Nato per gli amici come Canto di Partenope, l’editore Castelvecchi preferisce mutarne il titolo per evitare riferimenti cinematografici.
E così si decide per il bellissimo Incantamenti.
La protagonista di questi racconti che in qualche modo si intrecciano è Partenope, la sirena, che segue dai flutti incontri improbabili, tra personaggi non impossibili alle vie senza limiti della fantasia.
Personaggi di Napoli o a Napoli in qualche modo legati.
Sarà un caso, ma libri per quanto diversi tra loro della recente editoria hanno come sfondo la città partenopea.
Si pensi a Il fuoco che ti porti dentro di Antonio Franchini e, prima ancora, a Il treno dei bambini di Viola Ardone.
Questi “incantamenti” di Francesca Pilato ci guidano in una città letteraria e popolare a un tempo, in cui gli incontri a coppie a cui assiste la sirena, spaziano da Ortese a Morante, da Leopardi a Croce, da Schubert a Rossini, da Leffler a Munthe, da Maradona a Troisi.
Ma chi incontra chi?
Gli incontri a due non rispecchiano (volutamente) il nostro elenco per non togliere la sorpresa al lettore.
Parafrasando il titolo, vero e proprio “incantamento” è l’ultimo dei racconti con l’incontro tra la sirena Partenope e la giovane filosofa…
Francesca Pilato è torinese, ma di origini siciliane. Autrice, tra l’altro, di tre monografie Verga, Montale, Gadda edite da Carocci nel 2011.
La sua prima raccolta di racconti Debussienne è stata tradotta in francese nel 2018 dalla casa editrice Harmattan.
In questo suo ultimo libro, Pilato si muove tra storia e invenzione, sogno e memoria con Partenope che si fa voce narrante e testimone silenziosa di sei incontri fuori dal tempo, ma ugualmente vivissimi.
Con una scrittura che celebra Napoli come luogo dell’anima e della creazione, in un omaggio alla bellezza e al mistero del gesto artistico.
Una scrittura di cui l’autrice ha sicura padronanza: precisa, colta eppure leggera.
Francesca Pilato, Incantamenti, Roma, Castelvecchi Editore 2025