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Quattro secoli dopo la “Storia della colonna infame”, anche la “vicenda della Xylella fastidiosa” continua a insegnarci

Luciano Capone

Di diverso rispetto al ’600 raccontato da Alessandro Manzoni c’è che il sistema giudiziario non prevede più la tortura. I ricercatori non saranno costretti, come Mora e Piazza, a confessare sotto indicibili sofferenze di essere untori, lo Iam non verrà abbattuto e al suo posto non verrà eretta una Colonna infame per ricordare la cospirazione. Ne sono stati fatti di progressi per tutelare gli innocenti. Ma quattro secoli dopo la “Storia della colonna infame”, anche la “vicenda della Xylella fastidiosa” continua a insegnarci che “il sospetto e l’esasperazione, quando non sian frenati dalla ragione e dalla carità, hanno la trista virtù di far prender per colpevoli degli sventurati, sui più vani indizi e sulle più avventate affermazioni”.

Luciano Capone su Il Foglio (Storia della Xylella infame) del 29 aprile 2015

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