Economia

Entra ufficialmente in scena l'Olio lucano Igp

È l’armonia tra le note olfattive e gustative la caratteristica specifica che è l'elemento comune e caratterizzante dell'olio extra vergine di oliva prodotto in Basilicata e che si avvale del marchio dell'Indicazione geografica protetta. All'assaggio si scorgono note aromatiche di erba fresca, carciofo, pomodoro, mandorla, mela

Olio Officina

Entra ufficialmente in scena l'Olio lucano Igp

Era atteso da tempo, e ora è tutto ufficiale. Rientra nella categoria merceologica Igp l'olio extra vergine di oliva che risponde alle caratteristiche riportate in maniera dettagliata nel Disciplinare di produzione, da cui si evince che è ottenuto a partire dalle varietà Acerenza, Ogliarola del Vulture (sinonimi: Ripolese o Rapollese, Ogliarola di Melfi, Nostrale), Ogliarola del Bradano (sinonimi: Comune, Ogliarola), Maiatica (sinonimi: oliva di Ferrandina, Pasola), Nociara, Ghiannara, Augellina, Justa, Cornacchiola, Romanella, Carpinegna, Faresana, Sammartinengna, Spinoso, Cannellina, Cima di Melfi, Fasolina, Fasolona, Lardaia, Olivo da mensa, Orazio, Palmarola, Provenzale, Racioppa, Roma, Rotondella, Russulella, Scarpetta, Tarantina, Coratina, Frantoio, Leccino.  Queste cultivar  possono essere presenti sia da sole, sia congiuntamente, e inoltre possono anche concorrere alla produzione dell'Igp Olio lucano altre varietà, ma fino a un massimo del 20%.

L'ufficialità è nella pubblicazione sulla G.U.U.E. n. C 172 del 20 maggio 2020, sulla base di quanto disposto dal regolamento UE n. 1151/2012. (SCARICA QUI IL DOCUMENTO)

Secondo le indicazioni riportate nel disciplinare di produzione, l’olio lucano Igp si contraddistingue  per un colore, alla vista, compreso tra il verde e il giallo, con sentori al naso di fruttato medio, e percezioni di media intensità, in bocca, dell'amaro e del piccante, con la presenza di eventuali note aromatiche di erba fresca e/o carciofo e/o pomodoro e/o mandorla e/o mela. Infine, l’armonia tra le note olfattive e gustative è una caratteristica specifica comune di questo olio.

All’atto del confezionamento tutti gli extra vergini che si avvalgono della certificazione “Olio lucano” Igp deve necessariamente rispondere ad alcune specifiche caratteristiche.

 Ovviamente, come era prevedibile, la zona di produzione delle olive destinate ad ottenere l’Olio lucano Igp coincide con l’intero territorio amministrativo della regione Basilicata.

Interessanti i contenuti relativi alla storia dell'olio in Lucania riportati nel documento pubblico del Disciplinare di produzione, dove emerge che il territorio dell’attuale regione Basilicata coincide con quello, più vasto, che in epoca pre-romana (V-IV sec. a.C.) era denominato Lucania, terra abitata dai Lucani, uno dei popoli Italici. Oggi nel linguaggio comune le denominazioni Basilicata o Lucania sono utilizzate in modoequivalente e ciò giustifica l'utilizzo dell'aggettivo “lucano” per identificare qualcosa oqualcuno appartenente o proveniente alla regione Basilicata.

Il territorio regionale su cui l’olivo è presente in maniera diffusa - così come riportato nel Disciplinare -  risulta circoscritto naturalmente dal Massiccio del Pollino, dalle Murge, dal fiume Ofanto, dal mare Ionio e dal mar Tirreno. Caratteristica distintiva di questo ambiente è la presenza di diversi fiumi i cui versanti collinari ospitano la coltura dell’olivo. Nei tanti e piccoli comuni della Basilicata, che per motivi storici si trovano arroccati in cima ai rilievi, gli oliveti sono concentrati prevalentemente nelle immediate vicinanze dei paesi, e i numerosi frantoi (mediamente 150 frantoi attivi su 131 comuni totali della regione) consentono di eseguire rapidamente le operazioni di molitura.

La peculiarità strutturale dell'olivicoltura in Basilicata è la coltivazione in collina, da partedi piccole aziende: l’83% degli oliveti ricade nelle fasce di collina e montagna con una SAU aziendale olivetata media di poco inferiore all’ettaro. In queste aree interne la coltivazione è condotta in asciutto su terreni in pendenza, soggetti ad erosione. In passato, tradizionalmentein tutte le aree di coltivazione, all’olivo sono stati dedicati i terreni più marginali e meno fertili. In tali ambienti l'olivo è spesso l'unica coltura arborea praticabile e svolge una importantissima funzione sociale, ambientale e paesaggistica.

La Basilicata rientra nella regione meteorologica del Mediterraneo Centrale e si inserisce tra le isoterme annuali 16°-17°C, possiede un clima tipicamente mediterraneo, contraddistinto da estati calde e precipitazioni concentrate in inverno. Caratteristica climatica comune a tuttoil territorio è l’aridità tardo primaverile-estiva che è sempre presente, anche se con una certa variabilità dell'indice di aridità (Precipitazione annuale/Temperatura media annua) in funzione della quota e della temperatura del periodo.

L’olivo in Basilicata - si legge sempre nel documento da cui attingiamo queste informazioni - ha origini antichissime. Pezzi di legno, olive, foglie e noccioli, risalenti al VI sec. a. C., sono stati rinvenuti a Pantanello di Metaponto, durante alcuni scaviarcheologici coordinati dal prof. Carter dell’Università di Austin (Texas). I coloni greci hanno introdotto nell’antica Lucania varietà che si sono adattate all’ambiente, come nel caso  della Maiatica, che non sono presenti altrove. Peraltro il patrimonio varietale si è semprearricchito, nel corso dei secoli, attraverso l’opera e gli scambi tra le numerose comunitàmonastiche presenti in tutto il territorio regionale (Matera, Monticchio, Banzi, Acerenza, Montescaglioso); ne è un esempio la vicinanza genetica tra la varietà Frantoio e il gruppo delle Ogliarole descritte in Basilicata. Oggi il panorama varietale nella zona geografica delimitata vede la presenza, uniformemente distribuita in tutti gli areali di coltivazione, di specifiche varietà, quali Coratina, Leccino, Frantoio ed Ogliarole; tale condizione contribuisce, insieme alle numerose cultivar locali, a determinare le caratteristiche specifichee comuni dell’Olio lucano.

Per l’effetto concomitante dei fattori umani e geografici descritti, in particolare le caratteristiche pedoclimatiche dell’ambiente di coltivazione collinare, la composizione e ladistribuzione del patrimonio varietale nella zona geografica delimitata, l’Olio lucano IGP presenta come caratteristica specifica comune e distintiva una intensità media dei parametri organolettici ed una armonia tra le note olfattive e gustative.

L’olio prodotto in Basilicata, con questa peculiarità, gode di reputazione con il nome Olio lucano confermata da numerosi riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali e dalla presenza in guide di settore di diversi oli lucani con le caratteristiche sopra descritte.

Negli ultimi tre decenni, l’uso del nome Olio lucano è ben documentato a partire dalla fine degli anni ’80 nel commercio, nel linguaggio comune e in pubblicazioni scientifiche (Lupoli, 1989).

Nel commercio, oltre all’uso del nome “Olio lucano” per identificare direttamente il prodotto(es. etichette azienda Lettieri di Laurenzana – PZ, 1993), diversi sono i casi documentati diuso dell’aggettivo “lucano” o del nome Lucania sia in etichetta (es. “Colli lucani”, “Bontà della Lucania”, “Dalle colline lucane”, ecc.) e sia nelle stesse ragioni sociali di ditte del settore (es. azienda agricola “Podere Lucano” di Ripacandida – PZ, “Oroverde Lucano srl”di Ferrandina - MT, qui con un chiaro riferimento di aggettivazione “lucano” all'olio chiamato oro verde).

Quanto all’etichetta degli oli, questa dovrà contenere il logo dell'Igp Olio lucano, costituito da un'anfora stilizzata con quattro linee curve trasversali oblique. L'anfora è il contenitore in terra cotta utilizzato nell'antichità per il trasporto dell'olio. Le linee curve che ornano l'anfora hanno un andamento a spirale e richiamano la conformazione con le caratteristiche torsioni del tronco degli olivi secolari. Le curve sono quattro come le quattro linee presenti sullo stemma della Basilicata che rappresentano i quattro principali fiumi che solcano la regione: il Bradano, il Basento, l'Agri e il Sinni.  Sotto il segno grafico è riportata la scritta olio lucano in Mockup Bold minuscolo e la scritta Indicazione Geografica Protetta. Il logo potrà anche essere riprodotto in rilievo sulle confezioni.

LEGGI ANCHE

SPECIALE OLIVARUM BASILICATA

Il Premio Olivarum 2020 in sintesi

Il pensiero dell’assessore regionale alle Politiche agricole Francesco Fanelli

Come sono stati selezionati i migliori oli lucani

Il pensiero di Giovanni Lacertosa, ricercatore Alsia 

Quel che serve sapere sull’olio

Il pensiero della capo panel Stefania D’Alessandro

Il chi è dell'olivicoltura lucana

VISUALIZZA IL VIDEO

Gli oli e i pesci della Basilicata

Olio Officina Festival 2019 è stata presentata la pubblicazione "I pesci nuotano nell'olio". L'intervista a Michele Brucoli

Iscriviti alle
newsletter