Olivo Matto

L’italian sounding è una grande opportunità

Luigi Caricato

Oggi mi scrive, stupefatto, Marcello Scoccia, noto e apprezzato assaggiatore di oli di oliva, con venti cinque anni di gloriosa presenza in campo. Per chi non lo conoscesse, è l’anima storica del noto marchio Olio Sasso. E’ lui, tra l’altro, l’unica figura che ha attraversato tutti i vari passaggi di proprietà dell’azienda, dalla famiglia dei fondatori, i Novaro, ad oggi, con il brand che appartiene agli spagnoli di Deoleo. Perché Scoccia si è mostrato stupefatto? Per un articolo apparso questa mattina sul quotidiano “La Repubblica”.

Sì, come può reagire d’altra parte una persona così preparata come Marcello Scoccia di fronte a un testo buttato lì a caso, senza pensarci minimamemnte su?

Nel trafiletto tra l’altro si legge che al momento dell’assaggio occorre a un certo punto “stringere leggermente i denti e immettere aria dai lati della bocca”. Mi raccomando: dai lati. Quindi: “l’aria, entrando, colpisce l’olio e lo espande”. Ma sì, già mi immagino l’olio colpito dall’aria a suon di scudisciate. E già immagino, inoltre, l’espansione delle particelle d’olio nel cervello di chi ha avuto il coraggio di scrivere una simile nota.

O Dio del cielo, quanta pazienza!

E’ evidente che una persona saggia e preparata come Marcello Scoccia, che è, peraltro, anche vicepresidente della scuola di analisi sensoriale dell’Onaoo di Imperia, resti senza parole di fronte a espressioni disarmanti come quella del “prato fiorito”.

E ora un appello: si facciano avanti i fortunati che hanno trovato il sentore di “prato fiorito” in qualche olio tra quelli degustati di recente.

Il prato fiorito? Evidentemente chi ha scritto il trafiletto pensava al dentifricio Colgate.

Vi ricordate la pubblicità “ti spunta un fiore in bocca” trasmessa con la gioia dei bambini qualche decennio fa in tivvù?

O Dio del cielo quanta pazienza, ma quanta pazienza!

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