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Libertà di comunicare | Cosa dice e non dice (e cosa invece dovrebbe dire) l’etichetta di un olio Evo

Cosa dice e non dice (e cosa invece dovrebbe dire) l’etichetta di un olio Evo

Le potete osservare applicate su bottiglie e su ogni altro contenitore. Sono il miglior biglietto da visita per presentare sugli scaffali gli oli extra vergini di oliva e renderli attrattivi ai consumatori. Non per sedurli ma per indirizzarli verso il prodotto comunicando loro il valore di contenuto e contenitore. Eppure non è sempre possibile, viste le troppe limitazioni, riuscire a superare quella sorta di tabù, imposto da una ferrea e ostativa burocrazia, che ne mortifica la capacità comunicativa delle etichette. Un contest per la “Miglior etichetta oliocentrica dell’anno” ci aiuterà a capire le grandi potenzialità di un simile strumento

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La veste di un prodotto è fondamentale, ma non può essere mai fine a sé stessa, per questo il punto di partenza è proprio l’etichetta. Ed è proprio per questa ragione - e chi mi conosce bene sa quanto io creda nella leva del design per superare le perverse logiche della burocrazia che ne limitano la libertà d’espressione - che questa settimana vi voglio parlare di una felicissima iniziativa che si svolgerà a Bitonto e che ha a che fare proprio con le etichette dell’olio.

Così, nell’ambito della seconda edizione di IncantEVOle, il festival dell’olio fortemente voluto dal sindaco Francesco Paolo Ricci, ho avuto il compito di organizzare un contest specifico sul design delle etichette degli oli extra vergini di oliva. Eccomi allora qui a invitare le aziende olearie a inviare le proprie etichette tramite mail - in alta risoluzione, fronte retro - all’indirizzo redazione@olioofficina.it. La partecipazione è gratuita.

Ci sarà una giuria che deciderà quali selezionare e tra queste si individuerà quella che sarà ritenuta essere la “Miglior etichetta oliocentrica dell’anno”. Una iniziativa, questa, che è anche l’occasione per ragionare, il prossimo 18 settembre a Bitonto, intorno a un tema fondamentale, attraverso un talk dal titolo “Cosa dice e non dice (e cosa invece dovrebbe dire) l’etichetta di un olio Evo”.

Finora non è andata bene, perché chi fa le leggi non è all’altezza del compito, e così rispetto ad altri alimenti si penalizza moltissimo la comunicazione del prodotto olio extra vergine di oliva, e ciò non è affatto un bene.

Esiste purtroppo una sorta di tabù, imposto da una ferrea e ostativa burocrazia, che impedisce di fatto a produttori e confezionatori di fornire oltre a informazioni utili sul proprio olio extra vergine di oliva, anche una narrazione che trasmetta pure emozioni e suggestioni, proprio come avviene con altri alimenti. Allora, la domanda che ci si pone è la seguente: in che modo si potrebbe intervenire per superare questo stato di impasse? L’etichetta è il più importante e convincente veicolo commerciale capace di far entrare in un dialogo diretto il consumatore con chi l’olio lo produce e lo vende. Al momento la capacità comunicativa delle etichette degli oli viene depotenziata e svilita. Ecco allora l’occasione per trarre utili spunti utili da proporre alle Istituzioni soluzioni per la tanto attesa svolta. L’etichetta non può essere mortificata. Le regole sono fondamentali – e di conseguenza non si può prescindere da indicazioni obbligatorie - ma queste regole non dovranno impedire di comunicare il reale valore dell’olio avvalendosi del design.

Ricapitolando: nell’ambito di “IncantEVOle 2026” è stata indetta, a cura di Olio Officina, e con il supporto del Comune di Bitonto, la prima edizione del contest “Miglior etichetta oliocentrica dell’anno”, con una selezione delle più significative e innovative etichette di olio extra vergine di oliva esaminate attraverso una lettura critica che preveda un giudizio complessivo su estetica, grafica, impatto visivo e comunicativo, leggibilità, coerenza cromatica, conformità normativa e originalità stilistica.

Riusciremo a rendere le etichette più gradevoli, funzionali ed efficaci? Con me parleranno del tema Valentina Cardone, del prestigioso laboratorio di analisi Chemiservice, Maria Lisa Clodoveo, dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, e Dora Desantis, presidente Gruppo Olio di Oliva Assitol.

L’illustrazione di apertura è di Angelo Ruta ed è tratta dal volumetto Il racconto dell’olio, di cui è autore Luigi Caricato, ed edito nel maggio 2002 a cura della Comunità Europea per VII Campagna di Promozione del Consumo di Olio di Oliva

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