Olivo Matto

Il vile abbattimento degli olivi. Per mandante la Repubblica Italiana

Luigi Caricato

Il vile abbattimento degli olivi. Per mandante la Repubblica Italiana

Oggi il volto del blog Olio Officina non è sorridente. Il post odierno, fatto per immagini, è tra i più desolanti. Mai avrei voluto assistere a una sequenza di foto così terribili. La distruzione di un oliveto per imposizione dello Stato equivale a un atto di puro stampo mafioso. Lo scenario riprende le campagne laziali del Viterbese. I terreni sono queli in cui l’Università della Tuscia sperimenta e fa ricerca per il bene del Paese e dell’olivicoltura, a vantaggio dell’olio che verrà. Ogni beneficio per l’Italia evidentemente non interessa né al ministro dell’ambiente Clini, né al ministro dell’agricoltura Catania, indifferenti e latitanti. L’ordine di abbattere gli olivi è partito dalle stesse istituzioni, su sollecitazione di un signore che personalmente merita tutto il mio disprezzo: mario capanna.

Le foto sono del professor Eddo Rugini. Potete ben comprendere la sua profonda amarezza. In Italia non soltanto non si sostiene la ricerca, addirittura la si ostacola. Su ordine delle Istituzioni, al comando di distruggere, l’Università della Tuscia non ha potuto far altro che applicare il protocollo suggerito dalla Regione Lazio: somministrazione di un essiccante, estirpazione, bruciatura, e monitoraggio per tre anni.

Il giorno 12 giugno 2012, su ispirazione di mario capanna, politico ed ex contestatore riciclatosi in agricoltura, le Istituzioni italiane hanno deciso di dar corso all’espianto di piante di olivo, ciliegio e kiwi trangenici presenti nel campo sperimentale dell’Università della Tuscia.

Si tratta di una ricerca in campo aperto regolarmente autorizzata a partire dal 1999, e per la quale il professor Eddo Rugini aveva già chiesto una proroga mai arrivata, non si sa se per negligenza, per accondiscendenza verso qualcuno o per odio verso la ricerca. Si tratta, tanto per intenderci, di una ricerca pubblica, non privata, quindi a beneficio di tutti. Ebbene, nonostante ciò, la proroga non è mai arrivata per due inadempienze. Una inadempienza – sostiene il professor Rugini – è imputabile alla Regione Lazio, e l’altra imputabile invece al Ministero delle Politiche agricole. Infatti gli adempimenti di proroga dovevano essere espletati secondo le direttive comunitarie già da diversi anni. Poi, però, è arrivato sulla scena mario capanna, e oggi piangiamo così l’abbattimento e distruzione degli olivi: estirpati, essiccati e arsi, come ai tempi della caccia alle streghe.

“Debbo constatare che la ricerca non interessa a nessuno! Tanto – aggiunge il professor Rugini – il progresso lo faremo importando conoscenza dall’estero”.

L’OLIVO SVILITO.

EPPURE E’ NELL’EMBLEMA DELLA REPUBBLICA ITALIANA

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