Olivo Matto

Il furto d’olio è come una ferita al cuore

Luigi Caricato

Il furto d’olio è come una ferita al cuore

Ieri, mercoledi 27 marzo, sono stato in Calabria, dove ho conosciuto i titolari di un’azienda ben strutturata, condotta da giovani capaci e determinati, concreti e tenaci. Non si occupano solo d’olio. Sono imprenditori agricoli nel senso più ampio del termine. Imprenditori a tutto campo. Gentili, educati, dall’intelligenza viva, intuitivi, persino pionieri. Non li cito, riportando i loro nomi, perché amo la riservatezza, soprattutto quando ho da riferire una triste nota di cronaca. Sul loro volto, nonostante la garbata ed elegante accoglienza, il sorriso e il buon umore evidente, ho intravisto una quasi impercettibile amarezza, un dolore muto ma profondo. Sono sensazioni che provo istintivamente e che molte volte noto corrispondenti alla realtà. Come in questo caso specifico. Il dolore e l’amarezza non traspariva dalle loro parole. Sempre gentili, ho avuto il piacere di visitare i loro stabilimenti, le nuove strutture, alcune ancora in corso d’opera. Sono rimasto colpito dalla intraprendenza in una zona difficile come la Calabria. Eppure esistono brave persone, mi dico. Onore al merito, a maggior ragione quando l’impegno porta impresso il buon esempio di chi raggiunge il successo proprio perché ci crede. Quando poi ho saputo di un furto che i giovani imprenditori hanno subìto di recente, sono rimasto senza parole, soprattutto quando mi hanno confidato dei 700 – proprio così: 700 quintali d’olio – sottratti nel breve volgere di poco tempo, di notte, senza che l’allarme suonasse. Ladri professionisti, che io maledico con tutto il cuore: che tutto il male scenda su di loro, senza pietà. Vorrei essere così bravo da riuscire nell’intento di augurare il male ai malfattori, ma non è così semplice. Le persone per bene sono destinate a tener duro e ricominciare. I mascalzoni, al contrario, la fanno spesso e volentieri franca, continuando a sottrarre energie vive e risorse ad altri. Restano impuniti, il più delle volte, ma non è detto. Maledire chi esercita il male forse sarà un gesto superfluo e inutile, giudicato anche negativamente dai benpensanti, ma chissà, chissà, a volte le maledizioni possono anche avere un felice esito. Non si sa mai.

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