Saperi

Un anno dopo Boccasette

Non è semplice ricostruire la “giovinezza dell’amore”, soprattutto se chi è coinvolto sono persone di un certo grado intellettivo, esperienziale e non facili all’agire istintivo. Poi però si materializzano altri momenti unici

Massimo Cocchi

Un anno dopo Boccasette

...Non so cosa guarda né cosa pensa, forse vuole solo camminare in quel deserto pensando che il mare possa ascoltare i suoi pensieri, accogliere i suoi desideri, forse, vuole togliersi di dosso le pene della vita lasciandole a quelle onde e sperando che esse non le riportino sulla sabbia come i tronchi...

Non è facile togliersi di dosso le pene della vita e, forse, neppure le gioie.

Loro ti accompagnano sempre e ti inducono a una speranza, di cacciare le pene e di fare scorta di gioie, ma non sempre è possibile.

Quella memoria di cui noi animali umani, ma anche non umani, siamo dotati, tanto è utile nella vita di tutti i giorni, quanto diventa onerosa nelle immagini di ricordi meno gioiosi che, seppur velocemente, irrompono fra le onde e le particelle del nostro cervello lasciando, molte volte, un’indesiderata ombra.

A Boccasette, non si sa se per conservare la gioia di quel giorno di festa o se per lasciarlo unico e scaramantico, non siamo più ritornati.

Non solo non siamo più ritornati, ma sono anche cominciate le perplessità, gli interrogativi su quello strano rapporto nonché sulle sfumature, forse smagliature, che esso si portava dietro.

Narra la comune storia che quando due persone si incontrano, normalmente, accade per la condivisione di qualche cosa, anche se difficile da descrivere, per non scendere nella banalità dell’amore.

Ecco, più volte abbiamo capito e ci siamo apertamente detti che non condividevamo nulla l’uno con l’altro, un bell’inizio per una storia che doveva vedere il fiorire di un rapporto speciale.

Così, inevitabilmente, lunghi periodi di silenzio si alternavano a deboli tentativi di approccio subito soffocati da quella non condivisione di quasi tutto, poi nuovi e, sembravano, interminabili periodi di silenzio.

Cosa c’era sotto quella cenere dove, evidentemente, qualche residua fiammella si sforzava di ardere ancora, nonostante la copiosa sabbia che ad ogni piè sospinto riversavamo?

Ho a lungo riflettuto su questo aspetto e mi sono convinto che quando si incontrano due vite vissute e anche vissute in modo complesso, piene di eventi belli e meno belli, di esperienze proficue e anche devastanti, non è semplice ricostruire la “giovinezza dell’amore”, soprattutto se chi è coinvolto sono persone di un certo grado intellettivo, esperienziale e non facili all’agire istintivo.

Poi si materializzano altri momenti unici, come quello di un picnic su una rotonda di marmo che lambisce l’acqua della laguna di Venezia, in un giorno “sold out” per la città in quanto il giorno del Redentore.

Soli, lontani dal caos della città, niente intorno, a sorseggiare un Muller Turgau dal sapore piacevole, si riaccende la magia di un momento che torna a Boccasette, gli sguardi si incrociano, si interrogano, e, intimamente, nell’imbarazzo di esplicitarlo, forse, pensano che sia possibile.

TAG: Boccasette

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