C’è un modo particolare di leggere il paesaggio ligure: curare i muretti a secco. Chilometri di pietre sovrapposte senza cemento, una cattedrale costruita nel tempo per sostenere i terrazzamenti, regolare i flussi idrici, delimitare i terreni e rendere possibile la coltivazione dell’olivo anche sui versanti più difficili.
È un paesaggio costruito dall’uomo, ma senza forzare la natura. E proprio per questo conservarlo significa anche mantenere viva una competenza, una tecnica, una cultura materiale.
È questo lo spirito della Scuola dei Muretti a Secco di Arnasco, che dal 1° al 5 settembre 2026 propone un corso teorico e pratico sulle tecniche tradizionali di costruzione dei muri a secco, ospitato dalla Cooperativa Olivicola di Arnasco, nel cuore di uno dei territori simbolo dell’olivicoltura del Ponente ligure.
A guidare i corsisti nelle giornate di lavoro è il maestro dei muretti a secco Samuele Cama, impegnato nella trasmissione di un sapere che non può essere appreso soltanto sui libri. La teoria lascia infatti rapidamente spazio alla pratica: scegliere le pietre, riconoscerne forma e caratteristiche, trovare il loro corretto equilibrio, costruire progressivamente la struttura del muro.
Le fotografie del corso restituiscono bene questa dimensione concreta: pietre di diverse forme e dimensioni, attrezzi, mani al lavoro e un gruppo di corsisti raccolto intorno al maestro mentre osserva e sperimenta. È un apprendimento fatto di gesti, attenzione e pazienza.
Il corso sui muretti a secco, ad Arnasco, va oltre l’apprendimento di una tecnica edilizia tradizionale. Significa confrontarsi con gli elementi che hanno reso possibile l’agricoltura sulle montagne non solo liguri, il rapporto tra pietra, terra, acqua, olivo e lavoro umano.
Non è un caso che l’arte tradizionale dei muretti a secco sia stata riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La loro importanza non risiede soltanto nella funzione pratica: quei muri raccontano una forma di conoscenza del territorio maturata attraverso generazioni.
In una Liguria dove il paesaggio terrazzato richiede sempre più attenzione e manutenzione, insegnare a costruire un muro a secco significa dunque anche insegnare a prendersi cura del territorio e dell’umanità.
La Scuola dei muretti a secco di Arnasco lo sintetizza con una frase che vale quasi come una dichiarazione d’intenti: imparare a costruire un muro a secco significa diventare custodi di un patrimonio che appartiene a tutti.

LEGGI ANCHE
Pietra dopo pietra | Arnasca d'Argento, la nuova tappa
In apertura e all'interno foto di Flavio Lenardon