Saperi

Omaggio a Mario Tiengo

Ricordando una tra le più grandi figure della medicina in Italia, tra i fondatori, nel nostro Paese, della terapia del dolore. Un eminente studioso di cui riportiamo un breve ma alquanto incisivo pensiero: "se l’uomo perde la propria aggressività, i topi torneranno a riappropriarsi della crosta terrestre e si nutriranno di uomini"

Massimo Cocchi

Omaggio a Mario Tiengo

Da: Mario Tiengo 

A: Massimo Cocchi

Inviato: domenica 7 ottobre 2007, 10.01

È la mattina del 7 ottobre 2007, domenica.

Accendo il televisore e assisto a scene della “marcia della pace”.

Rifletto: se l’uomo perde il desiderio della guerra, perde anche l’aggressività; e allora i topi torneranno, con molta allegria, a riappropriarsi della crosta terrestre e si nutriranno di uomini.

Mario

 

Ho trovato un bellissimo pensiero del mio grande amico Mario Tiengo, che ora non c’è più. Ho voluto condividere con i lettori di Olio Officina Magazine tale pensiero, perché perfettamente in linea con alcuni articoli pubblicati a mia firma di recente, come nel caso di “La paura ci inchioda”. È un testo che può essere collocato benisismo quale incipit dell’articolo sulla paura.

Per quanti non hanno avuto modo di conoscere Tiengo, ecco alcune brevi ed essenziali note biografiche. 

Mario Tiengo (Adria, 30 aprile 1922 - Pavia, 3 settembre 2010), medico, scienziato e professore universitario, è stato tra i fondatori, in Italia, della terapia del dolore e primo titolare, al mondo, della cattedra di Terapia del dolore nell’Università di Milano.

 

Che senso ha il tempo che scorre, che ci colpisce con pene e ci blandisce con gioie, che ci accompagna in un futuro che non conosciamo e ci lascia, spirito inconsapevole del senso della vita. 

Quale il senso dei nostri sentimenti che si aggrovigliano fra essere e non essere, che ci fanno soffrire e gioire, che ci danno illusioni, che devono finire. 

Guardo l’acqua del mare e vorrei essere quell’onda che si ripete senza sosta fino a che irrompe nella forza che spazza via ogni speranza, quella speranza che ci illude ma che, fragile e timorosa, non ci mostra mai il suo volto e ci sfugge ogni volta che la crediamo reale nei conflitti della mente, nella confusione dei pensieri che lì, nella mente, si producono.

In apertura, il bagno pieno di topi, una recentissima opera di Banksy: "Mia moglie odia quando lavoro da casa"

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