È uscito il nuovo numero di Kamen’

La rivista internazionale di poesia e filosofia giunge al suo sessantaduesimo numero. La sezione di filosofia è dedicata a Ludovico Geymonat, che dal 1956 al 1978 tenne all’Università degli Studi di Milano la prima cattedra di Filosofia della Scienza istituita in Italia. Carlo Innocenzo Frugoni, poeta del Settecento, è, invece, il protagonista della sezione di poesia. Infine, per la critica, si pubblicano gli scritti dell’illustre critico Silvio Guarnieri

Corso Italia 7

È uscito il nuovo numero di Kamen’

È uscito il sessantaduesimo numero (n. 61, giugno 2022) della rivista internazionale di Poesia e Filosofia Kamen’.

La sezione di Filosofia è dedicata a Ludovico Geymonat.

Si pubblicano di Geymonat, fra i più eminenti studiosi di Filosofia e Filosofia della Scienza europei del Novecento, i saggi: Discussione intorno allascientificità delle scienze particolari, Matematica ed esperienza, Per un nuovo insegnamento della filosofia. La sezione è chiusa dal saggio di Fabio Minazzi, Ludovico Geymonat e la sua personalità intellettuale, morale e civile.

Ludovico Geymonat è nato a Torino nel 1908 ed è morto a Rho nel 1991. Si laureò all’Università degli Studi di Torino, nel 1930, in Filosofia con la tesi Il problema della conoscenza nel positivismo, discussa con Annibale Pastore, e in Matematica nel 1932, discutendo con Guido Fubini la tesi Sul teorema di Picard per le funzioni trascendenti intere.

Nel 1934 andò in Austria perapprofondire la filosofia neo-positivista del Circolo di Vienna diretto da Moritz Schlick.

Nello stesso anno pubblicava La nuova filosofia della natura in Germania. All’esperienza austriaca seguì lo scritto del 1935 Nuovi indirizzi della filosofia austriaca.

Antifascista convinto, nel 1940 si iscrisse clandestinamente al Partito Comunista e si guadagnò da vivere insegnando Matematica nella scuola privata «Giacomo Leopardi» di Torino, dove Cesare Pavese insegnava Italiano.

Poco dopo, nel pieno dellaSeconda Guerra Mondiale, con il nome di battaglia Luca fu partigiano in Piemonte, nella 105ª Brigata Carlo Pisacane; dopo laLiberazione, fu assessore comunista al Comune di Torino dal 1946 al 1949, anno in cui vinse il concorso a cattedre: Geymonat fu nominato professore straordinario di Filosofia Teoretica all’Università degli Studi di Cagliari.

Dal 1952 al 1956 fu ordinario di Storia della Filosofia all’Università degli Studi di Pavia; successivamente, dal 1956 al 1978, tenne all’Università degli Studi di Milano la prima cattedra di Filosofia della Scienza istituita in Italia. Partecipò alla fondazione del Centro di Studi Metodologici diTorino.

Nel 1963 iniziò a dirigere la collezione di Classici della Scienza della casa editrice Utet di Torino.

Negli stessi anni fudirettore del comitato di redazione dell’Enciclopedia della scienza e della tecnica.

Fra le sue numerose pubblicazioni: Saggi di filosofia neorazionalistica, Torino, Einaudi, 1953; Galileo Galilei, Torino, Einaudi, 1957; Filosofia e filosofia della scienza, Milano, Feltrinelli, 1960; Filosofia e pedagogia nella storia della civiltà, con Renato Tisato, Milano, Garzanti, 1965, 3 voll.; Storia del pensiero filosofico e scientifico, ivi, 1970-72, 6 voll.; Attualità del materialismo dialettico, con Enrico Bellone,Giulio Giorello e Silvano Tagliagambe, Roma, Editori Riuniti, 1974; Scienza e realismo, Milano, Feltrinelli, 1977; Paradossi e rivoluzioni. Intervista suscienza e politica, a cura di Giulio Giorello e Marco Mondadori, Milano, Il Saggiatore, 1979; Filosofia della probabilità, con Domenico Costantini, Milano, Feltrinelli, 1982; Riflessioni critiche su Kuhn e Popper, Bari, Dedalo, 1983; Lineamenti di filosofia della scienza, Milano, Mondadori, 1985 (Nuova edizione con una postfazione e un aggiornamento della bibliografia di Fabio Minazzi, Torino, Utet, 2006); Le ragioni della scienza, con Giulio Giorello e Fabio Minazzi, Roma-Bari, Laterza, 1986;La libertà, Milano, Rusconi, 1988; La società come milizia, a cura di Fabio Minazzi, Milano, Marcos y Marcos, 1989 (Nuovaedizione a cura di Fabio Minazzi, Napoli, La Città del Sole, 2008); I sentimenti, Milano, Rusconi, 1989; Filosofia, scienza e verità, con Evandro Agazzi e Fabio Minazzi, Milano, Rusconi, 1989; La Vienna dei paradossi. Controversie filosofiche e scientifiche nel Wiener Kreis, a cura di Mario Quaranta, Padova, Il Poligrafo, 1991; Dialoghi sulla pace e la libertà, con Fabio Minazzi, Napoli, Cuen, 1992; La ragione, con Fabio Minazzi e Carlo Sini, Casale Monferrato, Piemme, 1994; Storia e filosofia dell’analisi infinitesimale, Torino, Bollati Boringhieri, 2008.

La sezione di Poesia è dedicata a Carlo Innocenzo Frugoni poeta del Settecento di cui si pubblicano una selezione di poesie satiriche Sonetti bernieschi e Poesie famigliari a cura di Guido Conti, accompagnatedal saggio del curatore Rileggere Frugoni.

Carlo Innocenzo Frugoni nasce a Genova nel 1692 da una famiglia di mercanti di origine patrizia.

Giovinetto, fu spinto ad entrare nell’ordine dei Somaschi prendendo i voti nel 1709 e rinunciando anche ai beni famigliari. A Brescia, nel 1716, diventa “pastore” d’Arcadia con il nome di Comante Eginetico.

Nel 1720 a Bologna, dove insegna retorica all’Accademia di Porto dei Somaschi, stringe amicizia con i fratelli Zanotti, letterati e verseggiatori, con cui condivide la buona tavola, il gioco, il piacere delle burle e scrive versi satirici che gli creeranno non pochi problemi.

S’innamora di Faustina Maratta (il primo dei suoi amori), nota e celebrata con il nome arcadico di Aglauro: ne deriva una crisi religiosa.

Nel 1721 è a Piacenza dove il Marchese Landi lo protegge giovando in modo determinante al suo successo.

Colpito dal vaiolo, malgrado un voto di austerità alla Madonna di San Luca, torna a vivere tra salotti e belle donne.

Nel 1726 alla Corte di Parma è rappresentato il suo melodramma I fratelli ritrovati, musicato da G.M.Cappello.

Nonostante non sia sciolto dai voti religiosi come desiderato, per Frugoni è l’inizio di un periodo sereno e produttivo sino alla scomparsa nel 1731 di Antonio Farnese che non lasciò eredi.

Nel 1734 fu liberato da alcu ni vincoli religiosi da Papa Clemente XII, ma solo nel 1743 fu reso prete secolare dall’illuminatoBenedetto XIV.

Intanto continua a pubblicare e a lavorare per il teatro, a pubblicare versi fra cui si segnalano leRime dell’abate Frugoni, pubblicate sotto gli auspici della S.R.C.M. Elisabetta Farnese.

Le polemiche seguitead alcuni suoi sonetti satirici nel 1742 spinsero l’irrequieto Frugoni a riparare a Venezia, dove conobbe la miseria e la malattia, ma visse anche nuovi e importanti amori.

Rientrato a Parma nell’ottobre del 1745 scrisse i sessanta sonetti osceni della Ciaccheide, pubblicata anonima soltanto nel 1768.

Con l’ascesa al trono di Parma del Duca Filippo di Borbone nel marzo del 1749, la vita di Frugoni migliora, tanto che dal 1751 al 1758 s arà istitutore di Belle Lettere Italiane dell’infante Ferdinando.

Nel 1754 era stato intanto nominato Revisore degli Spettacoli e Direttore dei Regi Teatri; e nel 1757 era divenuto Segretario perpetuo della Regia Accademia di Belle Arti.Intanto i suoi versi e le sue opere ottenevano un successo internazionale.

Frugoni morì a Parma nel 1768. Le sue opere poetiche, che l’autore diffondeva spesso manoscritte e senza tenerne copia, furono raccolte e pubblicate da Giambattista Bodoni in dieci volumi, a cura del poeta poligrafo Carlo Gastone della Torre di Rezzonico, amico di Frugoni ed erede delle sue carte.

La sezione di Critica è dedicata Silvio Guarnieri. Dell’illustre critico si pubblicano i seguenti scritti: Indicazioni per il Premio Nobel, Niccolò [Gallo].

Seguiti dal saggio di Luigi Baldacci, L’impronta diGuarnieri. La rivista «Kamen’» è lieta di aderire con questa sezione all’iniziativa della rivista Orizzonti culturali italo-romeni / Orizonturi culturale italo-române, che pubblica unasezione di contributi di studiosi italiani e romeni dedicati a Silvio Guarnieri, per onorarne la memoria inoccasione del trentesimo anniversario della morte.

Silvio Guarnieri è nato a Feltre nel 1910 ed è morto a Treviso nel 1992. Si è laureato in Legge e in Lettere a Firenze, dove havissuto l’esperienza della rivista «Solaria», esordendovi in qualità di critico letterario.

Dopo un soggiorno all’estero come direttore di istituti italiani di cultura in Romania e in Belgio, è stato a lungo Preside di istituti secondari di II grado e docente di Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea all’Università di Pisa. Rientrato nel 1980 a Feltre, oltre a dedicarsi alla memorialistica, ha continuato l’impegno politico abituale nel ruolo di consigliere comunale.

Critico militante (per «Rinascita», «L’Unità», «Belfagor», «Il contemporaneo», «Letterature moderne», «Vrerea», «Journal des beaux arts», ecc.), intellettuale di stampo gramsciano, militante di base nel PCI dal 1945, Guarnieri ha dibattuto, in tutti i suoi saggi, il complesso rapporto fra letteratura e politica, fra cultura e vita civile nella linea di un marxismo antidogmatico, aperto alla discussione, al confronto e all’autocritica senza conformismi.

Ha pubblicato Interpretazione di Machiavelli, Firenze, Solaria, 1934; Lo spettatore appassionato, ivi, 1934; Il costume letterario, ivi, 1937; Saggio su D’Annunzio, ivi, 1937; Adevarata fata a Italiei [Il vero volto dell’Italia], Timişoara, Editura frontului antifascist al Italienilor din Romania, 1945; Carattere degli italiani, Torino, Einaudi, 1948; Cinquant’anni di narrativa in Italia, Firenze, Parenti, 1955; Utopia e realtà, Torino, Einaudi, 1955; Cronache feltrine,Vicenza, Neri Pozza, 1969; Condizione della letteratura. Saggi sulla letteratura italiana del Novecento. Roma, Editori Riuniti,1975; L’ intellettuale nel partito, Venezia, Marsilio, 1976; Storia minore, Verona, Bertani, 1986; Paesi miei. Nuove cronachefeltrine, Padova, Il Poligrafo, 1989; L’ ultimo testimone. Storia di una società letteraria, Milano, Mondadori, 1989; Senza i conforti della religione, Roma, Editori Riuniti, 1992. Postumi sono usciti un suo volume di Corrispondenze, Milano, Lupetti -Lecce, Manni, 1996 e Lavori d’autunno, Lecce, Manni, 2012. L’archivio delle sue carte è conservato presso il Centro Manoscritti,Centro per gli studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell’Università di Pavia.

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