La vicenda di Novecento è nota a tutti, forse più che per il libro di Alessandro Baricco (la lettura non è tra gli sport preferiti dei nostri giorni!) per il film che ne è stato tratto, La leggenda del pianista sull’oceano, con un formidabile Tim Roth e la regia di Giuseppe Tornatore.

È l’amico trombettista a narrare la storia incredibile di Danny Boodmann T. D. Lemon Novecento, neonato trovato sul transatlantico Virginian e qui cresciuto, divenendo uno straordinario pianista.

Un pianista che vivrà tutta la sua vita a bordo e che mai scenderà a terra.

Definito dallo stesso Baricco una via di mezzo tra una «vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce» e scritto per Eugenio Allegri [attore piemontese diretto in molti spettacoli da Leo de Berardinis, figura di spicco dagli anni Sessanta e Settanta, noto per il suo sodalizio con Perla Peragallo, NdC] che ne è stato interprete per tre decenni, è stato portato ora in scena da giovani e qualificati attori del Teatro Stabile di Torino, con la regia di Gabriele Vacis.

Una breve anamnesi sul regista.

Gabriele Vacis, come è noto, ha fondato negli anni Ottanta il Laboratorio Teatro Settimo e, data la sua laurea in architettura, ha anche lavorato sulle relazioni tra teatro e urbanistica allo scopo di diffondere il riutilizzo di vecchie fabbriche in spazi di cultura oltre ad essere stato insegnante alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano.

Riguardo poi al suo far teatro, il suo stile, la sua cifra, si fonda sul racconto dei grandi testi piuttosto che sulla loro messinscena, divenendo così, tra gli altri, negli anni Novanta, uno dei creatori del Teatro di narrazione.

Ora, in questo spettacolo, che è una lettura corale, dirige il racconto senza tempo di Alessandro Baricco e ne è lui stesso partecipe.

Qui il personaggio del pianista geniale che sceglie di non scendere mai dalla sua nave rivive grazie alla bravura della lettura appassionata e appassionante delle artiste e degli artisti di PoEM [Potenziali Evocati Multimediali, impresa sociale nata nel ’21 da una classe della Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino, che intende diffondere la formazione teatrale, favorire l’inclusione sociale e promuovere il teatro oltre lo spettacolo, NdC].

E gli attori stanno davanti al sipario seduti sul proscenio, sulla scaletta che dà in platea, su seggiole di fortuna.

Ognuno col suo libro in mano.

Ognuno lettore di una parte o interprete di un personaggio.

Il sipario si aprirà solo a metà spettacolo sulla bella scenografia di Roberto Tarasco, in cui dal soffitto scenderanno colorati piattelli che rimandano a quelli degli ski-lift o ai calcinculo delle giostre.

Mantenendo le musiche di Morricone, ovvero quelle del film, Novecento cresce, nel mare e nella musica, in un viaggio-lettura che ha coinvolto e, ripetiamo, emozionato il pubblico del Gobetti.

Applausi per tutti e, in primis, per Gabriele Vacis, attore e regista.

 

Novecento di Alessandro Baricco, regia di Gabriele Vacis, con (in o.a.) Pietro Maccabei, Enrica Rebaudo, Letizia Russo, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera e Gabriele Vacis.

Torino, Teatro Gobetti, 16 dicembre 2025 - 4 gennaio 2026

In apertura, Novecento, foto di Luigi De Palma