Negli ultimi centocinquant’anni in ambito vitivinicolo si è assistito alla creazione di nuovi vitigni incrociando due varietà esistenti, attraverso un accurato lavoro di selezione, per sottolineare le migliori caratteristiche di ognuna. Ogni nuova varietà eredita una porzione del patrimonio genetico di entrambi i genitori, dando origine a combinazioni uniche che possono offrire molteplici vantaggi, come ad esempio l’adattamento ai cambiamenti climatici, il controllo della produttività, l’incremento della qualità dei vini e il miglioramento della resistenza alle malattie fungine, con la conseguente riduzione dei trattamenti fitosanitari. A differenza degli organismi geneticamente modificati (Ogm), l’incrocio avviene attraverso processi naturali di riproduzione guidati dall’uomo.
Si comprende dunque che gli incroci non rappresentano una minaccia per il patrimonio viticolo esistente, bensì possono affiancare le varietà tradizionali, offrendo soluzioni concrete alle sfide dettate dalle crescenti esigenze di sostenibilità.
Uno dei vitigni da incrocio più conosciuti a livello internazionale è il Müller Thurgau, realizzato nel 1882 dal professor Hermann Müller nel centro di viticoltura di Geisenheim, nella regione tedesca dell’Assia. Il noto ricercatore era originario del cantone svizzero della Turgovia, Thurgau, appunto, in tedesco. Per molto tempo si è ritenuto che il Müller Thurgau derivasse dall’incrocio tra Riesling Renano e Sylvaner; studi genetici più recenti hanno invece dimostrato che al Riesling è stata accostata la varietà Madeleine Royale.
La sua principale caratteristica è la precocità di maturazione, una prerogativa favorevole nei territori montani, dove le forti escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono lo sviluppo del corredo aromatico delle uve.
In Italia trova una discreta diffusione in Valle d’Aosta e in Trentino-Alto Adige, con piccole e insospettabili presenze in Sicilia e in Basilicata. È innegabile, tuttavia, che il suo areale d’elezione sia la Valle di Cembra, una delle cinque sottozone della Doc Trentino, dove i vigneti superano i 600 metri di altezza. Si ottengono vini di notevole finezza e longevità, che danno lustro alla reputazione dell’intero comprensorio. Da quasi quarant’anni, nel mese di luglio, ha luogo una prestigiosa rassegna internazionale dedicata al Müller Thurgau.
L’azienda agricola Pelz è situata a Cembra Lisignago, comune nato nel 2016 dall’accorpamento delle due omonime entità amministrative. Fondata nel 1995 dai fratelli Diego, Michele e Franco Pelz, raccogliendo il testimone da papà Giovanni e mamma Fernanda, attualmente dispone di una superficie vitata di circa 20 ettari, tra proprietà e conduzione diretta, distribuiti in diversi appezzamenti tra i 400 e gli 850 metri di altezza, lungo i versanti esposti a sud-est della valle. Questa frammentazione, che richiede un maggior impegno nella conduzione agronomica, ha il vantaggio di esaltare le peculiarità di ciascun vitigno, sfruttando le differenti condizioni pedoclimatiche.
Tra i vini bianchi spiccano le vinificazioni in purezza di Riesling Renano, Kerner, Gewürztraminer, Chardonnay e, ovviamente, Müller Thurgau. La gamma dei rossi è rappresentata da Pinot Nero, Lagrein e Schiava. L’offerta si completa con un fragrante Trento Doc da Chardonnay e Pinot Nero, che riposa per almeno 48 mesi sui lieviti in bottiglia, e dall’affascinante 10 Vendemmie, un blend di dieci annate di Riesling Renano da vendemmia tardiva.

Sotto la lente mettiamo la selezione di Müller Thurgau, vinificata soltanto nelle migliori annate e destinata a una prolungata evoluzione nel tempo.
Le vigne sono allevate a guyot sui tradizionali terreni sabbiosi originati da rocce vulcaniche porfiriche, a circa 650 metri di altezza. La vendemmia, con un’accurata selezione in vigna, è svolta manualmente in cassette, prima di passare alla spremitura soffice in pressa; il mosto viene poi sottoposto a una decantazione statica a freddo per 48 ore. A fine fermentazione si procede con un rapido travaso all’aria, per proseguire con una lunga sosta in acciaio e un affinamento altrettanto prolungato in bottiglia, sigillata con un moderno tappo stelvin.
Paglierino intenso, con bagliori verde-oro. Il naso, seducente e raffinato, in perfetta sintonia con l’aromaticità del vitigno, mette in evidenza mela golden, susina gialla, pesca nettarina e bergamotto; prosegue su sfumature floreali di acacia e gelsomino, con erbe mediterranee e una nota di selce in chiusura. Anche l’assaggio trova nell’eleganza il suo tratto distintivo, grazie alla perfetta corrispondenza tra freschezza e struttura slanciata. Il piglio della sapidità, perfettamente nitido, conduce a un finale di lunga durata.
Servito tra gli 8 e i 10 °C, dimostra la sua versatilità spaziando dai tradizionali tortel de patate agli strangolapreti al burro fuso, fino alla carne salmistrada. È eccellente anche con i crudi di mare, i crostacei al vapore e il pesce al sale.
Müller Thurgau Cembrani d’Autore 2017 - Azienda Agricola Pelz
Müller Thurgau 100% - 12,5% vol.
In apertura, foto di Ilaria Santomanco