Una sorta di circo Barnum questo Amleto2, rivisitazione del testo shakespeariano da parte di Timi, prodotto dal Teatro Franco Parenti/Fondazione Teatro della Toscana.

Fedeli a Timi le sue storiche compagne artistiche: Lucia Mascino, Marina Rocco, Elena Lietti a cui si aggiungono Gabriele Brunelli e Andrea Chiarelli.

Ma come viene trattato il Bardo da Timi?

Partiamo proprio dal titolo, Amleto alla seconda-Amleto al quadrato.

Questa elevazione a potenza sta a indicare che ogni sentimento è moltiplicato, ovvero spinto all’eccesso, ma anche che è un Amleto al tempo stesso attore e regista, un Amleto in cui si mescola la tragedia classica con elementi ripresi dal cabaret e dall’avanspettacolo.

Insomma l’operazione che fa Timi è quella di stravolgere il testo shakespeariano, mettendolo in scena in una gabbia da circo per dare luogo a questo “elogio della follia” che è, a tutti gli effetti, una forza vitale che fa rovesciare passioni e personaggi.

Lo stesso Amleto è a volte comico, a volte furibondo, spesso folle e lascia il pubblico spiazzato.

Ma prima della gabbia, ancora a sipario chiuso, una Marilyn Monroe canta al microfono La vie en rose.

È la Marilyn che gioca a fare la svampita che tutti conoscono, ma è pure la figura drammatica che afferma «sono bionda dentro».

Poi si apre il sipario sulla gabbia del circo e compare Amleto-Timi che inizia con battute sui lucchesi per interagire con il pubblico, perché vuole staccarsi dal fatto che «siamo in teatro e le nostre parole sono battute imparate a memoria», per entrare subito dopo nel mezzo della tragedia con la morte del padre e con la follia.

In questo caravanserraglio di emozioni urlate, di colori violenti, di luci stroboscopiche, di canzoni che vanno dal Battisti-Mogol di Comunque bella al Franz Schubert colonna sonora di Barry Lindon, al New York New York di Cabaret, all’attualità politica con Salvini, di notevole rilievo sono i monologhi delle tre attrici.

E sono quelli di Ofelia (una finissima Elena Lietti) che, dopo essere annegata, penderà dal soffitto in mezzo a bolle soffiate sul pubblico; quelli di Gertrude felice di essere un’assassina e critica nei confronti dei due mariti e del figlio (una superba Lucia Mascino); quelli di Marilyn al cinema (una, come sempre, incantevole Marina Rocco).

Filippo Timi con Marina Rocco, foto di Annapaola Martin

Monologhi che si alternano tra fuori sipario e “oltre” il sipario, perché in questo Amleto2 tutto è rivoluzionato e la tragedia assume sovente i toni della commedia ed esaspera la comicità di Shakespeare, quella che faceva dire a Nietzsche: «Non conosco lettura più straziante di Shakespeare: cosa deve aver sofferto un uomo per avere a tal punto bisogno di fare il pagliaccio.»

Il pubblico del Giglio ha accettato la rivoluzione di Timi rispondendo a fine spettacolo con fragorosi applausi. 

Amleto2, testo e regia di Filippo Timi con Filippo Timi, Lucia Mascino, Marina Rocco, Elena Lietti, Gabriele Brunelli e Mattia Chiarelli.

Lucca, Teatro del Giglio Giacomo Puccini, 9-11 gennaio 2026

 In apertura, Filippo Timi in Amleto2, foto di Annapaola Martin