Il repertorio di Danila Satragno & Electrikacoustik Trio si arricchisce di composizioni originali caratterizzate da un suono acustico ricco di sfumature e da testi capaci di toccare corde profonde dell’animo umano. Tra queste spicca O., brano scritto da Ornella Vanoni e Danila Satragno, testimonianza di un legame artistico e umano raro e prezioso.
La recente scomparsa di Ornella Vanoni conferisce a questo progetto un significato ancora più profondo e commovente. La collaborazione tra Danila e Ornella si è sviluppata nel tempo attraverso importanti esperienze condivise, tra cui la realizzazione di un progetto discografico natalizio. Ma ciò che rende speciale questo incontro va oltre la musica: è il profondo rapporto di stima, affetto e fiducia che le ha unite per anni. Ornella Vanoni ha voluto raccontare questo legame anche nel suo libro Una ragazza bellissima, dedicando a Danila parole di grande intensità e riconoscendole un ruolo speciale nella propria vita.

Oggi quel rapporto autentico e raro continua a vivere attraverso il ricordo, l’eredità artistica e le emozioni custodite nelle loro opere. Il concerto è dedicato alle energie che attraversano il mondo fisico e la dimensione più spirituale dell’essere umano. Attraverso il potere evocativo delle frequenze sonore e della musica, il pubblico viene accompagnato in un percorso emotivo capace di creare connessioni profonde e momenti di autentica condivisione.
INTERVISTA A DANILA SATRAGNO
Danila come è nata la tua passione per la musica?
Vengo da una famiglia di musicisti. Mio nonno Angelo Castiglia era direttore d'orchestra e violinista. Mio padre Aldo, pianista. Mi raccontavano i miei genitori che da piccola quando avevo solo un anno cantavo le pubblicità che sentivo alla televisione.
A 5 anni ho iniziato a suonare il pianoforte. Sono andata più tardi in Conservatorio e mi sono diplomata in pianoforte principale al Conservatorio Niccolò Pagnini di Genova.
E il Jazz?
Pur non essendo inizialmente grande appassionata sono andata a un concerto jazz a sentire Riccardo Zegna. Fu un vero colpo di fulmine e decisi di intraprendere la musica jazz. A Diano Marina ho seguito i corsi di Mal Waldron e del sassofonista Steve Lacy. Mi sono successivamente specializzata in musica jazz appunto al Conservatorio Arrigo Boito di Parma e ho iniziato la professione di cantante pur non tralasciando l'insegnamento al Conservatorio di Milano
Quando hai iniziato la tua carriera professionale?
Negli anni Ottanta con Zegna, che per un certo periodo è stato mio compagno. Ho avuto maggiore successo all'estero, soprattutto negli Stati Uniti. Dal 1998 al 2000, sono stata invitata in occasione del Jazz Festival di Durham dalla Duke University, nel Nord Carolina, dove mi sono esibita come cantante pianista. Dagli anni ‘90 incido dischi. Mi sono cimentata in rivisitazioni Jazz di brani musicali tradizionali di grandi interpreti della musica leggera. Sia del passato sia del presente.
C'è qualche cosa di inafferrabile nella tua voce…
ll pubblico rimane soggiogato dall'emozione, soprattutto per alcune frequenze del suono che portano a situazioni di rilassamento e benessere. Quando si canta bisogna tener conto di molti fattori, soprattutto l'empatia con il grupppo musicale e lo stesso pubblico.
Quando hai avuto un incidente domestico?
A 30 anni. Ero in casa. Il pianoforte che stavo spostando è caduto finendo sul mio piede. La ferita è andata in cancrena e sono stata malissimo. Per il trauma ho perso la voce e mi sono rivolta a molti medici foniatri per riacquistarla. Ho lavorato su me stessa per capire il trauma e dopo un anno ho ripreso a cantare.
A cosa è servita questa esperienza?
Ad aiutare anche i colleghi per recuperare e migliore la voce. Ho studiato gli aspetti fisiologici dell'apparato vocale e ho inventato un metodo nato soprattutto sul campo dalle esperienze di canto con altri colleghi come Fabrizio De Andrè e anche più giovani. Non ho trascurato con lo stesso metodo la formazione che ho dato ai miei allievi, sia in Consevatorio, sia per i privati. Mi sono cimentata così nel recupero della voce di colleghi in difficoltà per afonia o calo di voce. Ho fatto la vocal coach durante il Festival di Sanremo e nei principali talent televisivi Amici e XFactor. Ho sperimentato così il recupero di Sting, Jovanotti, Roby Facchinetti, Red Canzian, Annalisae Mango.
Mi capita di farlo anche nell'emergenza di “pronto soccorso” in vista di concerti come quello recente allo stadio di San Siro. Ho aiutato Achille Lauro oltre alla perfetta intonazione e maggiore estensione della voce. Ma è essenziale il controllo del volume e curare la durata eliminado la stanchezza della voce. Non logorare con sforzi le corde vocali per arrivare con una prestazione costante di durata fino alla fine dell'esibizione e anche nei giorni successivi.
Anche nel campo editoriale hai diffuso il tuo metodo?
Ho creato un metodo che non trascura il miglioramento del corpo che influenza anche la voce. Persino la dieta alimentare serve a recuperare la voce. Negli anni Dieci ho editato per Sperling e Kupfer Voglio Cantare, Cantare è facile col Vocal Care, Tu sei la tua voce con Roberto Re. Mi ha aiutato molto l'editor a rendere divulgativa la mia esperienza diretta ed empirica.
Progetti?
Ho in cantiere un nuovo libro. Ma non ho mai abbandonato la carriera di cantante e compositrice. In questo campo mi cimento anche con la musica tradizionale. Vorrei comporre musiche da film. Ho registrato un cd con dodici pezzi musicali nuovi.
Nel campo della didattica?
Il mio sogno è creare un diploma di laurea specifico. Sono in contatto con l'Università di Zurigo.
In apertura, Ornella Vanoni con Danila Satragno - foto di Danila Satragno. Le foto all'interno sono di Onofrio Petronelle