Olivo Matto

L'olio dei popoli

Luigi Caricato

La parola popolo è impegnativa, perché implica una pluralità di persone unite da un legame che le tiene insieme, pur nella consapevolezza delle grandi e a volte insormontabili difficoltà nel far conciliare le molteplici differenze tra individuo e individuo; ma è così per tutti: siamo popolo, anche quando non vogliamo esserlo.

Tutti gli individui costituiscono insieme la parola popolo. Ecco allora il tema della nona edizione di Olio Officina Festival: “L’olio dei popoli”. Da intendere qui in senso totale, a partire dall’olio che tutti i popoli consumano, in ogni angolo del mondo. Gli oli tutti, senza trascurarne nessuno, senza discriminarne alcuni a vantaggio di altri.

L’olio ricavato dalle olive, tuttavia, che da alimento etnico è diventato nel frattempo alimento inter-etnico, consumato oggi in tutti i continenti, è diventato ormai di fatto un olio universale, anche in ragione delle sue proprietà salutistiche, che lo rendono diverso e di una qualità superiore ad altri grassi alimentari.

L’olio da olive è simbolo di pace, e in questa epoca in cui si innalzano di continuo muri, l’olio va oltre ogni barriera e rappresenta in modo concreto il simbolo della fratellanza, della condivisione e della universalità.

Come l’olio entrando in relazione con il cibo unisce e aggrega, allo stesso modo l’olio unisce tra loro i popoli, al di là di differenze disesso, etnia, lingua, religione, opinioni politiche, condizionidi salute personali e sociali, e anche al di làdelle appartenenze ideologiche: l’olio unisce, aggrega. 

A Olio Officina Festival 2020 - pur senza garantire risultati, perché, si sa, la natura umana è alquanto complessa - l’olio diventa, quanto meno nei te giorni della manifestazione, elemento aggregante e propulsore di uno spirito nuovo. Così, almeno, a noi piace immaginare.

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