Saperi

La città delle distillerie

La memoria e l’identità, nel museo dell’alcol. Il patrimonio industriale presente a San Cesario di Lecce, nel Salento, e il progetto di patrimonializzazione, recupero e valorizzazione della distilleria Nicola De Giorgi, è una importante iniziativa, con protagonista l’architetto Antonio Monte, che vede all’opera una comunità intenta a recuperare tracce del proprio passato per farle rivivere in nuova forma nel presente

Olio Officina

La città delle distillerie

Il comune di San Cesario di Lecce (circa 8500 abitanti) ha avviato da quasi un ventennio un importante opera di patrimonializzazione verso i siti industriali dismessi presenti sul territorio comunale, perché un passo importante nel processo di patrimonializzazione è quello della memoria e dell'identità di una comunità.

Partendo proprio da questa considerazione che nel 1997 l'Amministrazione comunale avvia un'operazione mirata ad attivare un processo di conoscenza (censimento e successiva catalogazione scientifica) dei siti dismessi che ha consentito di comprendere la natura del bene, la sua storia produttiva, i cicli e l'esperienza di lavoro, la storia delle Aziende, i reperti materiali rimasti all'interno delle fabbriche, eccetera. Pertanto, la prima variabile che entra in gioco nell'opera di patrimonializzazione è che il sito venga riconosciuto dalla comunità locale come meritevole di conservazione e valorizzazione; quindi l'attività di conoscenza è stata di fondamentale importanza per far acquisire ai manufatti un "valore" culturale tanto da costituire un corpus di monumenti che è stato riconosciuto come patrimonio industriale. Esso è composta da dieci magazzini per la lavorazione premanifatturiera del tabacco, uno stabilimento vinicolo, un mattatoio, un mercato coperto, una stazione ferroviaria, due liquorifici e cinque distillerie delle quali quella di Nicola De Giorgi. San Cesario di Lecce era noto a livello nazionale come "la città delle distillerie".


Nicola De Giorgi: il pioniere dell’industria della distillazione

La Ditta Nicola De Giorgi ha rappresentato, per circa novant'anni, un’industria di prim’ordine a livello regionale e nazionale; da qui l’interesse culturale della comunità locale di “patrimonializzare” mediante il recupero della memoria produttiva del piccolo centro, attraverso una meticolosa ricerca sul patrimonio industriale cittadino e, in particolare sulla storia della distillazione e sulle distillerie presenti sul territorio comunale.

La storia dell’impresa De Giorgi, produttrice di alcol e liquori per il mercato provinciale ma nota anche in tutta Italia per il liquore Anisetta, è un caso di studio esemplare dell’imprenditoria di Terra d’Otranto e pugliese della prima metà del Novecento. Imprenditoria costituita essenzialmente da ditte "a conduzione famigliare", in cui le sorti dell’attività sono strettamente dipendenti dalle scelte imprenditoriali del capofamiglia e dalla capacità dei figli di assumere a loro volta il controllo dell’azienda. I De Giorgi (il padre Vito con il figlio Nicola) diventano distillatori sul finire dell’Ottocento.

Il 1906 segna la svolta: Vito e Nicola si dedicano esclusivamente alla produzione, in proprio, di spirito e liquori. Sin dal 1906 (anno di fondazione, iscritta alla Camera di Commercio di Lecce al n° 1570) Casa De Giorgi è molto attiva nella pubblicizzazione dei propri prodotti, partecipando a numerose esposizioni. Nel 1915 è tra le ditte premiate e iscritte al «Gran Libro d’Oro» dei Benemeriti del Lavoro.

Tra il 1912 e il 1915 avviene il passaggio di gestione dell’attività da Vito a Nicola. Pochi anni dopo Nicola è ormai pronto per divenire un vero e proprio «industriale» e tra il 1917 e il 1925 affida a Giovan Battista Forcignanò la progettazione e la costruzione del nuovo stabilimento. Sul finire degli anni venti il Nostro ha ormai compiutamente individuato la “mission” della sua impresa. Gli anni successivi sono dedicati al perfezionamento del ciclo
produttivo, alla pubblicizzazione e all’espansione del volume di affari. Dalla fine degli anni trenta del Novecento in poi lo spirito non rettificato prodotto a San Cesario viene, oltre che venduto a fabbriche di rettifica, inviato negli stabilimenti di San Pietro Vernotico e Squinzano (sempre di proprietà De Giorgi), dotati anch’essi di un impianto autorettificatore.

De Giorgi riesce a raggiungere anche il mercato nazionale e internazionale attraverso il liquore Anisetta, divenuto la specialità della Casa sin dai primi anni di attività. La fama raggiunta dal liquore Anisetta va di pari passo con i riconoscimenti e la pubblicizzazione del prodotto. Ad appena 15 anni dalla nascita della ditta, il 20 luglio 1920, Nicola De Giorgi riceve da Vittorio Emanuele III un autorevole riconoscimento quale il Brevetto della Casa Reale.


Il "processo" di patrimonializzazione della distilleria

L’attenzione sull’opificio “distilleria De Giorgi” di alcuni esperti di archeologia industriale e della comunità scientifica locale (Corso di laurea in Conservazione di Beni Culturali, poi Facoltà con la Cattedra di Archeologia industriale e del Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto per la Conservazione delle Opere Monumentali di Lecce, oggi IBAM), viene rivolta tra la fine del 1996 e il 1997, quando nella distilleria era in attività solo il liquorificio.

Tutto parte tra la fine del 1999 e i primi mesi del 2000 quando viene redatto e sottoscritto un Protocollo d’intesa, tra Comune di San Cesario di Lecce, Facoltà di Beni Culturali, CNR-IsCOM (poi IBAM) di Lecce e Casa Editrice Piero Manni, per lo svolgimento di un’attività congiunta su “Archeologia e patrimonio industriale: sviluppo di un’azione di ricerca, valorizzazione e progettazione”. Il primo risultato di questa attività di studio fu la pubblicazione del libro Storte ed alambicchi. L’industria della distillazione a San Cesario di Lecce (2000) di Antonio Monte.

Sulla base degli studi in corso e dei primi risultati acquisiti, nel 2001 viene presentato al Consorzio Universitario Interprovinciale Salentino (CUIS) un progetto di ricerca dal titolo: Progetto pilota per la conservazione e valorizzazione del patrimonio archeoindustriale pugliese. Archeologia industriale a San Cesario di Lecce; il progetto viene finanziato.

Nel 2002 vengono presentati i primi risultati della ricerca che sono contenuti nel CdRom "Archeologia industriale a San Cesario di Lecce", ideato e realizzato da Francesco Gabellone e Antonio Monte dell'IBAM-CNR.

Nel giugno 2003 viene presentato il volume "I monumenti dell'industria a San Cesario di Lecce", a cura di Renato Covino, Raffaella De Giuseppe, Antonio Monte, Anna maria Stagira, che raccoglie gli esiti finali dell'attività di studio della ricerca: Progetto pilota per la conservazione e valorizzazione del patrimonio archeoindustriale pugliese. Archeologia industriale a San Cesario di Lecce.

Tra la fine del 2002 e per tutto il 2003, la distilleria è oggetto di studio svolto dall’arch. Lorena Sambati nell’ambito del Master in Conservazione, Gestione e Valorizzazione del Patrimonio Industriale-Università degli Studi di Padova, tutor prof. Gino Papuli e arch. Antonio Monte.

Su iniziativa dell’arch. Antonio Monte, ricercatore dell’IBAM-CNR di Lecce e coordinatore regionale dell’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale (AIPAI), di concerto con l’Amministrazione comunale, viene chiesto, alla Direzione Regionale per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Puglia, il vincolo di tutela, ai sensi del D.co L.vo
n° 490 del 29.10.1999. Tutto l’immobile denominato “Antica Distilleria De Giorgi”;
il 6 luglio del 2005 "fu dichiarato bene di interesse particolarmente importante".

Il 2007 segna un anno importante per lo stabilimento De Giorgi: viene celebrato il suo I° centenario; per l’occasione viene allestita una mostra documentaria e stampato il volume di Antonio Monte e Anna Maria Stagira (con un contributo di Lorena Sambati) dal titolo: La distilleria De Giorgi a San Cesario di Lecce: da opificio a monumento. Conservazione, recupero e valorizzazione.

Nel settembre 2007 il Comune redige un Progetto preliminare per il restauro e la conservazione della distilleria “Casa De Giorgi” da destinarsi a Museo dell’alcol a firma dell’ing. Paolo Moschettoni con la consulenza tecnico-scientifica dell’arch. Antonio Monte.

Dal 2008 a oggi sono continuati i rapporti scientifici con IBAM-CNR di Lecce, con AIPAI e Università degli Studi di Padova; infatti ogni anno (per dieci anni consecutivi, tra giugno e settembre) il Comune ospita la Summer school del Master.
Con AIPAI nel settembre 2011 viene siglato un Protocollo d'intesa finalizzato alla tutela, valorizzazione e gestione del patrimonio industriale.


La distilleria bene comune: dalla Fondazione "Rico Semeraro" al Comune di San Cesario di Lecce

La Distilleria il 16 marzo 2011 è stata acquistata dalla Fondazione “Rico Semeraro”.
Il 28 settembre 2012 è stata donata al Comune di San Cesario di Lecce "con destinazione a fini culturali e sociali".

Grazie a questa donazione la distilleria è passata nei beni patrimoniali del Comune di San Cesario di Lecce; pertanto è stato possibile, nell’ambito della Legge Regionale n° 21/2008 su: Norme per la rigenerazione urbana (promossa grazie alle risorse del PO-FESR, Programma Operativo-Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, 2007-2013, Asse VII-Linea d'intervento 7.2-Azione 7.2.1), presentare un progetto (d'intesa con i comuni limitrofi di San Donato e Lequile) per il recupero del Giardino storico e degli ambienti circostanti. E' stato realizzato un primo intervento (Progetto 1° Stralcio: Parco urbano) di un importo totale di € 500.000,00.

A distanza di due anni (28 settembre 2012) dalla donazione della Fondazione "Rico Semeraro", il 27 settembre 2014 con una manifestazione culturale pubblica (realizzata a fine lavori del I° lotto funzionale) è stato sancito l'avvenuto passaggio tra le parti.
Rispettando la volontà espressa dalla Fondazione “Rico Semeraro”, che la destinazione del bene industriale fosse a “[…] fini culturali e sociali […]”, l’Amministrazione comunale ha fortemente voluto e sostenuto il Progetto sopra citato di Rigenerazione urbana.

Il "caso-studio" della distilleria Nicola De Giorgi (con i numerosi studi fatti e la redazione di un progetto generale di rifunzionalizzazione e conservazione del sito industriale) ha attivato processi di partecipazione unici nella realtà dell'Italia meridionale, tanto che l'opera di patrimonializzazione della distilleria è stato un "modello" studiato da diverse realtà sia nazionali che europee. Infatti, E-FAITH (Federazione Europea delle Associazioni per il Patrimonio Industriale e Tecnico) ha ritenuto di avviare la Campagna per "2015 Anno Europeo del Patrimonio Industriale" proprio da San Cesario di Lecce. La Presidente di E-FAITU, la catalana Assumpció Feliu, il Presidente Nazionale AIPAI (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale) Giovanni Luigi Fontana e il Past President AIPAI Renato Covino e la Vice Presidente della Regione Puglia Angela Barbanente hanno evidenziato -in occasione dell'iniziativa (svolta a San Cesario di Lecce il 6 dicembre 2014) "Verso il 2015 Anno Europeo del Patrimonio Industriale" e il "I° Forum sul patrimonio industriale pugliese"- il contributo culturale e scientifico che San Cesario di Lecce ha dato nel campo della patrimonializzazione dei beni industriali. Proprio l'Assessore Barbanente si è fatta promotrice di una "Proposta di Legge sulla Valorizzazione del patrimonio archeologico industriale presente sul territorio regionale"; l'idea di tale iniziativa, mirata alla salvaguardia, tutela e conservazione del cospicuo patrimonio presente sul territorio della regione, è partita proprio dal Comune di San Cesario di Lecce. La Legge Valorizzazione del patrimonio archeologico industriale è stata approvata a gennaio 2015


Stato di fatto e risorse finanziarie necessarie

Dopo il primo intervento (Progetto 1° Stralcio: Parco urbano, realizzato con la Rigenerazione urbana), attualmente è in corso un secondo intervento di restauro mirato al recupero e conservazione del "Deposito uve", "Fabbrica di vermouth" e di altri ambienti circostanti. Nonostante ciò il monumento necessita di altri urgenti, e in alcuni casi anche straordinari, lavori di restauro per cercare di restituire -quanto prima- alla comunità locale di San Cesario di Lecce, ai cittadini e agli esperti un pregevole "documento" di storia d'impresa e di archeologia industriale presente nel sud d'Italia.

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