Culture

Olivier de Serres e l’agronomia della Riforma

I grandi agronomi della storia. Come molti patrizi provenzali ha aderito al messaggio di Calvino, facendo la ragione ispiratrice della vita. Offre il frutto dell'esperienza acquisita nel Theatre d'agriculture et ménage des champs, trattato che dedica a Enrico IV. Al sovrano che ha restaurato la concordia della nazione dedica la propria opera e offre i propri servizi per ritessere l'ordito dell'agricoltura infranto dalla guerra, il quale accetterà

Antonio Saltini

Agostino Gallo e la prosperità agricola della Rinascenza

I grandi agronomi della storia. Patrizio bresciano che abbandona la città, dove ha svolto attività commerciali, per assumere in prima persona la direzione dell'azienda agricola a Borgo Poncarale, e che dell'esperienza nata dalla decisione riferisce, con estrema penetrazione, nelle Vinti giornate dell'agricoltura et de' piaceri della villa, l'opera che dopo un'edizione minore nel 1564, quando le Giornate sono soltanto dieci, conosce la forma definitiva nell'edizione veneziana del 1569

Antonio Saltini


Perché uccidersi in piena salute?

È successo anche recentemente che una persona per bene, nel pieno della sua vita e senza motivi particolari causati da una malattia, si è tolta la vita. Purtroppo, in questi ultimi tempi si sono ripetuti spesso casi di questo genere, e le domande che si sono affacciate alla […]

Sante Ambrosi


Pietro de’ Crescenzi e i poteri della luna

I grandi agronomi della storia. Bolognese, contemporaneo di Dante, per godere quanto ha accumulato dei propri onorari decide di scrivere un trattato di agricoltura, una materia che il lettore medievale può apprendere solo dalle opere latine minori. Redatta in latino, l'opera che prende corpo dal suo lavoro è la "summa" del sapere agrario scolastico, sarà ricopiata in cento codici, quindi ristampata in decine di incunaboli, cadrà, però, nell'oblio appena si imporranno, anche nella sfera agraria, i canoni della scienza sperimentale

Antonio Saltini


I fasti dell’agronomia all’apice dell’Islam

I grandi agronomi della storia. Lo studio delle opere arabe ci impone di considerare una biblioteca intera di autori che nella lingua dell'Islam scrissero dai Paesi che si affacciano sull'Oceano Indiano a quelli che si bagnano nell'Atlantico, tutti riassunti dallo scienziato Al Awwam, vissuto a Siviglia a metà del dodicesimo secolo, il quale di tutti enucleò le conquiste, di tutti seppe organizzare le cognizioni coordinandole a quelle ereditate dalla cultura greca e latina, compilando di fatto un trattato di agronomia degno di essere collocato a fianco del capolavoro latino di Columella

Antonio Saltini


Lucio Columella e la perpetuazione della fertilità

I grandi agronomi della storia. Patrizio iberico dell'età dei Claudi, dopo avere assolto a prestigiose funzioni pubbliche in regioni diverse dell'Impero, si dedicò all'amministrazione delle proprietà rustiche possedute in Italia. Unendo alla gestione di vaste aziende la lettura di tutte le opere agronomiche greche e latine, maturò le conoscenze che raccolse, con singolare penetrazione scientifica e impareggiabile rigore espositivo, nei dodici libri De re rustica

Antonio Saltini


Sinesio di Cirene e il suo “Elogio della calvizie”

Libri per l’estate 2024. Una testa senza capelli - assicura Sinesio - è segno di saggezza, di integrità morale, persino di buona salute; quella capelluta, invece, di tutto l’opposto. Le prove a favore della sua tesi non mancano al retore, il quale è abilissimo nell’arte della persuasione e ne trova perciò di schiaccianti nella storia, nella poesia, nella filosofia. Ma le ragioni per cui il suo Elogio non può lasciarci indifferenti non finiscono qui, per questo non possiamo che consigliarvi il volume a cura, e con la traduzione, di Anna Rotunno, la quale restituisce un’edizione critica che per la bellezza, novità e intelligenza delle sue soluzioni va subito a divenire reference per l’italiano

Marco Lanterna


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L’agricoltura capitalistica del nemico di Cartagine

I grandi agronomi della storia. Tanto la Grecia quanto Roma conobbero una fioritura rigogliosa di opere agronomiche. Le date della loro composizione si dispiegano tra il secondo secolo avanti Cristo e il secondo dopo Cristo, e possiamo presumere si tratti delle espressioni più significative che le scienze agrarie seppero produrre nel lungo arco della civiltà di Roma. La più antica porta il suggello di Marco Porcio Catone, l'inflessibile censore, l'implacabile alfiere della distruzione di Cartagine, di cui proclamò la necessità di distruggere ogni vestigio, salvando solo il trattato agronomico di Magone, il maestro di agronomia della cultura punica

Antonio Saltini


Quando si rivoluzionò la potatura degli olivi

Alfredo Roventini e Leone Musi sono i nomi di coloro che segnarono un prima e un dopo nell’affrontare tale pratica. All’interno del volume di cui vi parliamo rivedono la luce, dopo anni di oblio, La ricostituzione olivicola attraverso la potatura e La potatura degli olivi due testi fondamentali per il comparto e per gli addetti ai lavori, di cui sono rispettivamente gli autori. Il libro è stato pubblicato dal Circolo di promozione turistica e culturale Badivecchia di Monteverdi Marittimo

Alessandro Colletti


L’interlocuzione tra agricoltori e industria

In un articolo firmato da Luciano Capone sul “Foglio” del 31 maggiio si ipotizza l’apertura di un conflitto tra la Coldiretti e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Il primo fronte tra i duellanti è il famoso emendamento contro il “meat sounding”, passato nella legge che vieta la carne […]

Alfonso Pascale


La sagra dei soliloqui sul cibo

La XV edizione dei Dialoghi di Pistoia, che si svolta dal 24 al 26 maggio, è dedicata al cibo. Alcuni relatori hanno anticipato il contenuto dei loro interventi sulle colonne di giornali nazionali. Lo storico Massimo Montanari (su “Domenica” del “Sole 24 Ore” del 19 maggio 2024) affronta […]

Alfonso Pascale


Vorrei chiederti di quel giorno

Questa recensione del libro di Lorenzo Tosa non contiene spoiler e non anticipa il finale. La trama campeggia già nel sottotitolo: Vita e morte di un ragazzo che era mio padre. L’autore, affermato giornalista, impiega due anni per ricostruire, tassello dopo tassello, la complessa vicenda che si snoda nella Genova operaia degli anni Sessanta e Settanta, in uno scenario fatto di lotte, di contestazioni politica, di scontri generazionali

Ilaria Santomanco


E se il 1° maggio diventasse la Giornata del lavoro e dell’Impresa?

La Costituzione italiana si apre con questa affermazione: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. La formula fu proposta all’Assemblea costituente da Amintore Fanfani che la illustrò con queste parole: “Niente pura esaltazione della fatica muscolare, come superficialmente si potrebbe immaginare, del puro sforzo fisico; ma affermazione […]

Alfonso Pascale