Economia

Cosa significa Next Generation Eu

Le nuove proposte della Commissione Europea costituiscono una grande opportunità per l’agricoltura. Tuttavia, la loro implementazione costituisce indubbiamente anche un’enorme sfida politica, perché fa emergere in modo impietoso alcuni nodi irrisolti delle politiche agricole e degli assetti istituzionali

Alfonso Pascale

Cosa significa Next Generation Eu

I nodi irrisolti delle politiche agricole non possono più essere affrontati in modo separato l’uno dall’altro, con un approccio settoriale e specialistico, senza mettere a repentaglio la stessa comprensione dei fenomeni e delle vicende collegati. 

Solo tenendo insieme strettamente le differenti tematiche è, infatti, possibile scegliere soluzioni strategicamente efficaci che permettano all’Ue di riavviare il processo di integrazione e di raccogliere le sfide globali.  

Un nuovo strumento per la ripresa

Per contribuire a riparare i danni economici e sociali causati dalla pandemia di coronavirus, rilanciare la ripresa europea, proteggere l'occupazione e creare posti di lavoro, la Commissione europea ha proposto un massiccio piano per la ripresa che punta a sfruttare fino in fondo il potenziale del bilancio dell'Ue. 

Si chiama Next Generation Eu” e prenderà a prestito 750 miliardi di euro sui mercati finanziari che saranno versati agli Stati più in difficoltà. Almeno 500 miliardi saranno sotto forma di sussidi. Altri 250 miliardi di euro saranno sotto forma di prestito. Questi miliardi saranno erogati attraverso i programmi europei e saranno rimborsati attraverso i futuri bilanci dell’Unione. Quindi dagli Stati nel loro complesso con le quote con cui finanziano il budget comunitario ogni anno. Quando saranno rimborsati? Non prima del 2028 e non dopo il 2058. Gli Stati avranno almeno otto anni di “respiro” per poter far riprendere le loro economie e iniziare a restituire.  «L’Europa è una storia generazionale. E ogni generazione in Europa ha la sua storia», ha esordito la presidente della Commissione durante la sessione straordinaria del Parlamento europeo che si è svolta il 27 maggio scorso. Il bilancio dell’Unione europea 2021-2027 sarà di 1,1 trilioni di euro (1100 miliardi). Tra “recovery fund” e budget Ue il pacchetto è di 1850 miliardi. 

Non è facile raccogliere 750 miliardi di euro sui mercati finanziari. La Commissione europea dovrà convincere gli investitori che certamente rimborserà un giorno i soldi prestati. Per questo l’UE alzerà temporaneamente il limite fissato per le proprie risorse fino al 2% del reddito nazionale lordo europeo. Ovvero l’importo massimo dei fondi che l’Unione può richiedere agli Stati membri per finanziare le proprie spese. Aumentare questa “cassa” è il modo per aumentare agli occhi dei mercati la sua reputazione di soggetto affidabile. 

Per finanziare le iniziative più urgenti la Commissione propone anche di modificare il budget 2014-2020 per avere subito 11,5 miliardi quest’anno.

I fondi raccolti dal Next Generation Eu saranno investiti su tre pilastri. Il primo riguarda gli Stati a cui andranno 560 miliardi, 310 di sovvenzioni e 250 miliardi di prestiti. Tutti i Paesi potrebbero accedere in teoria agli aiuti ma i versamenti saranno più cospicui a favore degli Stati in difficoltà. A questi si aggiungono 55 miliardi di euro che saranno erogati attraverso i fondi per la coesione che molti Paesi, come l’Italia, già usano da anni. Ma avranno una nuova cornice: React-Ue (“reazione”) che assegnerà i fondi tenendo conto dell’impatto della crisi economica nella disoccupazione, in particolare quella giovanile, e di altri aspetti socioeconomici. 

Il Fondo europeo agricolo avrà altri 15 miliardi per sostenere le aree rurali e realizzare i cambiamenti strutturali necessari in linea col Green Deal europeo. Mentre il Fondo per la “transizione giusta” arriverà a 40 miliardi di euro per aiutare gli Stati membri ad accelerare il passaggio verso la neutralità climatica.

Gli altri 190 miliardi la Commissione li userà per stimolare le banche a salvare le aziende e gli imprenditori a investire impegnandosi a supportare una parte dei finanziamenti. Questo Solvency Support Instrument (strumento di supporto alla solvibilità) sarà operativo già quest’anno e avrà un budget di 31 miliardi di euro. L’obiettivo è usare questi miliardi per sbloccarne altri 300 miliardi per sostenere la solvibilità delle aziende.

La Commissione aggiornerà anche il suo programma InvestEu a 15,3 miliardi di euro per mobilitare investimenti privati ​​su progetti in tutta l’Unione. Dentro questo progetto, Bruxelles punta a usare un altro strumento strategico per generare investimenti fino a 150 miliardi di euro. L’Unione non vuole trovarsi impreparata nella prossima crisi sanitaria. Per questo ha voluto creare il piano Eu 4 Health con un budget di 9,4 miliardi di euro. Mentre il meccanismo di protezione civile dell’Unione, Resc Eu, che già esiste e ha contribuito a distribuire mascherine e guanti e a favorire lo scambio tra medici, avrà 2 miliardi in più. 

La Commissione, infine, metterà a disposizione 94,4 miliardi di euro per finanziare la ricerca vitale in materia di salute e transizioni verdi e digitali all’interno del programma Europe Horizon.

Nel suo discorso al Parlamento europeo, la Presidente della Commissione ha esplicitamente citato l’agricoltura di precisione: «Next Generation EU farà sì che l'Europa rimanga all'avanguardia in settori chiave come l'intelligenza artificiale, l'agricoltura di precisione o l'ingegneria verde».

Si apre, dunque, una fase politica molto delicata che imporrebbe un dibattito pubblico molto serrato su quali obiettivi strategici puntare, dove impiegare questo denaro e per fare che cosa. Un confronto alla luce del sole, senza ricorrere a task force o a comitati tecnico-scientifici, ma con un grande impegno nazionale della politica, dell’amministrazione e dei media. 

[fine prima puntata, prosegue]

La foto di apertura è di Olio Officina

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maurizio ceci

maurizio ceci

13 giugno 2020 ore 09:17

Gent.le Dr. Pascale,
volevamo ricordare l’annoso problema della Federconsorzi che a nostro modo di vedere si sposa molto bene con ciò che significa “Next Generation Eu” - Rural Development. Il pacchetto che per l’Italia dovrebbe ammontare a 172,7 miliardi di euro. 81,807 miliardi come aiuti e 90,938 miliardi come prestiti.
Nonostante siano trascorsi oltre 25 anni, la Federconsorzi continua a far parlare di se. Gli ex dipendenti che hanno avviato nei confronti del Ministero delle Politiche agricole un’azione risarcitoria per i danni subiti, chiedono l’apertura di un tavolo di trattativa che porti alla chiusura stragiudiziale dell’annosa vicenda. La nostra tesi, condivisa anche da Lei Dr. Pascale nel febbraio 2019, è: “se tutti avessero fatto il proprio dovere, Ministri, direzioni deputate al controllo, sindaci e commissari di governo dopo, la crisi non sarebbe nata ed il crack non sarebbe mai avvenuto”. Il Ministero delle Politiche agricole ha un solo modo per compiere un gesto riparatorio: prendere atto che la “mancata vigilanza” c’è stata e riconoscere ai ricorrenti un giusto risarcimento. Così da creare una condizione di giustizia in uno scandalo privo di colpevoli. Anche il Sottosegretario di Stato, Giuseppe L’Abbate, del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, già capogruppo e presidente della commissione agricoltura alla camera dei deputati nella precedente legislatura, un 5Stelle , si è espresso nel seguente modo, era ottobre del 2017: Federconsorzi – si chiuda pagando solo i dipendenti.
Oggi si potrebbe presentare l’occasione buona sfruttando quella che potrebbe essere la manna piovuta dal cielo degli aiuti a fondo perduto rivenienti dal “Next Generation Eu”, con i quali, si potranno poi combinare con altri programmi. La loro realizzazione costituisce con certezza una sfida politica, in quanto fa emergere alcuni nodi irrisolti delle politiche agricole. Negli aiuti a fondo perduto sono compresi quattro strumenti tra cui i Rural Development. Ecco perché, è nostra intenzione richiedere un incontro al Ministro Bellanova e al Sottosegretario L’Abbate, al fine di chiarire una volta per sempre la necessità di chiudere la vicenda in modo che la giustizia prevalga. Auspichiamo che nessuno ci snobbi e che si possa giungere a d una chiusura soddisfacente per tutti. Costa quattro soldi rispetto a ciò che lo Stato Italiano deve introitare. Fino ad oggi la nostra voce è rimasta inascoltata, salvo un breve incontro tenutosi al Ministero tra il nostro Avvocato Reccia, e il Commissario di governo di Federconsorzi, Dr. Baldanza, il quale ha dato, per quanto è di sua competenza, la piena disponibilità a trovare una soluzione. Di questo incontro siamo ancora in attesa del relativo verbale, contenente anche la quantificazione di ciò che si è discusso. Nell’altra legislatura il Ministro pro tempore dell’epoca e il sottosegretario, ci hanno snobbato senza provare mai ad ascoltarci. Non accettiamo più certi scorretti comportamenti, perciò, condotte similari non potranno passare inosservate. Al momento giusto ne terremo conto.

Alfonso Pascale

Alfonso Pascale

24 giugno 2020 ore 22:26

Chiedete un incontro al Ministro ed esponete le vostre legittime ragioni.

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