Economia

Come è andata l’olivagione 2023 per l’olio Dop Umbria

Sono quasi 4.220 le tonnellate di olive da cui sono stati estratti nei frantoi circa 686 mila litri di olio extra vergine di oliva potenzialmente atti a divenire olio a denominazione di origine protetta. Nel frattempo, a fine gennaio 2024 sono stati effettuati 87 prelievi che hanno consentito la certificazione di circa 225 mila litri a marchio Dop, confermando il medesimo trend dell’annata 2022

Olio Officina

Lo stato del comparto oleario al 31 gennaio 2024

Secondo i dati forniti dall'Icqrf, sulla base dei dati contenuti nei registri telematici dell'olio, gli operatori del settore risultano pari a 22.680, dei quali restano in giacenza 269.574 tonnellate di olio da olive con aumento del 13,9% rispetto al 31 dicembre scorso (236.602 t). Le giacenze di olio sono inferiori (-14,5%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

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Lo stato del comparto oleario al 31 dicembre 2023

Secondo i dati forniti dall'Icqrf, sulla base dei dati contenuti nei registri telematici dell'olio, gli operatori del settore risultano pari a 22.648, dei quali restano in giacenza 236.602 tonnellate di olio da olive con aumento del 32,2% rispetto al 30 novembre scorso (178.960 t). Le giacenze di olio sono inferiori (-23,9%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

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Come è cambiato lo scontrino degli italiani, a partire dall’olio Evo

All’interno del comparto degli oli vegetali si evidenzia il sostanzioso incremento dei prezzi medi per l’olio extra vergine di oliva, con aumento del 29,7%, come emerge dal Report a cura di Ismea. Importanti anche gli aumenti di spesa per le carni (+7,6%) e anche il settore degli ortaggi – freschi e trasformati – cresce del 9,4% trainato dai prezzi delle patate e dei prodotti trasformati a base di pomodoro

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L’importanza dell’extra vergine italiano per il Canada

Come si legge nel Report redatto da Ismea, utile per le aziende interessate a esportare olio in Canada, gli acquisti di Evo italiano valgono 65 milioni di euro nel 2022, per volumi pari a 14 mila tonnellate. Nell’ultimo anno, sulla spinta dell’inflazione e della scarsità dell’offerta, aumenta il valore dell’import dall’Italia (+17% sul 2021), sebbene le quantità acquistate nel 2022 siano inferiori a quelle dell’anno precedente (-10%).

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Lo stato del comparto oleario al 30 novembre 2023

Secondo i dati forniti dall'Icqrf, sulla base dei dati contenuti nei registri telematici dell'olio, gli operatori del settore risultano pari a 22.546, dei quali restano in giacenza 178.960 tonnellate di olio da olive con aumento del 25,9% rispetto al 31 ottobre scorso (142.181 t). Le giacenze di olio sono inferiori (-33,5%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

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Sarà un 2024 carico di tensioni per il settore oleario spagnolo

Le reazioni del settore sono unanimi. Di fronte a raccolti così scarsi, tutti perdono e nessuno vince. L’intera catena del valore sta soffrendo, anche se a volte i prezzi si sono triplicati. Ma non ci si arrende. Sono molti i filoni di ricerca e i progetti in fase di sviluppo per fronteggiare i condizionamenti del cambiamento climatico. Riguardo poi alle problematiche dei panel test, è in corso  anche in Spagna  un dibattito molto importante. Nostra intervista a Nieves Ortega, direttrice della rivista Olimerca

Luigi Caricato


I fermi in Dogana mandano in tilt l’import-export degli oli

Non è affatto semplice commercializzare gli oli da olive, in particolare l’olio extra vergine di oliva. Sono infatti troppi, e il più delle volte anche esagerati, i pur legittimi quanto doverosi controlli. Tale attività, quanto mai utile e preziosa, è tuttavia gravata da una esasperante burocrazia, la quale, anziché favorire il commercio degli oli, riesce con grande successo nell’ingrato compito di generare cospicui danni economici e di immagine alle imprese e al prodotto. Non sarebbe forse il caso di snellire le operazioni e rivedere e semplificare le logiche dei controlli?

Luigi Caricato


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Cosa succede quando si strumentalizza l’agricoltura per inseguire populisti e sovranisti?

Anziché ridiscutere con socialisti, liberali e verdi l’impostazione del “Green Deal” per l’agricoltura, il Ppe ha preferito "picconare" la coalizione politica a suon di emendamenti non concordati con la maggioranza, così, alla fine, ha votato con le formazioni populiste e sovraniste per bocciare la direttiva. L’esito dello scontro ha reso evidente la strumentalità dell’operazione. Ha sicuramente accontentato ristretti ambiti agricoli che si crogiolano nella difesa dello “status quo”, ma ha mortificato la componente imprenditoriale e innovativa dell’agricoltura europea che avrebbe preferito un confronto sul ruolo che il settore primario può svolgere nella transizione ecologica

Alfonso Pascale


50 attestazioni di origine possono salvare l’olivicoltura italiana?

Possiamo pur ritenerci felici e soddisfatti, giacché vantiamo ben 42 Dop e 8 Igp olearie, ma, a conti fatti, tutto ciò genera per davvero un’economia reale? Il fattore IG, che sta per Indicazioni geografiche, funziona anche per l’olio extra vergine di oliva? Intanto sono solo 24 i consorzi di tutela sul totale di 50 prodotti certificati, il che suona alquanto anomalo. A parte ciò, resta comunque viva l’importanza e la centralità delle attestazioni di origine

Luigi Caricato


Lo stato del comparto oleario al 31 ottobre 2023

Secondo i dati forniti dall'Icqrf, sulla base dei dati contenuti nei registri telematici dell'olio, gli operatori del settore risultano pari a 22.410, dei quali restano in giacenza 142.181 tonnellate di olio da olive con riduzione del 7,7% rispetto al 30 settembre scorso (153.970 t). Le giacenze di olio sono inferiori (-34,3%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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La produzione olearia in Italia si attesta a circa 289mila tonnellate

Le prime stime di Assitol registrano un recupero di circa il 20%, rispetto alle 240mila tonnellate dello scorso anno. Se per Puglia, Sicilia e Calabria i dati sono positivi, si presenta decisamente negativo l’andamento per il Centro-Nord, pesantemente colpito da eventi metereologici estremi. La Spagna, primo produttore mondiale, soffre ancora la crisi idrica causata dalla siccità, e non andrà oltre le 765mila tonnellate, dimezzando così i suoi consueti quantitativi

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Entra in scena una nuova Dop per la Turchia olearia

È stata recentemente pubblicata la domanda di registrazione dell’olio extra vergine di oliva “Aydın Memecik Zeytinyağı” sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. È un olio caratterizzato da un intenso sentore fruttato, una pronunciata amarezza e piccantezza. La varietà di olive da cui è ottenuto, Memecik, è ampiamente coltivata nella regione dell’Egeo meridionale

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Una olivagione difficile anche per il Marocco

La campagna olivicola 2023-24 sarà in calo per il secondo anno consecutivo, aggirandosi tra le 80mila e le 100mila tonnellate. La scarsa produzione, con una diminuzione tra il 35% e il 45% rispetto alla media delle precedenti, ha portato il Paese a limitare le esportazioni – fino al 31 dicembre 2024 - sia di olio sia di olive, come spiega Noureddine Ouazzani, direttore dell'Agro-pôle Olivier ENA Meknes, in una dettagliata intervista per i lettori di Olio Officina

Luigi Caricato