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Rivista internazionale di Letteratura – International Journal of Literature
Diretta da Daniela Marcheschi

Musica e poesia: la discografia di Alessandro Alia

In un panorama musicale appiattito in cui le poche major rimaste non hanno più il coraggio della ricerca, i tre album e l'Ep del cantautore bergamasco mostrano un cammino verticale in cui note e liriche abbracciano letteratura e filosofia

Francesco Diana

Musica e poesia: la discografia di Alessandro Alia

Origini lucane, nato e vissuto nella bergamasca, poi ha scelto la Toscana per vivere: Alessandro Curcio, in arte Alia, classe 1976, è uno dei rappresentanti più talentuosi di quella che ancora si chiama musica d’autore, ma che le pochissime major discografiche rimaste non ricercano e non valorizzano più.

Alia

Così, mentre le piccole etichette indipendenti, ormai lontana la loro stagione più florida, perdono sempre più forza e capacità, la musica d’autore bisogna andare a cercarsela, tra piattaforme digitali e canali YouTube che certo non agevolano la ricerca. Ma ne vale la pena, soprattutto quando, come nel caso di Alia, la musica incontra la letteratura, la poesia, la filosofia.

Si tratta di quel cantautorato che rappresenta ancora la punta di diamante della musica italiana, e che ha le sue radici in Franco Battiato, Fabio Concato, Umberto Bindi, per citare solo le tradizioni principali su cui si innesta la musica di Alia.  I suoi testi, tuttavia, si elevano spesso ad altezze raramente raggiunte anche nel cantautorato italiano: vengono in mente solo Tenco o De André, Battiato o Angelo Branduardi, con i quali Alia ha in comune il fatto di lasciarsi guidare e ispirare dalla letteratura.

Così, anche se le canzoni non sono poesie, possono corrispondere, in uno scambio proficuo che eleva la musica d’autore come ormai raramente accade.

Cominciamo dall’ultimo album di Alia: Io so come sei riuscito a vivere senza gli altri è un disco intimo eppure universale, da ascoltare interamente per farsi trasportare da un senso di leggerezza leopardiano che, lungi dall’essere pessimista o nichilista, sa che l’imperfezione delle nostre vite va accettata resistendo, come la ginestra della poesia del Leopardi, che sulle aride pendici del vulcano colora il brullo paesaggio e spande comunque il suo profumo, anche se prima o poi verrà travolta dalla lava.

Un lavoro potente, il nuovo disco di Alia, che arriva dopo l’egregio Asteroidi e il luminoso Giraffe.

Tutto il lavoro di Alia è reso forte da un afflato religioso nel senso più ampio del termine: Alia canta, nel singolo Giraffe: «Se mi vuoi scoprire / ti devi allungare / in fondo Dio / non è che un motivo / per guardare in alto / e ci devi passare». Bisogna passarci, da quella fessura, per incontrare altezza, ma è necessario conservare l’amore per il bene anche nel male: Simone Weil  scrisse che se l’anima conserva la capacità di amare anche nella sventura, quella fessura tenuta aperta dall’amore sarà sufficientemente grande per consentire a Dio di passarci, di raggiungerla.

Se i primi due album di Alia Asteroidi e Giraffe – e l’Ep Aria che li precede – sono uniti da questa tensione verso l’alto, il terzo disco, Io so come sei riuscito a vivere senza gli altri, guarda dentro sé e dentro ognuno di noi, ma sempre cercando altezza, come fanno i poeti. È la rara capacità di rinnovarsi restandosi fedeli. Si adattano infatti alla musica di Alia, dagli accordi inaspettati, i versi di Emily Dickinson: «Non conosciamo mai la nostra altezza / Finché non siamo chiamati ad alzarci / E se siamo fedeli al nostro compito / Arriva al cielo la nostra statura».

A precedere il nuovo album di Alia c’è dunque un “trittico verticale” già chiaro dai titoli dei dischi (Aria, Asteroidi, Giraffe) e dai versi di molte canzoni, come in Madonna dell’Umiltà, ispirata da una visita alla omonima chiesa di Pistoia («Io voglio capire / chi mai vorrà una canzone / ferma e reale / come una Madonna / scesa dal suo altare»); o in Verso il centro («Questa vita imperfetta / tiene sempre ciò che dà valore»); o ancora in Giraffe («La poesia è un nido alto, si rivela negli inverni»).

E nei brani che compongono gli album la letteratura avvolge alcune singole canzoni con riferimenti precisi: nell’Ep Aria c’è un brano, Eleonora, in cui si fa riferimento a Gabriele d’Annunzio, e poi c’è Erri, ispirato all’altezza degli alberi e al libro di Erri De Luca Non ora, non qui, mentre il brano finale, Heym, è dedicato al poeta tedesco Georg Heym e alla sua tragica morte nel ghiaccio, nel tentativo di salvare un amico («Ma ora quel ghiaccio è una teca / la tua poesia – il relitto»).

Nell’album Asteroidi è Clemente Rebora ad affacciarsi nel brano Musa («tu, mia zanzara / che succhi dal sangue / la sovranità delle tue verità») e nell’album Giraffe ci sono i bellissimi versi di Hilde Domin, recitati dall’attrice Elisabetta Salvatori, nel brano che si intitola Sei donne: «Questa mia ala tesa: la parola /  con oscillazione invisibile /  mi sono spinta oltre, sono corsa via / con occhi senza palpebre / sopra gli anni e i continenti».

Alia

Tornando all’ultimo lavoro di Alia, Io so come sei riuscito a vivere senza gli altri, già nel titolo evoca quel distacco necessario ai poeti per attraversare tutti i tempi e gli spazi senza mai essere domati, senza mai essere piegati a un solo tempo o a un solo spazio, alla ricerca di realtà e soprattutto di verità. Perciò Alia canta, nel singolo Interlinea «Vorrei una vita manoscritta / nero su bianco di parole»: avvicinando la canzone alla poesia, si può sfiorare quella non contemporaneità che permette di non essere prigionieri del proprio tempo, ma si stare contemporaneamente dietro e davanti il proprio tempo, in posizione eccentrica.

Come eccentrica è la musica di Alia: le sue soluzioni stilistiche, a livello di composizione musicale, sono inaspettate, nonostante risultino semplici, e – come affermava Leopardi – la semplicità è sempre bellezza nelle arti, ma si raggiunge con un intenso studio.

Per questo terzo album, Alia ha scelto produttori diversi, coinvolgendoli anche come musicisti: lo spagnolo Ruben Kielmansegge, il siciliano Fabio Rizzo, il geniale ex Soerba Luca Urbani (già al fianco di Alice, Bluvertigo, Garbo), e il raffinato ex La Crus Cesare Malfatti.

Il loro lavoro, su sette tracce delle nove che compongono il disco, è un prezioso caleidoscopio di personalità che vestono perfettamente il progetto di Alia, coerente nelle sue differenti anime. Due tracce le ha prodotte lo stesso Alia: la bellissima Stevenson che apre l’album, composta dopo aver assistito al concerto milanese di Laura Stevenson, e la struggente 8 febbraio 2020 dedicata al fratello scomparso, brano che rompe quel muro di lava fatto di indifferenza e dolore che spesso ci soffoca.

Per ulteriori approfondimenti è possibile visitare il sito internet del cantautore.

Discografia di Alia

Album
Aria, Neverlab, 2013
Asteroidi, Neverlab, 2014
Giraffe, Pippola Music, 2018
Io so come sei riuscito a vivere senza gli altri, Radici Music, 2022

Singoli/video
Lana
Cats (feat. Raffaella Destefano)
Corteccia
Goldie Hawn (feat. Drusilla Foer)
La lista delle buone intenzioni
Giraffe (feat. Patrizia Laquidara)
L’attraverso
Interlinea
Dolce (acoustic live)
Questo corpo

Francesco Diana

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