Dopo la prima edizione di PPP tre irregolari del Novecento (Pea Pound Pasolini) di cui già vedemmo in scena, nel marzo del 2024, per la regia e la scrittura di Leonardo Petrillo, Ezra in gabbia o il caso Ezra Pound, tratto dalle opere di Pound e di cui scrivemmo in questa sede titolando Una gabbia al libero pensiero, ora siamo giunti a una seconda edizione in cui il tema del sacro viene messo in primo piano e con esso viene riproposta la tragedia di Enrico Pea dal titolo Giuda.
Un testo in parte oscuro, controverso e contrastato, vista l’accusa di blasfemia da parte del cardinal Maffi.
Una tragedia in tre atti con in scena Annibale Ninchi, nella prima rappresentazione dell’agosto del 1918 al teatro all’aperto del Bosco Apuano (nel luogo dell’attuale Versiliana, a Marina di Pietrasanta) e successivamente, nello stesso anno, a Pisa, Livorno, Venezia e Genova.
Un’opera che è la riflessione dell’autore sulle Sacre Scritture.
Sappiamo che il nonno di Pea era ateo e che Pea aveva una cultura religiosa che gli derivava dalle “immaginette” per cui, quando a quindici anni giunse ad Alessandria d’Egitto, non aveva conoscenze in tal senso.
Qui legge la Bibbia tradotta dal calvinista Diodati che, come lui, è lucchese ed emigrato.
I libri della Bibbia lo avrebbero illuminato.
Ma Pea prende le distanze dai testi sacri ortodossi (come il “suo” Giuda prenderà le distanze da Gesù e dai suoi miracoli) e, giovane e anarchico, si identifica in Giuda, spirito libero.
Un Giuda vittima della storia e non traditore.
Così Mariano Rigillo, attore che vanta più di sessant’anni di teatro e di cinema, da tutti riconosciuto come uno dei nostri più sensibili interpreti, è, in questa seconda edizione di PPP, di nuovo al Teatro del Giglio come protagonista nel ruolo del Sommo Sacerdote, nella lettura scenica della tragedia di Pea, dopo ben 108 anni dalla prima rappresentazione, in un lavoro corale che restituisce tutta la complessità e la forza visionaria della scrittura dell’autore.
A dividere la scena con lui Anna Teresa Rossini, Ruben Rigillo, Silvia Siravo e Giacomo Lorenzoni, nella lettura di questo testo emblematico capace di interrogare le Scritture da una prospettiva profondamente moderna.
Certo che la figura di Giuda fa pensare, affascina e coinvolge al tempo stesso, visto che proprio in questo inizio del 2026, in altri teatri, riscuote grande successo lo spettacolo, scritto e diretto da Leonardo Petrillo (sì, proprio colui che scrisse e diresse Mariano Rigillo in Ezra in gabbia o il caso Ezra Pound, … quelle coïncidence!) di cui scriveremo.
In ogni caso c’è da ringraziare il Teatro del Giglio “Giacomo Puccini” per questa rassegna che ha ideato e realizzato per ben due volte, mettendo a disposizione della cittadinanza spettacoli tratti da testi creati per l’occasione o, come nel caso di Pea, assolutamente da riscoprire.
Giuda di Enrico Pea con Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini, Ruben Rigillo e Silvia Siravo e Giacomo Lorenzoni.
Lucca, Teatro del Giglio Giacomo Puccini, 31 gennaio 2026
In apertura, foto di Mariapia Frigerio