C’è un luogo in Versilia, e precisamente a Pietrasanta, dove il termine cultura ha ancora un senso.
Sconosciuto alle grandi masse, resta uno spazio élitario nel senso migliore del termine.
Ci riferiamo al chiostro della chiesa di San Francesco, a due passi dal Guerriero di Botero e dalla fontana di Ciulla.
Qui, già da diversi anni, precisamente dal 2018, ha luogo il Versilia cult con incontri di vero godimento intellettivo, in cui si alternano personaggi del mondo dello spettacolo, direttori di musei, storici dell’arte, studiosi, artisti, scrittori.
Versilia cult si potrebbe definire, in sintesi, una rassegna culturale estiva dedicata all’arte, alla museologia, al design, al cinema e al costume.
Tutto di alto livello, in un numero limitato e ben distribuito di incontri, tra giugno e agosto.
Che una parte cospicua spetti al mondo dell’arte e ai suoi studiosi, nasce probabilmente dal fatto che il fondatore e ideatore del Versilia cult è Augusto Palermo che, al suo lavoro di medico chirurgo, unisce in parallelo la sua attività nel mondo dell’arte, essendo un vero e proprio promotore culturale in tale ambito.
Tra gli incontri che hanno caratterizzato l’estate 2026 vorremmo ricordare quelli dedicati al Museo Egizio di Torino, al Museo del Novecento di Milano e alla Collezione Fondazione Sandretto Re Rebaudengo sempre di Torino.
Ma quello che, a nostro avviso, ha maggiormente coinvolto gli appassionati è stato Lo Sguardo e la Forma: Longhi, Carrà, Morandi, in cui il pubblico ha potuto assistere a una coltissima “botta e risposta” tra Maria Cristina Bandera, storica dell’arte nonché direttore scientifico della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi di Firenze e Pietro Marani del Politecnico di Milano, tra i massimi esperti mondiali di Leonardo.
Un dialogo, quello dei due studiosi, senza l’esigenza di primeggiare, ma capace di appassionare con la loro passione e di fare sorridere in più occasioni, come per esempio quando Maria Cristina Bandera ha ricordato a Pietro Marani che il non amore per il “suo” Leonardo del critico Longhi.
Una leggerezza espositiva invidiabile in cui gli spettatori venivano resi partecipi della piacevolezza della scrittura di Roberto Longhi così come del dialogo tra critica arte e memoria attraverso tre figure centrali del Novecento: quella del critico e dei due artisti Carrà e Morandi.
Tutti e tre personalità che hanno segnato in modo decisivo la cultura artistica italiana.
In apertura e all'interno, foto di Mariapia Frigerio