Il 14 febbraio è venuto a mancare all'età di 81 anni Adriano Accattino (1944-2026), in Ivrea, sua città di origine e testimone di tutta la sua opera di organizzatore, artista, poeta. Giovanissimo è stato fra i primi collaboratori della rivista “Pianura” fondata da Raffaele Perrotta e Sebastiano Vassalli, che, insoddisfatti della ricerca poetica del Gruppo '63, i cui componenti erano comunque inseriti nel mondo ufficiale editoriale, sentirono la necessità di sperimentare nuovi linguaggi dando ulteriore respiro a quel movimento che verrà poi riconosciuto come Neoavanguardia.
Prima di questa esperienza, Accattino aveva già creato piccole riviste e organizzato nel 1973 a Ivrea il Primo Festival di Poesia, chiamato “Poetiche”, raccogliendo tutte le riviste e le pubblicazioni di esoeditoria, come venivano chiamate quel pullulare di riviste e libri che esulavano dall'ufficialità con un intento politico in senso lato, dove vengono per la prima volta proiettati film di filmmakers e vengono proposte composizioni di poesia visiva e di Teatro del Corpo. E vi erano anche riviste straniere.
Di questo festival esiste un catalogo ponderoso e puntuale. I suoi interessi hanno continuato a seguire l'evolversi di ciò che veniva sviluppandosi in modo creativo e giocoso nel corso di quegli anni, anzi possiamo dire che, grazie a lui e al suo spirito organizzativo, ci si riuniva in veri e propri cenacoli, dove si dibattevano visioni culturali alternative all'ufficialità.
Nel 2008 costruisce nel suo giardino un padiglione che prenderà il nome di Museo della Carale Accattino. Verrà inaugurato con una mostra antologica di Martino Oberto, un omaggio all'artista padre della poesia visiva che fonda diversi linguaggi come arte figurativa, letteratura e poesia in una sorta di “contaminazione dei linguaggi”.
Contemporaneamente, con il valido supporto di Lorena Giuranna, oltre a pubblicazioni, più che atti, che raccoglievano gli interventi degli incontri, che almeno due volte l'anno si tenevano al Museo, inizia a pubblicare una sua opera per i tipi di Mimesis che sarebbe dovuta consistere in trentadue volumi di poesia e letteratura. Purtroppo ne sono usciti solo ventisei per l'aggravarsi dei suoi problemi di salute. Va infatti riconosciuto ad Adriano Accattino, come dice Sandro Ricaldone, di aver saputo resistere in maniera attiva ed energica alla sua malattia con grande intelligenza e valori importanti.
In apertura, da sinsitra: Sebastiano Vassalli, Cesare Greppi, Raffaele Perrotta e Adriano Accattino. Ivrea, 1974