Codice Oleario

Olivicoltura e arte olearia a Malta

L’intervento del Ministro dell’agricoltura della Repubblica di Malta alla quinta edizione di Olio Officina Festival. Uno sguardo lucido su un Paese noto soprattutto per il turismo, molto meno invece per la sua olivicoltura. Qual è lo stato dell’arte, per ciò che concerne la coltivazione degli olivi e la produzione dell’olio? Quali sono le tendenze di consumo e com’è percepito l’olio da olive?

Roderick Galdes

Olivicoltura e arte olearia a Malta

Signore e Signori, in primo luogo vorrei dire che è un onore per me essere qui a Olio Officina Festival, a relazionare su un prodotto che è cosi’ caro alla nostra isola: l’olio da olive.
Come ben sapete, Malta è un’isola nel cuore della regione del Mediterraneo, in prossimità della Sicilia. La nostra economia dipende grandemente dal turismo, con oltre un milione di vistatori che soggiornano ammirando il nostro arcipelago ogni anno.

I turisti vengono per trovare piacere nel nostro clima invernale mite e affollano la nostra isola durante i mesi estivi, per godere delle spiagge pittoresche. Tuttavia, negli anni recenti, abbiamo notato che i nostri turisti hanno iniziato a cercare qualcosa in più delle estati piacevoli. Oggigiorno, i turisti hanno iniziato a richiedere di assaporare e prendere con loro qualcosa che sia maltese.

I turisti fanno questo, comprando prodotti locali, coltivati a Malta. Hanno anche inziato a richiedere di prendere diretta visione della realtà delle nostre campagne e di vivere un’esperienza della vita rurale maltese. Tutto ciò è certamente curioso, considerando che si sta parlando di un’isola più piccola dell’area metropolitana di Milano; ma, tornando all’olio d’oliva, non posso non menzionare menzionare l’albero da cui si ricavano le olive: l’ulivo. E’ una pianta sempreverde, un albero resistente ed esteticamente piacevole. Anche durante la calda stagione estiva che abbiamo a Malta, l’albero d’ulivo, insieme alle nostre viti, è uno dei pochi elementi che rimangono verdi nei nostri campi. I nostri alberi d’ulivo non sono concentrati in piantagioni, ma si estendono lungo l’intero territorio maltese, creando un paesaggio unico, dove gli alberi di ulivo sono visti come alberi che offrono riparo agli agricoltori, durante i caldi mesi estivi.

Malta ha un’antica storia e un forte legame con la coltivazione degli olivi, che risale a oltre duemila e trecento anni, portata avanti dai Fenici, così come dai Romani. Tutto ciò è anche testimoniato dai nomi di alcune cittadine che sono chiaramente legate a questa coltivazione. Abbiamo centri urbani chiamati Birzebbuga (che significa “la buona oliva”), Ghajn Zejtuna (che, tradotto, significa “olio primaverile”) e iz-Zejtun (che vuol dire “olio cultura”). Gli inglesi hanno cambiato la cultura locale, influenzando l’agricultura maltese. Nel corso dei decenni, la produzione di olio da olive ha avuto un arresto, ma nel corso degli anni Novanta dello scorso secolo c’è stata una riscoperta di tale coltivazione da parte degli agricoltori, i quali hanno ripreso a investire nel settore dell’olio d’oliva.

Al momento Malta ha centonove ettari, con circa trentacinque mila alberi di ulivo, divisi in circa millecinquecento aziende agricole. Ciò a causa della piccola dimensione dell’isola e a seguito anche della frammentazione dei poderi agricoli. Produciamo cinquanta tonnellate di olio d’oliva, la cui lavorazione è portata avanti da nove frantoi, a Malta e a Gozo.
Le varietà coltivate sono generalmente importate dall’Italia: cultivar Frantoio, Leccino, Carolea, Coratina, Pendolino e Cipressino. Tuttavia, il ritrovamento di alberi secolari testimonia la presenza di antiche coltivazioni autoctone. La più comune è il Bidni, varietà che prende il nome dal villaggio di Bidnija, dove una doppia varietà in uso è stata scoperta, rivelandosi forte e resistente, nonostante la piccola dimensione del frutto, molto ricco in olio, e che fa di questa cultivar una varietà molto più adatta all’estrazione.

Tornado al settore del turismo, ho precedentemente menzionato i turisti che cercano ulteriori elementi oltre alle spiagge e al divertimento. Gli operatori coinvolti nel settore dell’olio hanno compreso le esigenze dei turisti e hanno recentemente visto il loro crescente interesse verso la produzione dell’olio d’oliva maltese.

L’olio da olive è richiesto dal turista, che richiedono di assaggiarlo con il nostro delizioso pane, ed è inoltre richiesto anche nei negozi, per essere acquistato come souvenir; ed è proprio come un souvenir che viene visto dagli occhi del turista: è un po’ come portare un pezzo di Malta con sè nel proprio paese. Quest’olio che i turisti portano nelle propie case, di ritorno da Malta, può così essere condiviso con gli amici e in famiglia. Il ritrovamento di coltivazioni autoctone ha dato anche il via a un crescente interesse per l’unicità del prodotto che ne deriva.

L’interesse è stato anche avviato anche a livello interno, da parte del consumatore locale, dove noi stiamo riscontrando un costante aumento di richiesta del prodotto.

L’industria dell’olio d’oliva è anche diventata più importante per l’industria del turismo, giacchè la piantagione degli alberi d’ulivo crea un elemento paesaggistico molto piacevole, rendendo più belle le campagne che i turisti, oltre che la gente del posto, desiderano esplorare. L’albero d’ulivo porta così con sè un valore in più all’industria del turismo stesso. A tutto ciò si è unito un ulteriore fattore culturale, particolarmente in linea con la promozione della dieta Mediterranea, in un contesto in cui l’olio da olive è uno dei suoi principali elementi fondanti.

Oggigiorno, la produzione di olio d’oliva rimane ancora limitata, ed è intenzione del governo maltese di sostenere l’organizzazione di tale settore. Per promuoverne lo sviluppo, ma anche per far sì che i consumatori attribuiscano un valore. Al momento stiamo stabilendo un programma che permetterà ai produttori di partecipare a un progetto di qualità garantita. Tale programma servirà come incentivo per migliorare la professionalità degli operatori del settore e consolidare quanto è già stato raggiunto dall’industria dell’olio d’oliva a Malta. Servità tale programma anche quale piattaforma per fornire la qualità dell’olio d’oliva ai nuovi consumatori e al mercato.
E’ attraverso programmi come questo che noi possiamo garantire il consumatore per il nostro olio d’oliva, confermando che il prodotto che si ottiene riflette le caratteristiche e l’uinicità peculiari del nostro arcipelago.

Dobbiamo soffermarci anche sugli alberi, gli alberi d’ulivo, che, come già evidenziato, si aggiungono alla caratterizzazione estetica della nostra isola. Tutto ciò porta maggiore bellezza a Malta. Le passeggiate lungo i sentieri di campagna non sarebbero più le stesse senza la protezione offerta dagli alberi. A parte questo aspetto, l’albero d’ulivo offre una idea concreta e reale di Mediterraneo che può essere riscontrata solo in questa area. Dobbiamo proteggere l’olivo. Abbiamo già messo a punto delle politiche e delle misure rigorose, che penalizzano coloro che danneggiano gli ulivi; ma contiamo anche sulla cooperazione dei Paesi del Mediterraneo per proteggere l’albero d’ulivo.

Vediamo i nostri vicini italiani che stanno attraversano uno stato di crisi, con ettari di terra coltivati a ulivo, alcuni dei quali secolari, estirpati a causa della Xylella fastidiosa. A tal riguardo dobbiamo prendere misure necessarie a far sì che questa infezione non si diffonda e non continui a invadere la regione del Mediterraneo. Dobbiamo comprendere che minacce come questa non sono solo una minaccia all’industria, ma all’identità Mediterranea, a un simbolo che è comune a tutta la regione.

Concludo ringraziando ciascuno di voi per il vostro tempo e, spero, che attraverso Olio Officina Festival noi possiamo continuare a celebrare e promuovere l’olio d’oliva non solo come un prodotto di eccellenza, ma anche come cultura, una cultura Mediterranea, fatta di ospitalità, salubrità e stile di vita.

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