Olivo Matto

Tra gli scaffali della libreria, che spavento!

Luigi Caricato

Tra gli scaffali della libreria, che spavento!

I libri di cucina? Sono “la star di produzione di genere”. Lo ha riferito Giuliano Vigini nella sua, da me apprezzatissima, rubrica “I numeri”, sulle pagine del “Corriere della Sera” di domenica 23 ottobre. Sono numeri eclatanti: esistono infatti ben 2.383 titoli in circolazione, e nel 2011 saranno in tutto 350 e oltre le novità editoriali. E’ incredibile. Eppure, ogni volta che faccio un salto in libreria resto frastornato. L’olio sta scomparendo dagli scaffali. Proprio così. Mentre un tempo vi era uno spazio riservato ai libri sull’olio, ora questi non esistono più. Manca il cartellino di riferimento, come accade per altri temi; e se anche per caso compaiono i titoli sull’olio, questi sono tenuti ben nascosti, senza quel giusto risalto che pur meriterebbero. Che desolazione.

Eppure fino a qualche anno fa la voce “olio” compariva quasi in tutte le grandi librerie, e vi si travavano almeno una decina di titoli, o poco più. E’ un passo indietro preoccupante, che non trova giustificazioni. Segno che i libri sull’olio si finirà con l’acquistarli o su richiesta esplicita al libraio, o tramite le librerie on line. Altro spazio, al momento, sembra non essere più concesso.

Si procede per sottrazione. Anni fa in cuor mio mi lamentavo per il poco spazio. Ora non esiste più nemmeno quello. Che dirvi? Io all’olio ho dedicato tante energie, e tanti libri. In questi giorni sto ancora lavorando all’uscita di un libro sull’olio insieme con lo chef Giuseppe Capano. Immaginare una presenza in libreria casuale, solo il tempo di poche settimane, mi rende un po’ malinconico.

La prima domanda che pongo è la seguente: perché i produttori non sostengono l’editoria che li riguarda direttamente?

Un’altra domanda che invece formulo, in questo caso ai librai, è la seguente: perché le librerie non assolvono più al compito di proporre titoli – soprattutto per ciò che concerne il tema alimentare – che non siano i soliti scritti (o fatti scrivere) dai personaggi televisivi o dal famoso di turno? Perché le librerie, al di là dell’olio, non investono più in autori che oltre alla forma fisica del libro offrano anche contenuti nuovi e solidi?

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