Saperi

Il traktor story di Silvio Legovic

Non siete ancora stati in Istria e non avete visitato il complesso di Baredine con la grotta e le sue meraviglie sotterranee? Grave errore, non esiste solo il mare. Se siete in zona, non perdete la storica collezione di trattori

L. C.

Il traktor story di Silvio Legovic

Ci sono molti altri luoghi da vivere e da visitare, oltre al mare, in Istria. Intorno a Baredine e alla sua grotta, grazie a Silvio Legovic è nata una grande attenzione per una visione prospettica dell’agricoltura.

Legovic, intorno alla fortuna di mettere a disposizione del pubblico le grotte di Baredine, ha messo su l’allestimento di un originale percorso interamente improntato alla scoperta del passato agricolo, non solo dell’Istria. Lo ha fatto sia attraverso un museo, sia, in particolare, attraverso la mostra permanente “Traktor story”, mostra assolutamente da visitare e di cui vi presentiamo una galleria immagini. Non perdete l’occasione di fare un salto da Legovic – è una persona gentile e illuminata, ama anche, e molto, la pianta dell’olivo. A farci da cicerone Lory Musizza.

A Baredine la “Traktor story” è un must imperdibile. Gli amanti del genere si pongono in religiosa contemplazione del mitico trattore Fordson del 1923, che è stato poi il primo trattore giunto nel paese di Villa Nova di Parenzo; e vi è esposto inoltre il motore diesel Satima a testa calda, utilizzato all'inizio dell’Ottocento per fornire l'energia meccanica al mulino di Parenzo.

La Traktor story è aperta al pubblico dal 2010 ed è composta da una collezione di trattori, trebbiatrici e da attrezzatura agricola. Poi c’è anche la Galleria Konobon, che ospita la storia della trilogia mediterranea attraverso il pane, l' olio da olive ed il vino.

Qua e là non mancano le suggestioni create ad arte per emozionare il visitatore, come questa massima di Henry Ford: “Mettersi insieme è un inizio, restare insieme è un progresso, lavorare insieme un successo”.

Silvio Legovic sa tutto di trattori e racconta senza sosta ogni particolare. “Henry Ford – dice – resta alla storia quale fondatore della Ford Motor Company, un’azienda la cui fama è legata al cosiddetto modello T. La Ford T è stata un’auto semplice ed economica, alla portatta di tutti, la prima a essere prodotta su vasta scala. Molti però ignorano l’interesse di Ford, da figlio di agricoltori di origine irlandese quale era, anche per la produzione dei trattori”.

“Nel 1922 – ricorda Legovic – un Fordson si poteva acquistare al prezzo di 395 dollari. Il primo trattore era stato studiato da un team di due giovani ingegneri. All’epoca venne in mente un’idea rivoluzionaria: un trattore monoblocco senza telaio, dalla struttura leggera e di facile manutenzione e utilizzo. A partire dal suo primo trattore, Ford divenne sin dal 1918 il più grande produttore di trattori negli Stati Uniti, portandone sul mercato oltre a 30 mila esemplari”. I trattori erano quelli giusti, a portata di tutti, tant’è che Ford riuscì anche nell’impresa, allora impossibile, di stringere un accordo con l’Unione Sovietica.

Perché il nome Fordson? Perché l’impresa che si occupava di realizzare i trattori era la Ford & son, Ford e figlio, da cui poi la denominazione di Fordson. Silvio Legovic sa tutto sui trattorti, potrebbe anche scrivere un libro: “Mentre la Ford tractor company produsse solo pochi trattori – precisa, puntuale, sempre documentato – la produzione di Fordson si misura in milioni di esemplari.
Il primo modello di trattore conteneva un motore di tipo F, a 4 cilindri,con tre marce e 1000 giri al minuto, per una potenza di venti cavalli, ed era alimentato a petrolio, mentre la benzina la si usava solo per l'accensione”.

Ed ora, in attesa che voi andiate di persona a visitare il “Traktor Story”, potete scorrere la galleria immagini.

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