Protagonisti di Opera Buona, un progetto che intreccia design, cucina e scrittura in un dialogo creativo a sostegno di Opera San Francesco per i poveri, sono venti designer e architetti invitati a progettare un Tempio in marmo policromo. Tutte le opere sono state realizzate pro bono da Silvestri Marmi di Carrara.

Venti templi

Le venti sculture da tavolo rientrano in una ipotesi di dimensione comune. Questi piccoli templi non saranno soltanto opere di architettura: al loro interno prenderà forma anche il lavoro di uno chef, dando vita a una combinazione unica di creatività sul concetto di sacralità del cibo.
Le opere sono state realizzate da Markus Benesch, Atelier Biagetti, Stefano Boeri, Michele De Lucchi, Marco Ferreri, M.G. Grasso Cannizzo, Johanna Grawunder, Giulio Iacchetti, Ugo La Pietra, Alessandro La Spada, Paola Navone, Palomba Serafini Associati, Peter Pichler, Marco Piva Studio, Sara Ricciardi, Elena Salmistraro, Monica Taverniti, Mario Trimarchi, Marcel Wanders e Cino Zucchi.

La mostra collezione

La collezione sarà protagonista della mostra ospitata presso ADI Museum dal 16 al 21 giugno prossimi, con l’obiettivo di sostenere concretamente le attività di Opera San Francesco per i poveri, Sotheby's batterà all'asta le venti opere durante la cena di gala dedicata, curata dallo chef Claudio Sadler, e prevista per il 18 giugno presso ADI Museum. Partner della serata sarà Bosca, storica casa spumantiera del 1831 di Canelli.

L'idea, il progetto

Opera Buona è nata da un'idea di Roberto Boyer, Alessandra Zucchi, Margherita Sigillò, Carlo Casti, Giacomo D. Ghidelli e Alessandro Guerriero. E costoro hanno ideato un progetto davvero ragguardevole, così che accanto ai designer e agli architetti coivolti, gli altri protagonisti di questa opera corale sono gli chef.
All’interno dei venti Templi in marmo policromo ideati dai designer, prende vita infatti un fitto dialogo tra architettura e gastronomia. Ogni opera custodisce in sé una conserva ideata da uno chef d’eccellenza. È un gesto antico, quello del conservare il cibo, che in questo modo diventa anche racconto, memoria e simbolo di cura.
Gli chef coinvolti sono Nico Acampora, Nicolas Ardu, Cesare Battisti, Carlo Bissolotti, Alice Delcourt, Roberta Messina, Luca Ferrara, Juan Lema, Davide Longoni, Cristian Magri, Fabio Paolini, Marta Pennati, Andrea Provenzani, Andrea Rampinelli, Dalmia Ritu, Matteo Scibilia, Elio Sironi, Giovanni Traversone e Marco Tronconi.

La parola è importante

Accanto ai designer, agli architetti e agli chef che hanno dato forma a Opera Buona, vi sono infine gli scrittori. La parola è importante. Tutto nasce intorno alla parola: la stessda civiltà. Così, se il design costruisce la forma e la cucina custodisce il nutrimento, la scrittura aggiunge una nuova dimensione: quella del raccontare.
Venti scrittori sono stati invitati a donare un testo, una poesia, una riflessione o una parola. Frammenti di narrazione che completano le opere e ne amplificano il significato, trasformando Opera Buona in una manifestazione corale dove creatività, cultura e solidarietà si incontrano.
A completare questa Opera Buona vi è dunque il contributo di venti scrittori, voci autorevoli del panorama culturale che rispondono al nome di Claudia Balottari, Laura Bosio, Chiara Cardini, Luigi Caricato, Francesco M. Cataluccio, Giuseppe Cinà, Giacomo Ghidelli, Lorenza Ghidini, Roberto Goisis, Sara Honegger, Chiara Molaroni, Alessandro Monchiero, Claudio Pellegrini, Leonardo Pelo, Maddalena Pezzotti, Susanna Ripamonti, Cinzia Scaffidi, Antonio Stella, Carmelo Vigna, Valerio M. Visintin.

Dignità a chi ha bisogno

Nata nel 1959, Opera San Francesco nasce come mensa capace di accogliere con dignità chi aveva bisogno di un pasto caldo; oggi è diventata un punto di riferimento dove donne, uomini e famiglie in difficoltà trovano servizi e supporti per ritrovare dignità, fiducia e la possibilità di guardare al futuro.
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