. È bella la Musa. Bellissima e scattante. Né troppo né troppo poco. Un’auto classica. Un uomo, una donna. In viaggio, insieme, tra soste e ripartenze. Lei si confidò con lui. L’uomo taceva. Il buio dell’abitacolo dell’auto era rischiarato solo dalla luce dell’autostrada in lontananza. L’uomo e la donna se ne stavano immobili là dentro

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«Fare l’attore non è mai stata una vera e propria scelta»

Oltre le quinte… Intervista con Piero Marcelli. Nato in una famiglia di artisti da tre generazioni, con lui compiamo anche noi, indirettamente, un “viaggio” nel mondo dello spettacolo lungo oltre ottant’anni. Classe 1969, figlio e nipote d’arte, esordisce in teatro a cinque anni, mentre a nove già recita in sceneggiati radiofonici e in programmi culturali della Rai

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«Mi metto nelle vostre mani, fatemi suonare come se fossi uno strumento»

Oltre le quinte. Intervista con Franco Olivero. Fare l’attore è stato un desiderio coltivato sin da bambino: «Ero ancora in collegio e nel classico tema in cui mi si chiedeva che cosa volessi fare da grande scrissi: l’attore. E aggiunsi: per avere un riscontro, per il desiderio di applausi»

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L’arte di creare canzoni dalle emozioni che ci dà la vita

Oltre le quinte… Intervista con Don Backy. Cantante, attore, scrittore, continua a lavorare “in silenzio”, scrivendo e componendo canzoni, lontano da mode e ideologie, con un vasto seguito di pubblico che si riconosce in lui. “Ascoltando il mio vasto repertorio - ci ha confidato - non si troverà mai una canzone banale, perché nelle oltre 500 canzoni che ho scritto in nessuna c’è lo stesso tema e tutte trattano tematiche diverse”

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Visita alla vecchia Signora

IL RACCONTO. Un fratello e una sorella, una villotta a due piani, di stile incerto e difficilmente definibile, dall’aspetto un po’ tetro. Una casa che poteva essere esistita da sempre e dove Rosa, l’anziana governante, vigilava con estrema delicatezza, riserbo e sollecitudine. Una vecchia auto, una 1400 nera, che fungeva da seconda casa. E poi la cugina Dalia, le amiche, gli amici, tante storie, intrecci, legami

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Il teatro non è archeologia

Oltre le quinte. Intervista con Federico Barsanti. La corporeità? È un tratto fondamentale degli attori e delle attrici. Ecco allora Signora Porzia, un personaggio fenomenale, che entra dentro la gente in modo esplosivo e delicato al tempo stesso. Uno spettacolo che è una sorta di salto nel buio, perché non si sa mai cosa può accadere

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Il roseto

Narrazioni. Che dal letto di Giulia fossero passati molti uomini era un dato di fatto. Che fossero tutti belli era cosa nota. In pochi, però, erano a conoscenza della sua predilezione per i vecchi. Solo questi ultimi avevano su di lei un effetto dirompente. Non erano mancati nel suo carnet dei pazzi giovani: razza di cui liberarsi quanto prima…

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La petite chinoise

Narrazioni. L’aveva sposato perché lui glielo aveva chiesto, come spesso succede, ma di emozioni e sentimenti nemmeno l’ombra. Così, dopo aver deposto volentieri in un cassetto il suo diploma di maestra, aveva iniziato la sua vita coniugale. Poi era venuta Priscilla...

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E il naufragar m’è dolce in questo mare…

James Thierrée in Raoul. Milano, Teatro Strehler, 12 ottobre 2019

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In un piccolo teatro una donna cerca l’amore

“Anna attend l’amour”, Parigi, Théâtre des Mathurins, 3 settembre 2019, Théâtre des Mathurins

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Tra musica e arte le immortali parole dell’Alighieri

Ser durante, Viaggio nell’Inferno di Dante con Federico Barsanti e Pietro Conti. A Pietrasanta, Studio d’Arte Tommasi, venerdì 23 agosto 2019, ore 21.15

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Il lungo viaggio di Giuseppe Baretti

Un caos di roba, lettura drammatizzata da G. Baretti, per la regia di Marco Solari con Marco Solari, Guidarello Pontani e Alessandra Vanzi[Seravezza, Teatro Scuderie Granducali, 3 maggio 2019; Roma, Auditorium, 11 maggio 2019]

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SE UN HAMMAM POTESSE PARLARE…

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Thérèse et moi

Narrazioni. «Per favore, qualcuno può suonare a Thérèse Lafôret, piano secondo? Mi serve un piccolo aiuto». Ebbi la sensazione che fosse contenta di vedermi e la cosa non mi dispiacque. Il suo era un appartamento molto diverso dal mio, il tipico ambiente borghese con libri ben ordinati, pieno di oggetti, con divano e poltrone a fiori. Su una di queste volle che mi accomodassi

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Gira gira biondina

Narrazioni. Un lettuccio, uno scrittoio, scaffali a giorno ricoperti di libri. Era un pomeriggio d’autunno. Bianca in visita alla casa con la torretta. Stavano bevendo un tè. Di punto in bianco aveva chiesto a Romano: «Quanto tempo impiegheresti a dimenticarmi se morissi?»

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Freud o colui che ha dato un senso ai sogni

Freud o l’interpretazione dei sogni di Stefano Massini, regia di Federico Tiezzi al Piccolo Teatro Strehler di Milano

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Letizia Battaglia, tra etica ed estetica

Mariapia Frigerio


La collezionista

Narrazioni. Un paio di calze nel cassetto e una scatoletta trasparente dove era solita nascondere i propri segreti e dove vi trovò un nastro registrato. Una voce diceva: Sono Marchetti, Viter Marchetti. Premette play, il nastro girò a vuoto per dieci secondi, poi un'altra voce. Schiacciò play di nuovo e una voce tremula le diceva: Mimì, sono l’innominato

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La bella e il mare

“Bella di Nulla”, nel giardino della casa di Elisabetta Salvatori al Forte, 10 agosto 2017

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