Cosa succede nella mente di una persona quando incontra un contenuto sui social? Perché alcuni post riescono a fermare lo scroll e altri vengono ignorati? E soprattutto: come si trasforma l’attenzione in interesse, l’interesse in relazione e la relazione in una scelta d’acquisto?
Sono alcune delle domande al centro del nuovo percorso formativo di Olio Officina Academy, dedicato a “Neuromarketing e Social Media”.
Ecco qui il programma dettagliato del primo corso.
Un corso pensato per chi non vuole semplicemente imparare a “fare social”, ma vuole capire perché una comunicazione funziona e come costruire contenuti capaci di entrare davvero in relazione con le persone.
Il punto di partenza è un cambio di prospettiva: i social non sono una vetrina.
Pubblicare un prodotto, una bella fotografia o una promozione non significa automaticamente comunicare. Prima ancora del contenuto viene infatti la percezione: ciò che cattura l’attenzione, ciò che genera un’emozione, ciò che viene ricordato.
Ed è proprio qui che entra in gioco il neuromarketing.
Dall'attenzione alla percezione del valore
Il primo giorno del percorso è dedicato al consumatore, alla percezione e alla comunicazione.
Si parte da ciò che avviene prima del social: attenzione, emozione, memoria e meccanismi che influenzano il modo in cui una persona interpreta un messaggio.
Perché oggi conquistare l’attenzione è diventato così difficile?
Perché siamo immersi quotidianamente in una quantità enorme di stimoli e competere per pochi secondi di attenzione significa comprendere non soltanto cosa dire, ma anche come il nostro cervello decide a cosa prestare attenzione.
Da qui il lavoro sui social media e sui loro linguaggi, con particolare attenzione a piattaforme come Instagram, Facebook e TikTok.
Non si tratta quindi di imparare una serie di formule da replicare, ma di capire come trasformare un contenuto in qualcosa che abbia un significato per chi lo guarda.
Quando l'attenzione diventa una risorsa
Nel programma c’è un concetto particolarmente attuale: l’attenzione è una valuta.
E come ogni risorsa limitata, deve essere conquistata e utilizzata con intelligenza.
Il percorso affronta strumenti e meccanismi come il pattern interrupt, il curiosity gap, l’emozione e la relazione, per comprendere cosa può interrompere lo scroll e creare quel primo momento di interesse.
Ma catturare l’attenzione è soltanto l’inizio.
La vera sfida è fare in modo che quella persona abbia un motivo per restare.
Cosa comunicare quando il prodotto non basta
Un altro passaggio importante riguarda il contenuto.
Cosa raccontare quando si pensa di non avere una storia da raccontare?
Il programma porta l’attenzione dal semplice prodotto alla storia, dal prodotto alla persona, fino agli elementi sensoriali ed emozionali che possono trasformare una comunicazione commerciale in un’esperienza.
Un tema particolarmente significativo per il mondo del food, dove spesso il rischio è limitarsi a mostrare ciò che si vende.
Un prodotto alimentare, però, non è soltanto un prodotto.
Può essere territorio, memoria, persone, gesti, cultura, convivialità, esperienza.
La comunicazione efficace è quella che riesce a dare un significato al prodotto prima ancora di chiedere di acquistarlo.
Parole, immagini e formato: come comunicare
Il percorso entra poi nel territorio del copywriting e del neurocopywriting, del visual storytelling e della fotografia food.
Perché anche la scelta di una parola, di un’immagine o di un formato può modificare la percezione di un contenuto.
L'obiettivo non è creare semplicemente post “belli”, ma contenuti costruiti per essere notati, compresi, ricordati e possibilmente condivisi.
È qui che creatività e strategia devono incontrarsi.
Dal contenuto alla conversione
Il secondo giorno il percorso cambia prospettiva e passa dalla strategia all’advertising.
Dopo aver analizzato attenzione, percezione e contenuti, si arriva infatti alla domanda più concreta: come trasformare tutto questo in una strategia capace di generare risultati?
Si affrontano l’economia dell’attenzione, la pubblicità sui social e le principali metriche, ma anche il rapporto tra investimento e risultati.
Perché fare advertising non significa semplicemente “mettere soldi su un post”.
Significa sapere a chi parlare, con quale messaggio, in quale momento e con quale obiettivo.
Parlare alle persone giuste
Un modulo è dedicato proprio al pubblico: target, buyer persona e posizionamento.
Perché non tutte le persone devono ricevere lo stesso messaggio.
Una comunicazione efficace deve tenere conto del punto in cui si trova il consumatore nel proprio percorso decisionale e costruire messaggi differenti a seconda della fase.
Anche questo significa passare da una comunicazione generalista a una comunicazione realmente strategica.
Vendere senza sembrare di vendere
Uno dei temi più interessanti è poi quello dei contenuti che vendono senza sembrare pubblicità.
Benefici funzionali ed emozionali, social proof, recensioni, User Generated Content, dialogo sociale, call to action, landing page ed e-commerce diventano strumenti all’interno di un percorso più ampio.
Perché la conversione non nasce necessariamente da una vendita esplicita.
Può nascere dalla fiducia.
Da una storia.
Da una prova sociale.
Da un contenuto che risponde esattamente a un bisogno.
Da un’esperienza che una persona riesce già a immaginare prima di acquistare.
Dalla teoria alla strategia
Il percorso si conclude con la costruzione della strategia e con un laboratorio finale.
Ed è probabilmente questo uno degli aspetti più importanti dell’intero programma: non fermarsi alla teoria.
L’obiettivo è arrivare a mettere insieme analisi, obiettivi, posizionamento, contenuti, tono di voce, frequenza e KPI all’interno di una strategia coerente.
Perché conoscere il neuromarketing è utile.
Conoscere i social è indispensabile.
Ma saper trasformare queste conoscenze in una strategia applicabile al proprio brand è ciò che può davvero fare la differenza.
Un nuovo modo di guardare alla comunicazione
In fondo, il messaggio dell’Academy è semplice ma tutt’altro che scontato: non si comunica partendo dal prodotto. Si comunica partendo dalla persona.
E in un ambiente digitale in cui tutti pubblicano, tutti mostrano, tutti cercano attenzione, comprendere come le persone percepiscono, scelgono e ricordano può diventare un vantaggio competitivo.
È questo il passaggio che porta dal post alla strategia, dall’attenzione alla relazione e, infine, dalla relazione alla conversione.
Neuromarketing e Social Media. È il percorso di Olio Officina Academy dedicato a chi vuole smettere di chiedersi semplicemente “cosa pubblico oggi?” e iniziare a chiedersi “perché una persona dovrebbe fermarsi, ascoltarmi e scegliere me?”.
Costo del corso: 450 più IVA