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Non dimentichiamo le olive

Non trascuriamo le olive da tavola. Spesso ci si dimentica della loro importanza nella dieta alimentare. Ecco allora un impegno nel fare formazione e cercare di far acquisire nuove conoscenze. Per esempio, come proporre nei bar e nei ristoranti le olive destinate al consumo diretto e quelle da utilizzare quale ingrediente in cucina. Noi, con Olio Officina Festival, ci siamo affidati a Roberto De Andreis, componente del Gruppo esperti olive da tavola del Consiglio oleicolo internazionale. Deve restare sempre alta l'attenzione

Olio Officina

L’olio è compartecipe della cucina

Secondo lo chef Matteo Scibilia - che vedete qui ritratto da Gianfranco Maggio con, tra le mani, il numero 18 di OOF Magazine - l'olio extra vergine di oliva ha un percorso molto complesso nei ristoranti. Non lo si può far pagare al cliente. "Nonostante che nel mio locale vengano presentati agli ospiti extra vergini differenti per cultivar e origine, io - puntualizza - non li faccio pagare, a differenza del vino. Questo - aggiunge - perché  è sempre stato così. Non c’è mai stato un periodo storico in cui l’olio venisse inserito nel conto insieme alle altre pietanze consumate. Il commensale ad oggi è poco sensibile, non accetterebbe di pagare l'olio che utilizza. Soprattutto se il personale di sala non ha le giuste competenze per saperlo raccontare". E voi, cosa ne pensate?

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Favorire la cultura della differenziazione

Secondo il direttore del Ceq, nonché direttore di Unifol, Mauro Meloni, "anche se lentamente, la cultura  intorno all'olio continua fortunatamente a crescere. Negli ultimi anni sono cresciuti gli oli monovarietali, che hanno dato un'identità alle cultivar; sono cresciuti gli oli biologici, quelli Made in Italy anche di alta qualità, gli oli sostenibili e quelli diversamente certificati, per non parlare delle innovazioni di processo de prodotto, che hanno introdotto nuovi materiali e forme nelle confezioni. E se le Dop non hanno mai trovato terreno fertile tra i consumatori, è perché poco è stato fatto..."

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Le buone letture di un food designer che apprezza l’olio

Si chiama Mauro Olivieri il signore che trovare ritratto in questa foto di Gianfranco Maggio. Si tratta di una figura di riferimento per quanti concepiscono il cibo non solo per il piacere di degustarlo e mangiarlo, ma anche per il lato bello e funzionale con cui ogni ingrediente che entra a far parte di ogni ricetta si presenta ai nostri sensi. Nel numero 18 di OOF Magazine, il food designer Olivieri compare da protagonista in un articolo in cui si presenta un manufatto di sua ideazione, l'Oliena, concepito per esaltare colore, profumi e sapori dell'olio extra vergine di oliva

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Le campagne bruciano, nella totale indifferenza dello Stato

Brucia l'olivo, brucia la vigna, bruciano i campi di grano. I piromani sono entrati in azione nella più totale libertà. Le campagne vengono saccheggiate. Le campagne diventano discarica. Lo Stato nel frattempo dichiara la propria non esistenza scegliendo di abbandonare l'agricoltura a se stessa.  Tutte le parole spese sul territorio, sulla tutela del paesaggio, quando le sentite pronunciare da parte di una figura che rappresenta un organo istituzionale, sappiate che sono vuote e insulse parole ipocritamente articolate solo per fare scena. Gli incendi appiccati dai piromani intanto impazzano, soprattutto nelle giornate più favorevoli, quelle a vantaggio di vento, così da poter causare più danni possibili. Da qui a godere del fuoco che divora oliveti, vigneti, campi di grano ci si mette di mezzo l'indifferenza di Vigili del Fuoco, Polizia, Carabinieri, Vigili urbani. Da parte loro, la più totale noncuranza e insensibilità. Nessuno fa niente. Gli agricoltori sono lasciati nel più totale isolamento. Più dell'atto barbaro dei piromani, ferisce l'assenza dello Stato. Questa, e un'altra immagine, riprende un olivo tra i tanti e una vigna fatti ardere, devastati dalle fiamme, ma lo scenario delle campagne salentine, in provincia di Lecce, è ancora più desolante. Si allertano gli organi preposti, ma non si curano di intervenire. Penseranno, forse: a che servono le campagne? Già, a che servono? Io ritengo che uno Stato che meriti rispetto dovrebbe quanto meno risarcire gli agricoltori per i continui danni subiti

Luigi Caricato


L’olivicoltura d’alta quota ha questi volti

Quelli che vedete sono alcuni tra i protagonisti della rinascita degli olivi posizionati in slta collina e in aree montane. Vengono tutti dalla Liguria, dove è nato il movimento culturale TreeDream. Hanno tutti un obiettivo importante: evitare l'abbandono della coltivazione in quei territori dalla orografia complessa. In questa foto trovate i volti di chi crede nella olivicoltura quale presidio del paesaggio e delle comunità rurali: Giuseppe Stagnitto, portavoce TreeDream; Samuele Cama, maestro di muretti a secco; Luciano Gallizia, presidente Cooperativa di Arnasco; Nicola Piccardo, olivicoltore; Fabio Dell’Oriente, oloivicoltore; e Flavio Lenardon, presidente movimento culturale TreeDream

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A scuola di assaggio con le olive da tavola

C'è tutto un mondo, ancora inesplorato, da scoprire. La bontà di un'oliva da mensa la si può riconoscere in tutta evidenza attraverso il giusto approccio sensoriale, acquisendo le opportune tecniche di degustazione, con l'utile supporto di un apposito righello. Nel corso della settima edizione del Forum Olio & Ristorazione si è svolto un corso di assaggio organizzato da Olio Officina sotto la direzione del capo panel Roberto De Andreis

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L’olio da meditazione

Nella foto, mentre si accinge a gustare un calice d'olio, potete ammirare l'assaggiatrice Onaoo Elena Tordi. Partecipando alla settima edizione del Forum Olio & Ristorazione, ha avuto modo di chiedere se si conosca il vino da meditazione. Ebbene, proprio ascoltando i relatori del Forum la Tordi ha pensato "ai grandi vini che non hanno bisogno di accompagnare alcun cibo", ma che "soltanto a fine pranzo, o cena, possono creare conversazioni, pensieri e parole. Ci sono vini aromatici di buona qualità - ammette Elena Tordi - serviti alla giusta temperatura in un bicchiere regale", bevendolo "con amore , e sorseggiandolo perché duri a lungo. Ecco - aggiunge - penso a un bicchiere regale anche per l’olio da olive di qualità, così da soddisfare tutti i sensi la vista, il colore, l’olfatto, il tatto, il gusto e l’udito. Capisco - chiarisce - vi starete chiedendo che il rito dell’olio non può essere come il rito per il vino, sì, ma io insisto e sono convinta che un buon ristorante, magari con oleoteca, potrà guidarci nella scelta assecondando ogni nostra esigenza"

Come per ogni vino importante che deve avere un suo particolare bicchiere anche per l’olio in base ad ogni olivigno si potrà avere un bicchiere particolare.
L’olio di intrattenimento e perchè no l’olio da meditazione e da raccontare.

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Tanta musica per il palato

C'è olio e olio. Alcuni di questi ci invitano all'ascolto. Come l'olio "Musicale" del Frantoio di Sant'Agata d'Oneglia della famiglia Mela, espressione identitaria per palati fini. Sarà possibile degustarlo nell'ambito della settima edizione del Forum Olio & Ristorazione

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Gli occhi puntati sul bicchiere dell’olio

L'olio al centro di ogni attenzione. Si avvicina il giorno del Forum Olio & Ristorazione, lunedì 27 maggio, e lo sguardo si rivolge al contenitore attraverso il quale si assaggia e si valuta l'olio extra vergine di oliva. In questa foto di Gianfranco Maggio l'artista Ornella Piluso in compagnia dell'oleologo Luigi Caricato

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Evviva, ecco svelata la copertina del numero 18 di OOF Magazine

È in corso di stampa ed è già prenotabile. Sarà disponibile a partire dal 27 maggio. Come si evince dagli strilli di copertina, il tema della monografia è tutto incentrato sugli extra vergini dall'origine certificata Dop e Igp. L'appellativo di "oli con nome e cognome" è una brillante e felice intuizione dell'imprenditrice olearia Laura Turri, past president del Consorzio dell'olio Dop Garda. L'illustrazione è di Doriano Strologo

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Una Giornata mondiale del libro oliocentrica

Poteva forse Olio Officina, nella giornata di martedì 23 aprile, non ricordare ai suoi lettori alcune delle sue pubblicazioni che hanno segnato questi anni di attività editoriale? Noi ci crediamo davvero, nella cultura e nell’importanza di diffonderla attraverso quanti più modi possibili: speriamo di trovare anche in voi un supporto costante. Cliccando qui potete trovare tutti i titoli dedicati agli appassionati oleofili

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Con tutti questi olivi l’olio è assicurato

C'è anche chi investe in olivicoltura in Italia. Questa foto è di Pasquale Manca, il titolare e amministratore delegato di Domenico Manca Spa, azienda a filiera completa con sede ad Alghero, in Sardegna. Sul mercato è presente con il marchio Olio San Giuliano. Con il progetto NovOlivo la famiglia Manca si è impegnata nell'investire in modo concreto, e non solo a parole, in una nuova e più efficiente olivicoltura

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Le buone letture dell’artista Silvia Rastelli

Nell'ambito della tredicesima edizione di Olio Officina Festival ha dominato la scena con la performance Battesimo dell’arte. Dell’olio il canto, insieme con il musicista e compositore Denny Cavalloni. Oggi, per quanti desiderano di apprezzare le sue opere, vi invitiamo alla Galleria Biffi Arte di Piacenza, dove in esposizione dal 6 aprile fino al 14 maggio si può assistere alla mostra antologica dal titolo fram | menti

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Giuseppe Capano, uno chef oliocentrico

Maestro di cucina, chef e autore di numerose pubblicazioni, sempre con l'olio al centro dell'attenzione. Nel ritratto di Gianfranco Maggio, lo vedete con il numero 17 di OOF Magazine in evidenza. Nel corso della tredicesima edizione di Olio Officina Festival ha ricevuto il Premio Olio Officina Cultura dell'olio: "il cibo, con lui, non è spettacolarizzazione, ma cultura, condivisione e convivialità"

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