"Portare l’olio in tavola - sostiene l'architetto Frenz Cuttica - crea un momento conviviale di assaggio e di confronto tra i commensali, facendolo diventare a tutti gli effetti un’esperienza sensoriale, dove i sensi di ciascuno vengono sollecitati e messi a confronto, favorendo la capacità di descrivere le proprie percezioni. Gli oli proposti dallo chef - precisa Cuttica - non vengono più lasciati in tavola alla mercè del cliente per un assaggio isolato e triste, ma diventano protagonisti assoluti di un momento di condivisione, dove tutti gli elementi entrano in gioco e partecipano attivamente a una scena coinvolgente e divertente".
Il progetto Alos, è questo il nome, è stato premiato nell'ambito del contest Forme Design, proprio da Olio Officina, e ora, quel progetto da prototipo è diventato ora realtà ed è già disponibile in diverse versioni per quanti vogliano sperimentarlo al ristorante. Un motivo in più per essere presenti al Forum Olio & Ristorazione per ascoltare l'intervento dell'architetto e designer Frenz Cuttica e della copywriter Daniela Ferrando.
Il nome Alos deriva dal greco e si traduce in “aureola”, dove al posto delle luci ci sono fori posti a una distanza regolare, nei quali sistemare diversi tipi di accessori studiati per l’assaggio dell’olio. Ora, l'attesa ormai è finita e non resta altro che toccare con mano i manufatti nelle varie formulazioni modulari.