Domenica è sempre domenica, si ha più tempo per se stessi, o quasi. Questa mattina per esempio ho avuto modo di riflettere su come vi sia in giro un enorme spreco di energia, utilizzata per lo più per denigrare e andare contro. Allora mi chiedo: non è per caso che si sprechi tanta energia solo perché non si ha nulla da fare, nulla da dire? L’assenza di idee e di grandi ed edificanti aspirazioni mette in crisi troppe persone insoddisfatte, le quali preferiscono la via facile – denigrando, demolendo, sparlando – senza avere mai il coraggio e la pazienza di costruire. Queste riflessioni riguardano un po’ tutti i campi, ma valgono ancor di più per il settore degli oli di oliva. Non sarebbe forse il caso di edificare una nuova casa comune dell’olio, più pacifica, serena e propositiva? La mia aspirazione: avere una filiera dell’olio di oliva unita e coesa, capace di parlare una lingua sola, a beneficio di tutti, e soprattutto a vantaggio di un prodotto d’eccellenza qual è l’olio da olive in tutte le sue quattro declinazioni: l’olio extra vergine di oliva, restituendogli in qualche modo il valore perduto; l’olio di oliva vergine, rimettendolo sugli scaffali; l’olio di oliva el’olio di sansa di oliva, mettendoli in diretta concorrenza con gli oli da seme. E’ forse un’ambizione impossibile per un Paese come l’Italia o si può sperare ancora in un cambiamento radicale in un Paese che per sua natura appare chiuso in se stesso, incapace di ridestarsi dal lungo sonno della ragione in cui è precipitato?