Olivo Matto

Tutta la verità sull’olio da olive, ma senza inganni

Luigi Caricato

Tutta la verità sull’olio da olive, ma senza inganni

Hanno davvero senso i blitz degli sceriffi di Coldiretti effettuati in queste ore nei supermercati d’Italia? Ha davvero senso tutta questa rumorosa e plateale caccia all’olio extra vergine di oliva volgarmente tacciato di essere “falso” e “tarocco” a priori, senza prima effettuare una verifica discreta e meno mediatica? Ecco cosa ne penso, in qualità di oleologo e di comunicatore. Avendo tanti anni di lavoro sulle spalle, e avendo fortemente a cuore il prodotto olio da olive, cui ho contribuito a dare lustro, conoscenza e familiarità, attraverso la mia costante, tenace e pionieristica opera di divulgazione, con rubriche fisse e articoli su giornali nazionali ed esteri, oltre che con libri, conferenze ed eventi. Il mio pensiero esige risposte concrete. Sono stufo di essere preso in giro e di vedere quotidianamente banalizzato il mio serio lavoro di divulgatore. Voglio e pretendo una sana e popolare cultura dell’olio, non la demagogia a fini propagandistici. E’ ora di prendere le distanze da Coldiretti. E pretendo anche che le Istituzioni non vestano più i panni del don Abbondio. E’ in gioco l’onorabilità dell’olio da olive. Ecco dunque, in estrema sintesi, il mio pensiero al riguardo.

Dio ci salvi dalla Coldiretti, ma Dio forse non esiste o, se esiste, è un po’ stanco e acciaccato, ed è afflitto anche da depressione. Credetemi sulla parola, è proprio così: anche Dio assiste impotente all’imbarbarimento di questo nostro Paese, così carnascialesco, così patetico.

E’ un Paese in cui ci si alza al mattino e c’è sempre la trovata di qualche coldirettiano che puntualmente prende corpo in qualche articolo o servizio giornalistico, banalizzando il lavoro di anni e anni di educazione del consumatore.

Questa gente non capisce nulla di olio, non capisce nulla di agricoltura, ma crea soltanto pasticci, confusione e terrorismo mediatico. Fino a quando durerà la deriva del nostro Paese? Perché la nostra intelligenza, il nostro buon senso debbono accettare abusi e invasioni da parte di persone senza il benché minimo senso di responsabilità?

Se accettassimo questa visione distorta della realtà, facendo intravedere truffe ovunque, il consumatore non potrà che prendere le distanze dal prodotto olio da olive, in tutte le sue quattro denominazioni merceologiche.

Avete notato che gli oli da seme vivono nel silenzio generale, senza alcun clamore, mantenendo e guadagnando valore sugli scaffali, notevolmente alto rispetto al costo di produzione della materia prima?

Gli oli extra vergini di oliva vengono invece ogni volta sbugiardati dal mercato, nonostante gli alti costi della materia prima. Tutto ciò è possibile finché si assiste alle carnevalate della Coldiretti. L’olio da olive esige più rispetto. La perdita di valore che è avvenuta in questi ultimi anni ha come responsabili coloro che non hanno saputo pianificare gli andamenti del mercato, mancando di visione strategica e facendo venir meno il valore culturale dell’olio ricavato dalle olive.

Sono stati anni di vacche grasse, quantificabili in milardi e miliardi di euro a fondo perduto, assegnati a chi non ha saputo gestirli al meglio. Il risultato, oggi, è sotto gli occhi di tutti. L’olio da olive è diventato da prodotto di pregio qual era, un banalissimo prodotto commodity.

Tutto ciò si è verificato a causa dell’inefficienza di chi ha beneficiato di tanto danaro pubblico senza essere in grado di gestirlo con oculatezza e competenza. Con una serie di errori, volontari e involontari, si è depredato un intero comparto del proprio futuro.

Più che di blitz, l’olio da olive avrebbe bisogno di essere lasciato in pace. Le attenzioni negative utilizzate a fini propagandistici fanno male, prima ancora che al settore, al prodotto olio extra vergine di oliva.

Il mio è dunque un accorato appello a salvare gli oli da olive da Coldiretti e dai loro sodali.

Le Istituzioni ci facciano sapere il prima possibile se le presunte truffe e sofisticazioni, tanto urlate ai quattro venti da Coldiretti, costituiscono un problema reale o siano piuttosto un puro esercizio di propaganda.

Dagli organismi di controllo si chiede di conoscere la verità tutta, affinché si prendano i necessari provvedimenti. Anche perché, se il fenomeno truffe e sosfisticazioni, è percentualmente irrilevante, confrontandolo con gli altri alimenti in commercio, mi sembra sia il caso di intervenire in maniera severa, punendo Coldiretti per procurato allarme. Perché, sia detto per inciso e con tutta franchezza, se proprio una indagine conoscitiva si doveva fare, in un Paese civile simili propositi non hanno bisogno di essere condotti suscitando clamore e ricorrendo a un’espressione infelice quanto impropria qual è quella di “blitz”.

Da cittadino della Repubblica italiana esigo rispetto e una sollecita risposta da parte delle Istituzioni. Altrimenti, debbo constatare, con amarezza e disappunto, come anche le stesse Istituzioni manchino in credibilità e autorevolezza.

Luigi Caricato

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