Il progetto "Corpo e memoria in ascolto", che si è sviluppato nell’ambito della quindicesima edizione di Olio Officina Festival, ha aperto una profonda riflessione sulla centralità dei sensi nel percorso di cura, assistenza e consapevolezza dell'individuo. L'ideatrice del laboratorio sensoriale, Eleonora Cuttica, ha illustrato come questa iniziativa sia nata dalla convergenza di due pilastri fondamentali: la promozione della cultura dell'olio, supportata dall'Associazione Nazionale Donne dell'Olio, e la centralità dell'esperienza della persona, vista non come un semplice destinatario passivo di un prodotto, ma come un soggetto attivo capace di orientare le stesse strategie aziendali.

Nel laboratorio sensoriale, la teoria si fonde con il gioco e l'interattività, coinvolgendo tutti e cinque i sensi attraverso dinamiche edonistiche che spaziano dalla degustazione visiva alla stimolazione tattile tramite l'uso di tessuti e prodotti cosmetici sulla pelle. L'obiettivo finale consiste nel risvegliare una profonda consapevolezza sensoriale, fornendo alle persone gli strumenti per comprendere e verbalizzare le proprie percezioni, e promuovendo al contempo dinamiche di ascolto attivo, condivisione e collaborazione applicabili anche in contesti di team building.

Questa declinazione pratica ha trovato una sponda ideale nell'intervento di Alessandro Chiappuzzo, direttore della residenza socio-assistenziale “Nicola Basile” di Alessandria, il quale ha sottolineato l'importanza e l'efficacia dell'introduzione di questo laboratorio in una struttura per anziani.

Chiappuzzo ha evidenziato come l'approccio sensoriale sia riuscito ad abbattere le barriere relazionali all'interno di un contesto lavorativo caratterizzato da una forte multiculturalità e da origini legate a tutto il bacino del Mediterraneo, favorendo la coesione e il coordinamento del gruppo di lavoro. Inoltre, egli richiama l'attenzione sulla centralità della nutrizione nelle strutture assistenziali, ricordando un aspetto normativo piemontese poco noto che impone per legge la presenza di olio extra vergine di oliva nelle cucine.

Il laboratorio sensoriale ha rappresentato un'importante occasione per permettere agli operatori di riappropriarsi del proprio tempo e di riflettere sul significato profondo dell'atto dell'imbocco, restituendo un valore etico e relazionale al gesto quotidiano di dare da mangiare a una persona fragile.

Ad approfondire gli aspetti riabilitativi e psicologici di questo processo è intervenuta Valentina Pettinato, logopedista della struttura, che ha illustrato il legame tra il laboratorio sensoriale e le pratiche di eating consapevole sviluppate in collaborazione con la psicoterapeuta Samanta Gallese.

Pettinato pone l'accento su quanto l'assunzione del cibo sia spesso un atto privo di consapevolezza e di come, nel caso di residenti affetti da disfagia che necessitano di alimenti a consistenza modificata, la gradibilità del piatto diventi l'obiettivo primario dell'intera équipe curante.

Attraverso la mindfulness, si cerca di radicare l'esperienza nel momento presente, aiutando gli anziani a riconoscere le proprie emozioni e stimolando gli operatori a compiere ogni gesto assistenziale con empatia, attenzione e ascolto attivo, ricreando la stessa cura che si dedicherebbe a sé stessi.

Di fronte alla sollecitazione di Luigi Caricato sulla fragilità della terza età e sulla possibilità di trasformare questa sperimentazione in un modello codificato ed estendibile ad altre strutture riabilitative, la logopedista Valentina Pettinato ha confermato l'alto valore di una simile inversione di tendenza per il benessere e l'identità dei pazienti.

Il valore umano e terapeutico dell'atto di nutrire viene ulteriormente rimarcato dal medico Gabriella D'Amico, la quale amplia l'orizzonte del progetto accennando alla sua applicazione in altre realtà delicate, come l'Unione Ciechi o l'associazione Andos per donne operate al seno. D'Amico paragona il gesto dell'imbocco alla fiducia totale che caratterizza la fase dello svezzamento infantile, un momento di altissimo affidamento relazionale che richiede una formazione profonda e non limitata agli aspetti puramente tecnici della cucina.

La D’Amico condivide poi una toccante riflessione sul potere evocativo della memoria olfattiva, capace di farci conoscere intimamente chi ci sta di fronte, ricordando i profumi di soffritto e sugo di pomodoro che un tempo riempivano le scale dei condomini o che accoglievano il medico durante le visite domiciliari, fino ai nuovi odori della multietnia contemporanea o a piatti tradizionali come gli agnolotti e il brasato. Questo viaggio nei sensi si conclude con un commosso ringraziamento all'équipe e una dedica speciale a Rosalia Cavaliere, di cui è stato celebrato l'insegnamento legato alla sensorialità.

L'esperienza del laboratorio si è poi arricchita del punto di vista del mondo della produzione e dell'analisi sensoriale applicata al settore cerealicolo, grazie ai contributi di Valentina Vasotti e Massimo Biloni della società Acqua Verde Riso. Il sommelier del riso Vasotti ha espresso il proprio stupore per l'innovativa metodologia del workshop, capace di integrare la mindfulness e l'interattività in un approccio ludico e privo di giudizio, che valorizza sensi spesso trascurati come il tatto e l'udito, capaci di svelare la complessità nascosta anche in prodotti di consumo quotidiano. Sulla stessa scia, l'agronomo e breeder Massimo Biloni ha tracciato un parallelismo tra la ricca biodiversità olivicola italiana e il primato nazionale nella produzione e costituzione di varietà di riso in Europa. Biloni ha inoltre evidenziato la paradossale scarsa conoscenza che spesso si ha dei prodotti nazionali, sottolineando la crescita della biodiversità cerealicola attraverso l'introduzione di risi aromatici, neri e rossi, promuovendo il felice connubio gastronomico tra riso e olio.

In chiusura, Luigi Caricato ha lanciato un ponte verso il futuro annunciando la sedicesima edizione di Olio Officina Festival, che nel 2027 avrà quale tema portante il motto “Spirito d’Olio”. E sempre Caricato, in conclusione del talk, ha invitato il pubblico a superare quelle consuetudini alimentari che rischiano di spegnere e annullare quel sentimento di curiosità consapevolezza verso ciò che mangiamo.

In apertura, illustrazione di Giulia Serafin, tratta dal libro Guida essenziale al massaggio con l’olio. Rigenerare corpo e anima per liberarsi da stress e ansia, edito da Olio Officina