Vi siete mai chiesti che ruolo abbiano il suono e la musica nell’esperienza gastronomica, sia nel corso delle preparazioni sia durante il consumo? E in che modo questi possono influenzare i nostri comportamenti alimentari? C’è una qualche relazione tra musica e cibo, due esperienze apparentemente così distanti? Con questo saggio, Suoni in cucina, la filosofa e teorica dei linguaggi Rosalia Cavalieri ci permette di entrare nel vivo delle sensazioni che noi proviamo senza renderce subito conto.

Nonostante l’udito sia collocato all’ultimo posto nella “classifica” dei sensi che maggiormente incidono sulle nostre esperienze gustative, sia dai cuochi, sia dai semplici consumatori che non ne hanno consapevolezza, esso condiziona il senso del gusto a partire dai rumori legati alla preparazione del cibo e poi alla masticazione, fino alla musica di sottofondo che accompagna il lavoro degli chef e il consumo delle vivande da parte dei commensali. Un numero sempre crescente di studi scientifici sembra ormai acclarare quanto il suono dei cibi sia determinante nell’esperienza del mangiare.

Alcune ricerche evidenziano peraltro quanto i suoni ambientali possano influenzare la nostra percezione del cibo e da tempo immemore poi la relazione tra cibo e musica è considerata indissolubile. Senza contare che entrambi sono legati alla sfera sensoriale e sono in grado di suscitare emozioni e stati d’animo anche attraverso la loro singolare interazione. Con questo saggio Rosalia Cavalieri cerca di comprendere il perché, non senza aver accennato al ruolo di tutti gli altri sensi del gusto.

Rosalia Cavalieri, Suoni in cucina. Il matrimonio tra musica e cibo, Milano 2024, edizioni Olio Officina, pagine 64, euro 14