Olivo Matto

Oddio, siamo invasi da extra vergini alieni!

Luigi Caricato

Oddio, siamo invasi da extra vergini alieni!

Si semini pure il panico, perché no? Tanto a pagarne le conseguenze sono i consumatori e i produttori. La dichiarazione, come tale, è piuttosto forte: il 50 per cento dell’extra vergine venduto in Italia non lo è. Non ve ne siete accorti? C’è un diffuso clima di ostilità, e lo si percepisce in modo molto chiaro e inequivoco. Tale atteggiamento – pericolosissimo per gli esiti che ne conseguono – sta sempre più inquindando la realtà con comunicazioni che io reputo paradossali e perfino grottesche. Ne ho scritto oggi in una nota dolente apparsa su “Teatro Naturale”. Inutile evidenziare come le mie critiche si rivolgano al presidente di Coldiretti Sergio Marini, il quale di recente ha dichiarato che esiste “troppa sporcizia”, perché “quasi il 50 per cento dell’olio venduto in Italia come extra vergine, non ha le caratteristiche per esserlo”. Io vorrei capire che ci fa un ministro delle Politiche agricole, o dello Sviluppo economico in Italia, se si rimane impassibili di fronte a affermazioni così gravi e insensate. Mi chiedo cosa ci facciamo i produttori e i commercianti d’olio, perché non si ribellano al catastrofismo coldirettiano. Non esiste nessuna allerta alimentare sul fronte oli di oliva, e allora?

Rosanna Figna mi ha riferito alcuni giorni fa di ricevere settimanalmente dall’Efsa le comunicazioni intorno alle allerte alimentari a livello europeo. E’ un sistema costantemente monitorato, e che giunge puntualmente ogni settimana.

Rileggendo le dichiarazioni farneticanti di Sergio Marini, mi fa piacere invece notare come in nel rapporto settimanale delle allerte, per buona pace del settore oleario, NON si è mai registrata alcun caso riguardante gli oli da olive.

Come ho avuto modo di scrivere, i consumatori possono dormire sonni tranquilli, anche perché abbiamo organismi di controllo in Italia attivi e sempre pronti. L’unica pecca non è la vigilanza, ma l’assenza di coordinamento tra i vari organismi di controllo. Per il resto nulla da ridire. Certo, possiamo anche dire che alcuni di questi controllori si prestano al gioco del facile allarmismo, presenziando alle adunate di Coldiretti, pur di far percepire il loro lavoro e inorgoglirsi. Però, su questo punto si può anche ragionare, e invitarli a essere più cauti nelle comunicazioni e al contrario più severi nel loro esercizio di controllo.

Sostenere tuttavia, come fa la Coldiretti, che il mercato degli oli da olive sia un mercato sporco, è prima di tutto grave, in seguito anche controproducente per le reazioni che ne derivano. Mi stupisco in particolare che nessuno intervenga, al fine di tutelare la buona immagine del comparto oleario, ma soprattutto in difesa di un prodotto come l’olio extra vergine di oliva.

Il mio lessico in tal caso trova una sola parola per definire tale atteggiamento di silenzio e assenza di pubblica protesta: pavidità. Tranne, ovviamente, che non ci sia qualcosa da nascondere, ma non credo. Forse si attribuisce un potere eccessivo a santa madre Coldiretti e ai suoi legami trasversali con la politica? Ecco il vero grande male dell’Italia è l’inconcludente politica da un lato e il sindacalismo di autosussistenza dall’altro.

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