Olivo Matto

Oli deodorati, a chi giova disorientare i consumatori?

Luigi Caricato

Oli deodorati, a chi giova disorientare i consumatori?

Questa mattina ho avuto uno scambio epistolare, via email, con il direttore di una testata giornalistica dedicata al mondo della ristorazione. La querelle ha riguardato l’infelice uscita di Carlo Petrini in merito a un regolamento comunitario di recente introduzione che per fortuna introduce un metodo analitico a salvaguardia degli oli extra vergini di qualità. E’ evidente che gli ignoranti non capiscano, e così sono sorte, inevitabilmente, tante dichiarazioni assurde, che demonizzano il meritorio sforzo dell’Unione europea al riguardo.

Non vi dirò il nome del giornalista, e nemmeno il nome della testata, perché si tratta di corrispondenza privata e non è il caso di far nomi, per una forma di rispetto. Pubblico però l’ultima mia email.

QUESTIONE OLI DEODORATI

Per approfondire: leggi il mio articolo su Teatro Naturale, o le mie note su Olio Officina.

Il giornalista, intanto, la butta sul fatto che ciascuno di noi ha le proprie opinioni, ma non è così.

Evidentemente – scrivo io – si vuole far passare il tutto per una semplice opinione tra le tante: io esprimo la mia, tu la tua, gli altri la propria opinione.

Invece io insisto con il dire che quando si ha a che fare con la chimica dell’olio, materia difficilissima, occorre essere prudenti, perché non è la stessa cosa di altri temi generalisti, più abbordabili, per cui uno esprime un’opinione, e tutti possono farlo, chi con cautela, senza creare panico, chi, preferendo spararla grossa per avere un maggior ritorno. Ma a che pro? Qual è, sul piano etico, la nostra missione?

Suscitare disagio, come sta capitando, o piuttosto informare andando cauti, senza titoloni a effetto?

Titoloni peraltro inesatti, obbrobriosamente inesatti.

No, qui siamo su altri livelli: o conosci la materia, o taci, se non hai il tempo o la buona creanza di informarti, ma non ascoltando gli orecchianti della materia: addirittura i produttori, e che ne sanno di chimica dell’olio costoro? E chi sono gli altri esperti: La Pira, che è stato il primo a produrre una informazione inesatta, innescando il putiferio cui in tanti con leggerezza sono caduti?

Se sono duro? Io sono e sarò durissimo, perché non accetto la superficialità su temi così delicati.

Non si può lanciare una notizia e solo dopo ravverdersi. Non si può essere teneri con chi fa perno sulla propria ignoranza pur di cavalcare una notizia.

Se non si è in grado di capire il perché di certi limiti, meglio tacere e attenderne gli sviluppi.

La questione dei prezzi è molto più complessa. La affronterò a Trieste in occasione di Olio Capitale, e possiamo benissimo discuterne in pubblico.

La qualità degli oli è un’altra materia incandescente, che non si può ridurre a poche battute. Su Teatro Naturale abbiamo sempre affrontato tali temi, e continueremo a farlo.

Sabato uscirà, nel dettaglio, il motivo di certi limiti fissati dal legislatore, limiti di cui tutti erano a conoscenza, perché prima di essere adottati nel regolamento, sono stati dati in rassegna a tutte, proprio tutte le associazioni di categoria, e perfino alle associazioni dei consumatori.

In ogni caso, sui limiti degli alchilesteri e metilesteri sia La Pira, sia Petrini hanno solo detto delle grandi, ma proprio grandi, fesserie. Fesserie!

Chi non conosce la chimica dell’olio non si può permettere di scrivere assurdità, che fanno ribrezzo alle tante persone serie e oneste che lavorano da anni.

Gli ignoranti per me meritano le parole più dure che si possano immaginare.

Io do’ credito a chi lavora con la coscienza a posto.

Basta attendere sabato, e si scoprirà il senso profondo di un regolamento che solo chi non ha la coscienza pulita non comprende.

Il fatto di introdurre un metodo significa che l’agente controllore potrà sequestrare la merce e procedere con una condanna certa in giudizio.

In assenza di un metodo, si potrà solo assistere alla libera circolazione di tutti i deodorati e di altro ancora.

Siamo così stupidi da andare contro tale regolamento perché finalmente introduce un metodo che tenta di combattere i deodorati? Ma siamo davvero così stupidi?

Ebbene sì, c’è chi contesta il regolamento e preferisce così la libera circolazione dei deodorati.

Ma che si vada a studiare, piuttosto; che si faccia informazione seria, non urlata, non scandalistica!

A chi giova disorientare i consumatori?

Siamo seri, non giochiamo con il fuoco

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