Sul primo numero della rivista di carta Gastrorama abbiamo dedicato uno spazio di rilievo a una intervista a tre figure interne all'azienda Olio Dante. Sono stato io a firmare questa intervista, soddisfatto delle risposte date e curioso di conoscere le ragioni che hanno spinto questa casa olearia a reintrodurre sugli scaffali il desaparecido olio vergine di oliva.

Confesso che mi ha fatto molto piacere questa iniziativa commerciale, che reputo essere anche una brillante operazione di marketing culturale. L’ho più volte sollecitata, in realtà, pur nel disinteresse generale. In tanto obiettavano che non vi era posto per accogliere una categoria merceologica che si era resa rarefatta ma che pur si continua a produrre. Perché l’olio vergine di oliva c’è. Perché allora non proporlo al consumatore come “olio democratico”, accessibile a tutte le tasche e particolarmente adatto a usi in cottura?

Ecco allora la buona notizia, quando vengo a sapere che contro ogni pregiudizio e paura questo coraggio l’ha intrapreso Olio Dante. Da qui l’intervista a Donatella Ucci, dell’area Marketing, a Salvatore Falco, dell’area Ricerca & Sviluppo, e ad Antonio Lamparelli dell’area Commerciale di Olio Dante.

È emerso un quadro interessante. Credetemi sulla parola, contro ogni legittimo dubbio. Questa operazione era da tempo necessaria, era da fare per risanare un comparto che si è impantanato sul fronte degli oli extra vergini di oliva mettendoli in un vortice concorrenziale che ne ha minato di fatto il valore depauperandone anche l’immagine. Non è infatti accettabile che l’olio extra vergine di oliva sia divenuto nel tempo una commodity. L’olio vergine di oliva fungeva da cuscinetto. È un prodotto intermedio che ci consegna la natura e che va accolto.

Per questo oggi vi propongo alcuni stralci dell’intervista, ma vi consiglio di leggerla integralmente, prendendo il numero di esordio della nostra nuova rivista di carta, Gastrorama.

Donatella Ucci, area marketing Olio Dante

Ho chiesto a Donatella Ucci, area Marketing di Olio Dante, che tipo di messaggio intendono lanciare con questa operazione, e lei mi ha risposto che “si è sempre pensato che l’extra vergine sia l’unica scelta possibile per un uso quotidiano in cucina. Invece, valicando i limiti di questo modo di pensare, abbiamo deciso di lanciare un prodotto che possa raggiungere quella fetta di consumatori che non è così affezionata all’extra vergine, che è propensa a provare anche altro e che gradisce gusti più miti. Al tempo stesso, si tratta di una scelta naturale e qualitativamente fondata ma che strizza l’occhio anche al portafoglio”.

Si desume che l’olio di oliva vergine sua una inedita soluzione di mercato utile di questi tempi così indefiniti. E lei, Donatella Ucci conferma che si tratti di “un ottimo compromesso: un olio vergine con un buon profilo analitico può essere una scelta eccellente e conveniente, per chi desidera usare un ottimo condimento senza dover necessariamente optare per l'extra vergine”.

E aggiunge: “Se si preparano piatti che in cottura richiedono abbondante olio, l'olio vergine è l’opzione più razionale, ma può essere ideale anche per fritture e conserve. Inoltre – precisa la respoinsabile marketing di Olio Dante –  grazie al suo gusto più neutro rispetto a un extra vergine che presenta profili di amaro e piccante, è indicato se si sta cucinando un piatto dai sapori molto delicati che non si vogliono coprire con l'irruenza di un olio Evo corposo: un olio vergine può infatti risultare meno invasivo al palato”. Ecco allora che la Ucci consiglia l’olio vergine per un impiego principalmente in cottura, per la preparazione di sughi, salse e arrosti”.

Insomma, ci sono soluzioni nuove che vanno considerate e vagliate, perché di fatto l’olio vergine di oliva esiste, si produce ed è giusto e opportuno presentarlo sullo scaffale. Non lede la dignità degli extra vergini, semmai la esalta. Che peccato aver perso l’occasione di essere presenti con questa categoria merceologica che merita di essere riconsiderata.

Vedremo come reagirà il mercato. Per ora abbiamo il prodotto a marchio Olio Dante ed è una scelta giusta, etica, e valida anche sul piano commerciale e prettamente pratico.

Cosa penseranno i cultori dell’olio extra vergine di oliva che abiurano le restanti categorie merceologiche che rientrano negli oli da olive?

Si ha la fortuna di avere ben quattro differenti oli derivanti dall’oliva, c’è una scala di valore, e si trascura questa piramide della qualità per snobismo o ignoranza, quando invece si arricchirebbe il mercato e si aprirebbero nuovi scenari di consumo, senza più svilire il vertice di questa piramide che è l’olio extra vergine di oliva.

Ci vuole più rispetto per la materia prima. La piramide della qualità ha un suo vertice che deve rimanere tale e posizionarsi bene sul mercato, senza subire quell’ondata di oltraggio delle vendite in sottocosto.

È decisamente assurdo aver spogliato di valore l’olio extra vergine di oliva e aver per contro demonizzato le restanti categorie olio vergine di oliva, olio di oliva e olio di sansa di oliva.

Forse ci vorrebbe un esame di coscienza sui pesanti errori commessi dal settore, perché gli errori sono tutti del comparto non di nemici esterni. Il sottocosto è il frutto di strategie errate e con questa ripartenza con l’olio vergine di oliva si può correre ai ripari e restituire il giusto valore a ogni distinta classe merceologica, perché alla base di tutto c’è l’oliva.

Volete saperne di più? Leggete l’intervista integrale apparsa sul numero 1 di Gastrorama.

Intanto, in attesa di riprendere il tema olio vergine di oliva, vi lascio con le parole di Salvatore Falco dell’area Ricerca & Sviluppo di Olio Dante: “si è fatto finta di non vedere un prodotto che c’era”. Ecco, in tanti, per alcuni decenni, dagli anni Ottanta in avanti, hanno chiuso gli occhi su quanto di più prezioso appartiene alla categoria degli oli da olive: la complessità, la varietà, la poliedricità di una gamma di oli senza precedenti nella storia dei grassi alimentari. Si ha forse paura delle tante declinazioni di prodotto?

Riorneremo presto sul tema olio vergine di oliva.