Olivo Matto

L’olio di ieri non è più l’olio di oggi

Luigi Caricato

L’olio di ieri non è più l’olio di oggi

L’Italia sembra essere un Paese tutto intriso d’olio di oliva. Si coltivano olivi ovunque, anche nelle aree più fredde e a condizioni climatiche estreme. Esiste perciò un forte radicamento tra il popolo e i suoi olivi, contrassegnato da secoli di storia e da grandi successi commerciali. Tant’è che nello stemma della Repubblica Italiana compare non a caso proprio un ramoscello d’olivo, che è un segno di forza e, insieme, di equilibrio. Non tutti, d’altra parte, possono vantare una simile costanza di attenzioni verso un alimento che è simbolo indiscusso di una dieta sana e salutare. L’olio ricavato dalle olive è ormai considerato da tutti un functional food, un grasso unico e versatile, buono per ogni preparazione alimentare. Molti, di conseguenza, mi chiedono dove sia il punto di forza e di maggior fascino dell’olio italiano.

Ritengo che sia tutto da riporre nella consolidata tradizione che si è andata delineando nell’arco di almeno due millenni, con un ruolo sempre da protagonista. Non c’è soltanto l’alta qualità delle produzioni a rendere l’Italia prestigiosa agli occhi del mondo. Vi è anche la capacità di riuscire a trasmettere un sapere e un’esperienza che non ci si inventa dall’oggi al domani. Il primato dell’olio italiano risiede anche nella capacità di intuire e soddisfare le tendenze di gusto dei consumatori contemporanei, il che non è un merito da sottovalutare. Perché tutto cambia, cambia il nostro modo di vestire negli anni, e cambia pure la percezione al gusto degli alimenti.

L’olio di ieri non è più l’olio di oggi, pur essendo ottenuto dalla medesima materia prima: le olive. Cambia il modo di coltivare, cambia la tecnologia, e tutto ciò contribuisce a raggiungere nuovi passi in avanti verso una qualità sempre perfettibile. Tutti vogliono sentirsi protagonisti assoluti, soprattutto sul fronte commericale, ma l’Italia continua a confermarsi nel suo antico e consolidato ruolo di Paese dell’olio per eccellenza.

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Se sei un utente registrato puoi accedere al tuo account cliccando qui
oppure puoi creare un nuovo account cliccando qui

Commenta la notizia

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.