Olivo Matto

Gli oli da seme? Non sono tutti uguali

Luigi Caricato

Gli oli da seme? Non sono tutti uguali

Alcuni di essi si trovano su qualsiasi scaffale di vendita, a prezzi bassi, abbordabilissimi. Altri, invece, sono così difficili da trovare da essere considerati non soltanto peculiari e unici, ma perfino rari, sicuramente più costosi di molti altri in commercio, com’è giusto che sia. Volete saperne di più? Non perdete il numero di gennaio del mensile “La Cucina Italiana” in edicola, dove presento gli oli di noce, di pistacchio di Bronte e di zucca. Mentre, per voi fedelissimi che seguite Olio Officina, in esclusiva il profilo sensoriale dell’olio di pinolo di San Rossore.

SAGGIO ASSAGGIO: L’OLIO DI PINOLO DI SAN ROSSORE

Il produttore: Pariani, Cortemilia (Cuneo)

Vista > Giallo paglierino tenue, limpido.

Olfatto > Profumi delicati, freschi e puliti, che rimandano netti al pinolo.

Gusto > Buona fluidità al palato e gusto tenue e morbido, con sensazione complessiva dolce.

Abbinamento > Ideale per condire pesce crudo, ottimo in pasticceria e nella preparazione di salse.

Il prezzo della bottiglia da 100 cc? Volete proprio saperlo? Solo 39 euro!

Una sana lezione di civiltà. Pensate all’incongruità di alcuni oli extra vergine di oliva presenti in commercio! Faccio un nome: l’olio extra vergine “Primadonna“, che ho opportunamente ribattezzato “l’olio della vergogna”.

C’è da riflettere.

Infine, sempre su “La Cucina Italiana” di gennaio, troverete un servizio di tre pagine, sempre a mia firma, dal titolo “A scuola di degustazione. L’olio sotto esame”.

Che aspettate? Correte in edicola!

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