Olivo Matto

Sarà possibile rilanciare l’olio di oliva delle imprese italiane in Cina?

Luigi Caricato

Sarà possibile rilanciare l’olio di oliva delle imprese italiane in Cina?

Dopo il grande caos forse potrebbe tornare un po’ di tranquillità sul fronte degli oli di oliva in Cina. Ricordate il pessimo servizio giornalistico apparso nel dicembre 2011 sul quotidiano “la Repubblica”, a firma di paolo berizzi? Bene, dopo qualche settimana dalla pubblicazione successe di tutto. Molti container furono bloccati in dogana. La notizia, che preannunciava uno scandalo eclatante che non c’è mai stato, aveva in compenso allarmato mezzo mondo, e la Cina impose un severo controllo preventivo, senza tuttavia riscontrare alcunché, com’era prevedibile, ma recando tuttavia un forte danno alle imprese italiane esportatrici. Una delegazione italiana di cui facevo parte, insieme, tra gli altri, con il professor Lanfranco Conte e il direttore generale dell’Icqrf Emilio Gatto, fu invitata dall’ambasciatore italiano a Pechino. C’erano anche Assitol e Federolio, ma anche il Ceq, il Consorzio dell’extra vergine di qualità, ma anche tanti operatori del settore, in particolare la cooperativa Goccia di Sole, la cui lungimiranza del presidente Giambattista Mastropierro ha favorito l’organizzazione di un worshop appositamente dedicato. Si cercò di tranquillizzare, per quanto si poteva in un contesto di emergenza, giornalisti, buyer e istituzioni cinesi. Fu molto difficile, si era creato una sorta di corto circuito, ma poi alla fine, a distanza di molti mesi, si è giunti, nella giornata di lunedi 4 marzo, alla firma di un Protocollo d’intesa tra il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e l’Aqsiq, ovvero l’Amministrazione generale per la supervisione della qualità l’ispezione e la quarantena della Repubblica Popolare Cinese. Il tema portante: i controlli di qualità sull’olio d’oliva. L’accordo è il frutto di una serie di incontri susseguiti nel corso dei mesi. A iniziarli il direttore dell’Icqrf Gatto proprio nei giorni in cui andammo in missione. Ora, si spera soltanto che tutto possa procedere per il verso giusto, e soprattutto che non si intromettano, in questioni così delicate, organizzazioni come Coldiretti e Unaprol con le loro devastanti politiche disfattiste. Per il bene dell’Italia, ci auguriamo che non mettano il naso, altrimenti, come si diceva nel gergo giovanile d’antan, “va tutto a puttane”.

Luigi Caricato

Ed ecco, intanto, la nota informativa diffusa dal Ministero delle Politiche agricole.

Il Memorandum prevede un accresciuto scambio di informazioni e know-how tra i dipartimenti competenti al fine di assicurare un miglior coordinamento in tema di controlli. L’accordo contiene anche l’offerta da parte italiana di attività di formazione di esperti cinesi preposti ad effettuare i controlli di qualità dell’olio d’oliva italiano. Tale formazione contribuirà a rilanciare l’export italiano verso la Cina nel settore dell’olio d’oliva anche attraverso l’auspicata partecipazione da parte delle associazioni di categoria e dei consorzi.

L’occasione della visita della delegazione cinese è stata anche un importante momento di riflessione su diversi temi fitosanitari, come la possibile inclusione di altre regioni italiane del Protocollo d’intesa già in vigore sulle esportazioni di Kiwi e lo stato dell’arte del Protocollo d’Intesa sugli agrumi. Inoltre, si è esaminata la questione delle esportazioni del riso da risotto e del tabacco grezzo e in sigari.

Le controparti cinesi si sono impegnate sia a fornire risposte per quanto di competenza sia a trasmettere le istanze della parte italiana agli altri dipartimenti dell’Aqsiq responsabili per i diversi settori. Infine si è convenuto di individuare funzionari di riferimento per garantire la continuità dei rapporti tra le due Amministrazioni.

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